Levi’s licenzia 700 persone: il coronavirus manda in crisi il mercato dei jeans

Levi’s in crisi dopo il coronavirus costretta a licenziare il 15% della forza lavoro.

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Levi’s in crisi dopo il coronavirus costretta a licenziare il 15% della forza lavoro.

Il coronavirus ha messo in ginocchio anche alcune grandi multinazionali della moda come Levi’s, che a causa delle vendite in calo durante l’epidemia ha deciso di licenziare 700 persone. 

Il caso Levi’s

Anche nel caso di Levi’s, infatti, il lockdown ha portato alla chiusura di molti negozi con un calo delle vendite del -62% e una perdita di 364 milioni di dollari. La nota multinazionale di jeans si è vista costretta a licenziare 700 persone pari al 15% della sua forza lavoro. A chiarire la posizione di Levi’s è stato Chip Bergh, il Ceo dell’azienda: “Abbiamo iniziato l’anno con un forte slancio, ma la pandemia globale e la crisi economica hanno avuto un impatto significativamente negativo sui nostri risultati del secondo trimestre, dato che i nostri negozi e la maggior parte dei grossisti sono rimasti chiusi in tutto il mondo per gran parte del tempo”. 

La moda sopraffatta dal coronavirus

Oltre alla chiusura forzata dei negozi, il caso di Levi’s sembrerebbe propendere anche per una motivazione puramente pratica. Gli americani, costretti a casa, avrebbero preferito in questi mesi indossare tute o abbigliamento comodo piuttosto che i jeans con la conseguenza di un calo delle vendite. In genere comunque il coronavirus ha letteralmente mandato in tilt le aziende di moda, anche Zara aveva recentemente annunciato di voler chiudere alcuni negozi e puntare più sullo shopping online mentre H&M già durante il lockdown aveva annunciato la chiusura di alcuni negozi in Italia.

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A reggere solo Primark, che con i prezzi low cost dei suoi capi non teme neppure il coronavirus e guarda con fermezza ai negozi fisici.

Tornando al caso Levis’s, anche il ceo dell’azienda ha fatto notare che la pandemia ha rivoluzionato il commercio “E noi stiamo intensificando gli sforzi relativi alla nostra trasformazione digitale, incorporando la potenza dell’Ia e della data science e sfruttando i nostri emblematici brand per focalizzarci ancora di più sulla Generazione Z e sulla sostenibilità”.

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