Berlusconi ha il Covid, ma è preoccupato di perdere Mediaset

La sentenza europea dà ragione al francese Bolloré e rischia di far perdere alla famiglia dell'ex premier il controllo del gruppo televisivo.

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La sentenza europea dà ragione al francese Bolloré e rischia di far perdere alla famiglia dell'ex premier il controllo del gruppo televisivo.

Alla fine del mese, Silvio Berlusconi compirà 84 anni. Non sappiamo se potrà spegnere le candeline con amici e parenti, essendo stato trovato positivo al Covid-19, pur asintomatico. Sappiamo, però, che non sarà un compleanno del tutto sereno, comunque vadano le elezioni regionali per il centro-destra e, in particolare, per la sua Forza Italia. In poche settimane, il sogno di creare un polo televisivo europeo gli si è infranto a sorpresa. Prima la sconfitta alla Corte Commerciale di Madrid, poi quella in Olanda. Media For Europe non s’ha da fare per i giudici spagnoli e olandesi, con la francese Vivendi che è riuscita a spuntarla contro il Biscione, quando sembrava che avesse definitivamente perso la sua campagna italiana.

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Il peggio è arrivato con la sentenza della Corte di Giustizia UE di giovedì 3 settembre, secondo cui il “congelamento” dei due terzi delle azioni di Vivendi in Mediaset sarebbe in contrasto con la libertà garantita dai Trattati di stabilimento. Vivendi aveva fatto ricorso dinnanzi al TAR del Lazio contro la decisione dell’Autorità Garante per le Comunicazioni di congelare la quota eccedente il 10% in Mediaset, dopo che la società di Vincent Bolloré era salita al 28,8% del capitale, pari al 29,9% delle azioni con diritto di voto. Secondo l’authority, l’eventuale controllo sarebbe impedito dalla legge per la salvaguardia del pluralismo dell’informazione, dato che già deteneva il controllo di Telecom Italia con il 23,94%.

Il Tar aveva rimesso la questione al giudice europeo, che ha dato ragione ai francesi, sostenendo che la suddetta legislazione italiana risulterebbe eccessivamente restrittiva e nemmeno idonea a garantire il pluralismo dell’informazione.

Nel caso specifico, poi, ha rilevato come bisognerebbe distinguere tra produzione e trasmissione di contenuti. Chi è attivo nella prima non è detto che lo sia anche nella seconda. In altre parole, la quota “congelata” di Vivendi in Mediaset e convogliata nella Simon Fiduciaria va sbloccata.

Berlusconi in balia del governo Conte

Per la famiglia Berlusconi, il serio rischio che l’ex amico bretone si rimetta ad acquistare azioni Mediaset per scalarla e soffiarle il controllo. Media For Europe serviva proprio a impedire un simile scenario, attraverso il trasferimento della sede legale in Olanda, con annesse garanzie tecniche sul piano del conteggio delle azioni con diritto di voto. Saltato il piano, adesso è arrivata la batosta dal Lussemburgo. Non è detto che Vivendi sorprenda tutti con il lancio di un’OPA sulle azioni rimanenti, sebbene abbia reagito alla notizia ieri mattina con un balzo del 4,50%. Potrebbe anche solo limitarsi a sfruttare le sue vittorie giudiziarie per costringere Cologno Monzese a trattare. Sul piatto c’è la querelle giudiziaria che vede Mediaset chiedere un maxi-risarcimento dei danni per il mancato acquisto di Premium di qualche anno fa.

Resta il fatto che Berlusconi sia tutt’altro che sereno in questa fase, quando tutto sembrava filare liscio fino a qualche mese fa. L’ex premier è finito in balia degli umori del governo italiano, il quale potrebbe decidere di dargli una mano o di porre fine alla “pax” siglata più o meno apertamente nel 2017 con l’allora premier Paolo Gentiloni, sotto il cui mandato le authorities si mossero a favore del Biscione. Chiamatelo “ricatto” o semplice coincidenza, ma nel momento più difficile Giuseppe Conte può vantare un grosso credito nei confronti di un partito dell’opposizione determinante per puntellare la sua traballante maggioranza in Parlamento.

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