Higuain al Milan, ecco perché Leonardo e Juve studiano il prestito con diritto di riscatto

Ecco perché il Milan e la Juventus stanno trattando su Higuain con la formula del prestito con diritto di riscatto, che conviene a entrambe le società.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Ecco perché il Milan e la Juventus stanno trattando su Higuain con la formula del prestito con diritto di riscatto, che conviene a entrambe le società.

Se non è ancora fatta, poco ci manca. Gonzalo Higuain sta per diventare un giocatore del Milan. Ieri sera, Nicolas, fratello agente dell’attaccante argentino ha incontrato a Milano il direttore tecnico Leonardo, accompagnato dal legale del Pipita. L’incontro è durato fino a tarda notte e al termine non sono state rilasciate dichiarazioni, ma l’aria che si respira in via Aldo Rossi sarebbe di ottimismo. Questione di qualche giorno o forse ore per limare i dettagli del contratto e finalmente Higuain indosserà la maglia rossonera. Il giocatore avrebbe solo qualche dubbio sulla formula della cessione: prestito con diritto di riscatto. Teme che la mancata cessione a tutti gli effetti nasconda la volontà del Milan di non puntare su di lui al 100%. In realtà, la situazione sarebbe diversa, gli spiegano da Milanello.

Milan e Juventus, calciomercato estivo con scambio tra Higuain e Bonucci

Il prestito con diritto di riscatto sarebbe la soluzione individuata da Milan e Juventus per concordare una cessione di fatto, ma agevolando l’operazione sul piano contabile. Stando ai criteri UEFA, se il prestito fosse con obbligo di riscatto, il trasferimento verrebbe considerato una cessione a tutti gli effetti e il prezzo del cartellino andrebbe considerato per intero. Con l’opzione di riscatto, a dovere essere messo nero su bianco nei bilanci del Milan sarebbe solo il costo relativo al prestito a titolo oneroso. Stando all’intesa con la Juve, si tratterebbe di 18-20 milioni, a cui si aggiungerebbero 36 milioni nel caso in cui il Milan esercitasse il diritto di riscatto. Tuttavia, le parti avrebbero concordato di rendere tale riscatto obbligatorio al verificarsi di determinate condizioni.

Sullo stipendio, pare che le distanze tra Higuain e il club rossonero si stiano colmando. L’argentino prende per contratto a Torino 7,5 milioni netti a stagione fino al 2021. Leonardo, per ragioni contabili, sarebbe disposto a dargliene di meno, in cambio gli allungherebbe la durata del nuovo contratto al 2023. Considerando che parliamo di un giocatore di 30 anni abbondanti, non sarebbe un cattivo affare per il diretto interessato. Semmai, resta da capire cosa ci guadagnerebbe la Juve da una cessione tramite prestito con opzione di riscatto, potendo così iscrivere a bilancio solo i 18 milioni incassati eventualmente subito e non tutti i 55 del valore di mercato del Pipita. In verità, il beneficio sarebbe, anzitutto, sul piano dei 13,88 milioni di euro in meno di ingaggio all’anno per le prossime due stagioni, ma trattandosi di un prestito e non di una cessione, il club bianconero iscriverebbe l’incasso come un’entrata totalmente spendibile, mentre i 35 milioni che otterrebbe eventualmente tra uno o due anni gli frutterebbero una plusvalenza superiore a quella che maturerebbe nel caso in cui la cessione avvenisse oggi a titolo definitivo. Facciamo due conti per capirci meglio.

Perché la formula del prestito con diritto di riscatto

La Juve ha acquistato Higuain dal Napoli nel 2016 per una novantina di milioni di euro e ha siglato un contratto quinquennale. Pertanto, il valore residuo da ammortizzare ad oggi per il club torinese si aggira sui 54-55 milioni, pari al valore di mercato dell’attaccante. Se oggi lo vendesse al Milan a titolo definitivo per la stessa cifra, non registrerebbe alcuna plusvalenza, ma solo un’entrata di liquidità. Se, invece, il Milan lo prendesse in prestito, da normativa potrebbe riscattarlo entro il 2020, ossia un anno prima che scada il contratto ceduto (quello odierno tra Higuain e Juve). Se lo riscattasse tra un anno, i 36 milioni da pagare alla Juve si tradurrebbero per Giuseppe Marotta e Andrea Agnelli in una plusvalenza praticamente nulla, mentre se lo riscattasse tra due anni, a fronte di un valore di ammortamento residuo di 18 milioni, i 36 frutterebbero alla Juve 18 milioni di plusvalenza contabile. Per questa ragione, riteniamo che il riscatto arriverà tra due anni, consentendo alla Juve di massimizzare il profitto derivante dall’operazione e al Milan di rinviare l’appuntamento con l’esborso cash, trovando il tempo per ottemperare al rispetto del “fair play finanziario”.

Il buongiorno di Cristiano Ronaldo manda in tilt i social, delirio dei tifosi bianconeri

Tra Juve e Milan sarebbe fatta anche sullo scambio tra Leonardo Bonucci e Mattia Caldara. Il primo tornerebbe in maglia bianconera, il secondo, appena rientrato da Bergamo, dove era in prestito all’Atalanta, diverrebbe il nuovo difensore centrale rossonero. Poiché Bonucci verrebbe valutato sui 35 milioni e Caldara sui 25, il Milan vanterebbe un credito di 10 milioni, che scalerebbe dai 18 del prestito oneroso per prendersi Higuain o dagli altri debiti contratti con la società di Agnelli. Verrebbe meno anche l’assillo di dover vendere Nikola Kalinic e Suso per fare cassa e finanziare l’acquisto dell’argentino, grazie alla tecnica del diritto di riscatto. Il calciomercato è l’esempio più spicciolo di come si possano sempre trovare reciproci benefici da una compravendita. E Juve e Milan ce lo stanno dimostrando.

[email protected]

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Economia nel pallone