Fase 2 e lavoro, più smart working e ingresso con orari diversi: le ipotesi

Si ipotizzano più smart working per le grandi aziende, doppi turni e orari diversi anche per evitare assembramenti nei mezzi pubblici.

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Si ipotizzano più smart working per le grandi aziende, doppi turni e orari diversi anche per evitare assembramenti nei mezzi pubblici.

La fase 2 per uscire dall’emergenza coronavirus riguarda anche le aziende che potranno riaprire ma rispettando tutte le misure di sicurezza imposte. Tra i punti chiave, anche quello dello smart working che potrebbe diventare obbligatorio per quelle aziende che hanno hanno un certo numero di dipendenti. Rimarrebbe invece facoltativo per le aziende che contano un numero più esiguo di dipendenti.

Smart working obbligatorio

Si tratta ovviamente di misure temporanee, che saranno valide fino a quando l’emergenza coronavirus non sarà del tutto rientrata. Tra le ipotesi quella di uno smart working obbligatorio per le grandi aziende, che diventa facoltativo per quelle piccole. Il dipendente che chiede di lavorare a casa potrà farlo, sempre tenendo presente la fattibilità delle mansioni con il lavoro da casa. Una volta terminata del tutto l’emergenza, lo smart working tornerà ad essere non più una necessità ma un’eccezione. Questo è uno dei punti chiave contenuti nel set di consigli della task force guidata da Vittorio Colao. Si parla anche di ingressi scaglionati nelle aziende con orari di ingresso e uscita diversi per evitare troppi assembramenti ma anche per alleggerire il carico nei mezzi pubblici, che una volta che tutte le attività saranno riaperte torneranno ad essere pieni negli orari di punta. 

Si pensa ai turni rimodulati

Un altro punto interessante è quello che riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro. Anche in questo caso si possono ipotizzare turni rimodulati e fornitura di mascherine obbligatorie. Insomma la fine del lockdown per le aziende rappresenterà un nuovo punto di partenza ma anche la necessità di rivedere molti aspetti. In questi giorni dovrebbero giungere più certezze, forse già stasera, dopo l’incontro in videoconferenza tra il premier e la task force di 17 esperti guidata da Colao.

 

Tutto in alto mare anche per quanto riguarda l’aperture delle scuole, con la speranza di poterle riaprire a settembre, le spiagge e il campionato di calcio a porte chiuse. Per le spiagge si era ipotizzata la possibilità di permettere l’accesso ma rispettando alcune possibili norme come abbiamo visto nell’articolo Come saranno le vacanze post coronavirus: turismo di prossimità e turni in spiaggia. 

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