Amazon si fa furbo: ecco come trasforma i dipendenti in ambasciatori (in cambio di benefits)

Amazon offrirebbe dei benefits ad alcuni dipendenti che su Twitter si prestano a difendere il colosso in merito alle condizioni di lavoro.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Amazon offrirebbe dei benefits ad alcuni dipendenti che su Twitter si prestano a difendere il colosso in merito alle condizioni di lavoro.

Amazon macina utili e la sua innovazione in termini di idee e progetti nuovi è innegabile. Però bisogna dire che la sue reputazione per quanto riguarda il trattamento dei dipendenti non è sempre stata rosea. Basti pensare agli articoli usciti tempo fa sulle condizioni di lavoro dei magazzinieri (Amazon: Bezos uomo più ricco del mondo mentre i dipendenti sono poveri, l’attacco di Sanders). Visto che la reputazione sui social però è davvero tutto per l’azienda di Jeff Bezos, Amazon ha pensato di coinvolgere i dipendenti stessi in una sorta di campagna social per decantare le doti del colosso e difenderlo dalle accuse di chi ne parla male.

Che cos’è il FC Ambassador Program

È nato così  il progetto FC Ambassador Program. Lo si potrebbe paragonare ad una vera e propria strategia aziendale in cui i dipendenti sono coinvolti su Twitter a descrivere un pò come si lavora realmente in Amazon, scacciando le malelingue di quei lavoratori impossibilitati a recarsi in bagno o costretti ad usare bottiglie per le impellenze.

I dipendenti che diventano ambasciatori. Si potrebbe descrivere così il progetto di Amazon in cui, come sostiene un portavoce di Amazon a Quartz: «I nostri ambasciatori sono dipendenti che hanno una significativa esperienza lavorativa nei nostri fulfilment centers. Il loro lungo trascorso permette loro di condividere con la massima onestà i fatti sulla base dell’esperienza personale. È importante che facciamo un buon lavoro informando le persone sull’ambiente reale all’interno dei nostri centri di evasione degli ordini, il programma di FC Ambassador è una parte importante di questo, insieme ai tour del centro di smistamento che forniamo».

Benefits in cambio di sponsor positivi

Ovviamente non a costo zero. Gli ambasciatori infatti ottengono in cambio una carta regalo da 50 dollari, un pranzo gratis e dei giorni di ferie premio per difendere l’azienda e chiarire i dubbi sulle questioni legate al salario o i tanto temuti braccialetti elettronici.

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E così su Twitter si trovano commenti entusiasti di chi sostiene di non aver bisogno di bottiglie per i propri bisogni, chi decanta i vantaggi medici e chi non si lamenta in fondo delle condizioni di lavoro. Business Insider, in riferimento ad un articolo postato da TechCrunch, fa notare che gli account Twitter, una quindicina, hanno tutti un formato standard con il logo di Amazon come sfondo e sembrano riportare la stessa struttura per le bio, oltretutto sembrano essere stati creati tutti ad agosto. Gli stessi intervengono ogni volta che qualcuno “parla male” del colosso di Seattle, sempre in riferimento alle condizioni di lavoro. Una trovata geniale da un lato ma scoraggiante per chi ha denunciato condizioni pessime sul posto di lavoro; neanche a dirlo gli attacchi a questi Ambasciatori non sono già mancati. Qualcuno li avrebbe definiti anche robot…

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Argomenti: Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici, Social media e internet