E’ panico da caro bollette: gli aumenti record di luce e gas fermeranno l’occupazione

Il caro bollette colpirà famiglie e imprese e molte attività non solo non assumeranno, ma rischiano di licenziare parte del personale

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Caro bollette, impatto sul lavoro

Il 2022 esordisce con una pessima notizia per i consumatori: le bollette della luce nel primo trimestre saliranno del 55% e quelle del gas del 41,8%. Senza l’intervento del governo Draghi, che ha stanziato già 3,8 miliardi di euro per contenere gli aumenti record, il caro bollette sarebbe stato ancora più marcato: +65% e +59,2% rispettivamente. Ciascuna famiglia-tipo pagherà qualcosa come oltre 1.000 euro all’anno in più. Una situazione incandescente sul piano economico e sociale, tant’è che il ministro dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti, ha prospettato nuovi sostegni a favore di imprese e famiglie.

Il contraccolpo rischia di essere pesante per l’economia italiana. A temere il peggio è il comparto moda, con Sistema Moda Italia a paventare problemi di tenuta della filiera. Ma sono tanti i comparti preoccupati, tra cui quelli che gravitano attorno alla lavorazione del vetro, della carta, della plastica, della ceramica e del cemento. Con questo caro bollette esplosivo, i margini finirebbero per essere del tutto sciupati e molte attività già nel primo semestre potrebbero fermarsi.

Caro bollette, posti di lavoro a rischio

Per la CGIA di Mestre, traballano 500.000 posti di lavoro da qui a giugno, almeno temporaneamente. Anche perché il divieto di licenziare è stato soppresso, per cui adesso ogni impatto negativo sull’economia può trasferirsi immediatamente sul mercato del lavoro. Dobbiamo ancora recuperare diverse centinaia di migliaia di posti rispetto al livello pre-pandemia. Il tasso di occupazione in Italia è già nettamente più basso di quasi ogni altra economia occidentale, di poco oltre il 58%. Il caro bollette non ci aiuta a metterci in marcia verso i livelli medi europei, anzi ci allontana da essi.

E se da un lato aumentano i costi delle aziende, dall’altro potrebbero ridursi i consumi delle famiglie. La perdita del potere d’acquisto indurrà molte di esse a spendere di meno per le voci di bilancio non primarie. A rischio c’è tutto il mondo dell’intrattenimento, dei viaggi, degli arredi, etc., al netto dell’evoluzione pandemica e delle relative restrizioni. Del resto, è come se le famiglie fossero private di quasi uno stipendio mensile. Oltretutto, il caro bollette non è l’unica voce di spesa a lievitare. L’inflazione corre, pur trainata principalmente dall’energia.

E ad oggi, i redditi sono rimasti sostanzialmente fermi.

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