Raggiungere i requisiti previdenziali necessari per andare in pensione non è sempre semplice. Le difficoltà aumentano soprattutto per chi desidera lasciare il lavoro prima dei 67 anni di età, che rappresentano l’attuale età prevista per la pensione di vecchiaia.
Fino al 31 dicembre 2026, infatti, il requisito anagrafico resta fissato a 67 anni. Dal 2027, salvo eventuali interventi normativi, entrerà invece in vigore il primo adeguamento alla speranza di vita, che porterà l’età pensionabile a 67 anni e un mese, per poi salire a 67 anni e tre mesi nel 2028.
Lasciare il lavoro in anticipo, tuttavia, non significa necessariamente andare subito in pensione. Esistono infatti alcune misure che possono fungere da reddito ponte, consentendo di interrompere l’attività lavorativa in attesa di maturare i requisiti previdenziali.
Tra queste rientrano la NASpI e il congedo straordinario biennale, strumenti che, in determinate situazioni, possono accompagnare il lavoratore fino alla pensione.
Naspi, congedi e poi pensione: Ecco come lasciare due volte in anticipo il lavoro
L’Ape Sociale, qualora venisse confermata anche per i prossimi anni, potrebbe rappresentare una soluzione interessante per chi oggi perde involontariamente il lavoro e accede alla NASpI.
Anche la Quota 41 per i lavoratori precoci può essere utilizzata da chi si trova nella stessa condizione, poiché entrambe le misure comprendono i disoccupati tra le categorie beneficiarie.
Per ottenere l’Ape Sociale, il lavoratore deve aver maturato almeno 30 anni di contributi, aver percepito integralmente tutta la NASpI spettante e aver raggiunto almeno 63 anni e 5 mesi di età al termine dell’indennità di disoccupazione.
È importante ricordare che la NASpI deve essere fruita fino all’ultimo giorno spettante.
Inoltre, i contributi figurativi accreditati durante il periodo di disoccupazione sono validi sia per il diritto alla pensione sia, entro i limiti previsti dalla normativa, per il calcolo della prestazione.
La NASpI può avere una durata massima di due anni. Ciò poiché viene riconosciuta per un periodo pari alla metà delle settimane lavorate nei quattro anni precedenti la perdita involontaria dell’occupazione.
Un meccanismo analogo vale per la Quota 41 per i precoci, con una differenza sostanziale: una volta terminata la NASpI è necessario attendere tre mesi prima di poter presentare la domanda di pensione.
Per questa misura non sono previsti limiti di età. Occorre però aver maturato almeno 41 anni di contributi, di cui almeno 12 mesi versati prima del compimento del 19° anno di età, requisito indispensabile per ottenere lo status di lavoratore precoce.
Il congedo straordinario biennale
Un’altra possibilità è rappresentata dal congedo straordinario biennale, riservato a chi assiste un familiare con disabilità grave.
Per accedere a questa misura è necessario, nella maggior parte dei casi, convivere con il familiare disabile. E anche rispettare l’ordine di priorità previsto dalla normativa, che individua i soggetti legittimati a richiedere il congedo.
Il congedo straordinario consiste nella possibilità, per il lavoratore dipendente, di astenersi dal lavoro fino a un massimo di due anni. Anche non continuativi, per assistere un familiare riconosciuto in situazione di gravità ai sensi della Legge 104.
Anche in questo caso, il lavoratore può interrompere l’attività lavorativa fino a due anni prima del pensionamento. Utilizzando quindi il congedo come reddito ponte verso qualsiasi misura pensionistica alla quale avrà successivamente diritto.
Durante il periodo di congedo sono inoltre accreditati contributi figurativi, utili per maturare i requisiti richiesti per la pensione.
Questi contributi possono risultare determinanti, ad esempio, per raggiungere i 20 anni necessari per la pensione di vecchiaia. Oppure i 42 anni e 10 mesi richiesti per la pensione anticipata ordinaria degli uomini.
I familiari assistibili possono essere il coniuge, un genitore, un figlio, un fratello o una sorella, nel rispetto dell’ordine di priorità stabilito dalla legge. Soltanto nel caso dei genitori che assistono un figlio con disabilità grave il requisito della convivenza non è necessario.
In definitiva, sia la NASpI sia il congedo straordinario biennale possono rappresentare strumenti preziosi per lasciare il lavoro in anticipo. E accompagnare così il lavoratore fino al momento in cui maturerà il diritto alla pensione.


