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Ecco la nuova mappa delle pensioni 2027, misura per misura ed età per età

Come cambia la mappa dei futuri pensionamenti nel 2027? Ecco i requisiti e le novità sulle pensioni per il nuovo anno.
21 Maggio 2026
pensione 2027
Foto © Investireoggi

Come si andrà a riposo nel 2027? Parlare oggi di pensioni significa inevitabilmente confrontarsi con un sistema che cambia ancora. Tra requisiti che aumentano, finestre che si allungano, misure che vengono confermate e altre che rischiano di sparire, la confusione è tanta. Per questo serve fare chiarezza. Ecco quindi una sintesi completa della nuova mappa delle pensioni 2027, misura per misura ed età per età.

La nuova mappa delle pensioni 2027

Il 2027 segnerà un primo vero irrigidimento del sistema previdenziale. Dopo anni di blocco, tornano infatti gli adeguamenti legati all’aspettativa di vita. Il risultato è semplice: pensioni più lontane, requisiti più pesanti e finestre di uscita che continuano a incidere sempre di più.

L’inasprimento è già stato recepito prima dalla legge di Bilancio e poi dall’INPS nei simulatori e nelle procedure interne.

Resta teoricamente aperta la possibilità di un ripensamento politico, ma al momento appare difficile immaginare un passo indietro, soprattutto alla luce della situazione economica e dei vincoli di finanza pubblica.

Pensione di vecchiaia 2027: cambia l’età pensionabile

La prima misura che cambia è naturalmente la pensione di vecchiaia. Il requisito contributivo resta fermo a 20 anni. Quello che cambia è invece l’età pensionabile.

Dal 1° gennaio 2027 al 31 dicembre 2027 serviranno infatti 67 anni e 1 mese di età anziché gli attuali 67 anni.

Contributivi puri: pensione di vecchiaia contributiva

Per chi ha iniziato a versare contributi dopo il 31 dicembre 1995 restano valide le regole del sistema contributivo puro. Anche per loro la pensione di vecchiaia ordinaria salirà a 67 anni e 1 mese.

Continuerà però a esserci il vincolo dell’importo minimo: la pensione deve essere almeno pari all’assegno sociale.

Se invece non si raggiunge tale soglia, resta la possibilità della pensione di vecchiaia contributiva. In questo caso bastano 5 anni di contributi, ma serviranno 71 anni e 1 mese di età anziché gli attuali 71 anni.

Pensione anticipata ordinaria 2027

Cambiano anche le pensioni anticipate ordinarie, cioè quelle senza alcun limite anagrafico.

Dal 2027 serviranno 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Oggi invece i requisiti sono pari rispettivamente a 42 anni e 10 mesi e 41 anni e 10 mesi.

Resta inoltre la finestra di 3 mesi che sposta la decorrenza della pensione rispetto alla maturazione del requisito.

Pensione anticipata contributiva: nuovi requisiti

Anche la pensione anticipata contributiva subirà l’aumento di un mese. La misura, destinata esclusivamente ai contributivi puri, richiederà nel 2027 64 anni e 1 mese di età e almeno 20 anni di contributi.

Restano invariati gli altri vincoli, compreso quello della pensione minima pari a 3 volte l’assegno sociale. La soglia resta ridotta per le donne con figli: 2,8 volte l’assegno sociale con un figlio e 2,6 volte con due o più figli.

Continuerà inoltre a esserci la finestra di 3 mesi.

Quota 41 precoci: sale anche il requisito

Anche la quota 41 per lavoratori precoci subirà l’aumento legato all’aspettativa di vita.

Nel 2027 serviranno 41 anni e 1 mese di contributi anziché 41 anni secchi. Resta obbligatorio avere almeno 12 mesi di contributi versati prima dei 19 anni di età.

La misura continuerà a riguardare invalidi civili, caregiver, disoccupati e addetti ai lavori gravosi o usuranti.

Anche qui resterà la finestra di 3 mesi.

Assegno sociale: cambia l’età

Con l’aumento dell’età pensionabile salirà automaticamente anche il requisito anagrafico per l’assegno sociale. Pertanto nel 2027 serviranno 67 anni e 1 mese.

Le deroghe agli aumenti: chi non subirà gli inasprimenti

Non tutti però pagheranno il prezzo degli aumenti. Il governo ha infatti previsto una tutela specifica per addetti ai lavori gravosi e lavoratori usuranti. Per queste categorie gli aumenti legati all’aspettativa di vita non si applicheranno.

Ape sociale e lavori gravosi: restano le vecchie regole

Chi svolge attività gravose o usuranti potrà continuare a uscire con i requisiti attuali.

In particolare serviranno 66 anni e 7 mesi di età con almeno 30 anni di contributi effettivi se il lavoro gravoso è stato svolto per 7 degli ultimi 10 anni.

Oppure serviranno 67 anni di età, sempre con 30 anni di contributi, se l’attività è stata svolta per 6 degli ultimi 7 anni.

Un sistema sempre più complicato

La vera sensazione che emerge guardando il 2027 è una: il sistema previdenziale italiano continua a diventare sempre più complesso.

Perché oggi non basta più sapere quanti anni si hanno o quanti contributi si sono versati. Bisogna considerare finestre mobili, aspettativa di vita, platee ristrette, contributi effettivi e figurativi, categorie protette e persino il sistema di calcolo della pensione.

Ed è proprio questa complessità a generare la forte preoccupazione di tanti lavoratori che si avvicinano alla pensione nei prossimi anni.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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