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Duration vs scadenza: cosa conta davvero nei bond lunghi

Quando si valutano i bond lunghi, bisogna guardare più alla duration o alla scadenza? Cosa sappiamo dei due concetti e quale rileva.
31 Marzo 2026
Duration vs scadenza per bond lunghi
Duration vs scadenza per bond lunghi © Investireoggi.it

In questo marasma sul mercato dei bond, qualcuno avrà notato con stupore che i bond ultra-lunghi siano scesi di prezzo meno delle scadenze più corte. Solo uno degli apparenti paradossi a cui stiamo assistendo in queste settimane, oltre al calo dell’oro e alla tenuta delle criptovalute. Allo scopo, dobbiamo riprendere i concetti di “scadenza” e “duration”, che più di un investitore tende a confondere o perlomeno a considerare molto simili tra loro.

Bond: scadenza vs duration

Il bond a 100 anni dell’Austria, cedola 0,85% e quotazione di mercato di ieri a 30,73 centesimi (ISIN: AT0000A2HLC4), a fine febbraio si comprava a 31,85 centesimi.

Significa che ha perso appena il 3,6% con la guerra in Iran, persino un pelo meno del bond decennale emesso da Vienna. Eppure, siamo portati a pensare che una scadenza più lunga debba perdere automaticamente di più durante una fase rialzista dei rendimenti e guadagnare di più quando i rendimenti scendono.

Vale la cedola

La situazione è più complessa di così, perché dipende essenzialmente da fattori come aspettative d’inflazione, rischio sovrano e cedola. Scadenza e “duration” non sono affatto sinonimi. La prima indica la data alla quale il capitale di un bond (per ipotesi, “bullet”) sarà rimborsato. Dunque, segnala anche la durata residua di un investimento obbligazionario, espressa in anni. La duration esprime la sensibilità di un bond rispetto alla variazione del sottostante rendimento. Ci dice, in pratica, quanto salirà o scenderà la quotazione in relazione alla discesa o al rialzo del secondo. Da notare che prezzi e rendimenti si muovono in direzioni opposte tra loro.

Tale sensibilità è inversamente proporzionale all’entità della cedola. E quando il prezzo scende e, di conseguenza, il rendimento sale, anche la duration tende a diminuire. Nel caso del bond 2120 dell’Austria, a fronte di una scadenza residua di oltre 94 anni, la duration modificata risulta di 36,55 anni.

Un dato sempre molto alto per chi investe, traducendosi in un rischio elevato nel caso di rialzo dei tassi. Tuttavia, potete capire che sia molto diverso dai suddetti 94 anni e rotti. E questo è il risultato di una cedola effettiva risalita da circa lo 0,85% all’emissione all’attuale 2,77%.

Anche il BTp 2072 (ISIN: IT0005441883) ci offre un esempio simile. Cedola 2,15% e quotazione ieri sopra 57 centesimi, in calo del 7,7% dai massimi di fine febbraio. Ha ora una duration di 22,45 anni, a fronte di una durata residua di 46 anni. Meno della metà. Offre una cedola effettiva lorda del 3,75%. Pur non essendo ancora congrua per una scadenza così prolungata, risulta tale da contenere la sensibilità dei prezzi rispetto ai tassi di mercato.

Paradosso bond Matusa: più stabili di scadenze corte

Dunque, quando si sceglie di puntare su un bond con scadenza molto lunga, ciò non implica automaticamente che ci si stia addossando un rischio molto superiore a quello che si corre con una scadenza più corta. Vale la duration. Un esempio di queste settimane è arrivato con l’emissione del bond a 100 anni di Alphabet, società madre di Google. Denominato in sterline inglesi, stacca cedola annuale lorda del 6,125% e ieri scambiava alla Borsa di Francoforte per meno di 93 centesimi con una duration modificata di appena 15,35 anni. Significa che tratta come un titolo a 30 anni dell’Italia in termini di sensibilità della quotazione rispetto al rendimento.

Infatti, il nostro BTp è sceso del 7,5% dall’inizio della guerra, meno del centenario corporate americano.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
Il suo motto è “Il lettore al centro grazie a una corretta informazione”; ogni suo articolo si pone la finalità di accrescerne le informazioni, affinché possa farsi un'idea dell'argomento trattato in piena autonomia.

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