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Detrazione impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo: i passaggi da seguire per avere il bonus

La detrazione impianti fotovoltaici offre un risparmio importante, ma tra aliquote, limiti e adempimenti serve attenzione per evitare errori
26 Marzo 2026
detrazione impianti fotovoltaici
Foto © Investireoggi

Tra le agevolazioni fiscali dedicate agli interventi sulla casa rientra anche la detrazione impianti fotovoltaici, riconosciuta per le spese sostenute per l’installazione dei pannelli solari e dei sistemi di accumulo. Il beneficio, però, non scatta in modo automatico: per ottenerlo occorre rispettare regole precise sia sul piano documentale sia su quello dei pagamenti. Uno dei passaggi essenziali riguarda la comunicazione all’Enea, da inviare entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori oppure dal collaudo, con i dati relativi agli interventi eseguiti.

Per i sistemi di accumulo è prevista una precisazione temporale importante: la trasmissione dei dati all’Enea riguarda gli interventi con data di fine lavori che decorre dal 1° gennaio 2019.

Questo passaggio ha un ruolo centrale, perché collega l’intervento edilizio al rispetto degli obblighi richiesti per accedere all’agevolazione prevista dalla normativa fiscale.

Detrazione impianti fotovoltaici: aliquote 2025 e 2026

A seguito di quanto previsto dalla Legge di bilancio 2025 e dalla manovra di bilancio 2026, per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026, il quadro delle percentuali cambia in base al tipo di immobile e alla posizione del contribuente. La detrazione impianti fotovoltaici è pari al 50% quando l’intervento riguarda l’unità immobiliare destinata ad abitazione principale. In questo caso, l’agevolazione spetta ai titolari del diritto di proprietà oppure di un diritto reale di godimento sull’immobile.

Negli altri casi, invece, la misura del beneficio scende al 36%. Resta però invariato il tetto massimo di spesa ammessa, fissato in 96.000 euro. Questo significa che la differenza non riguarda il limite economico dell’intervento, ma soltanto la percentuale da applicare per calcolare la quota detraibile. Per le spese del 2027, la detrazione scende al 36% (abitazione principale) e 30% (seconda casa).

Il riferimento normativo richiamato nel testo è quello della disciplina prevista dal TUIR, che va indicata anche nella causale del bonifico. Si tratta di un elemento formale che assume rilievo pratico, perché collega il pagamento alla norma agevolativa e consente di ricostruire correttamente il diritto alla detrazione in sede di controllo.

Comunicazione all’Enea e modalità di pagamento da rispettare

Uno degli aspetti più delicati per ottenere la detrazione impianti fotovoltaici riguarda la corretta gestione degli adempimenti. La comunicazione all’Enea deve essere effettuata entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo. Il termine non è quindi generico, ma decorre da un momento preciso che deve poter essere dimostrato con la documentazione dell’intervento.

Accanto all’invio dei dati, conta anche la forma del pagamento. Per accedere alla detrazione impianti fotovoltaici, la spesa deve essere saldata con bonifico parlante. Non si tratta di un normale bonifico bancario, ma di un’operazione che deve contenere informazioni ben definite. In particolare, devono risultare il codice fiscale del soggetto che beneficia della detrazione, i dati fiscali dell’impresa o del fornitore che riceve il pagamento e la causale collegata alla norma agevolativa del TUIR.

Questo schema serve a rendere il versamento tracciabile e a dimostrare che la spesa è stata effettuata nel rispetto delle condizioni richieste per il bonus.

Quando manca anche uno solo di questi elementi, possono nascere problemi nella successiva fruizione dell’agevolazione.

Detrazione impianti fotovoltaici anche con finanziamento: cosa conta davvero

L’uso di un finanziamento non esclude il beneficio fiscale, ma impone comunque il rispetto delle stesse cautele previste per i pagamenti diretti. In presenza di una finanziaria, infatti, l’elemento decisivo non è soltanto la rateizzazione della spesa, ma il modo in cui il corrispettivo viene versato all’impresa che esegue i lavori.

Per non compromettere la detrazione impianti fotovoltaici, è fondamentale che sia la società finanziaria a effettuare il pagamento all’impresa tramite bonifico parlante. Anche in questo caso devono emergere gli stessi dati richiesti dalla disciplina ordinaria: codice fiscale del beneficiario, riferimenti fiscali del destinatario del bonifico e causale collegata alla norma del TUIR.

In sintesi, il beneficio per impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo richiede il rispetto di tre pilastri: invio delle informazioni all’Enea entro 90 giorni, pagamento tracciabile con bonifico parlante e applicazione della corretta aliquota, pari al 50% o al 36%, entro il limite massimo di 96.000 euro. La detrazione impianti fotovoltaici resta quindi una misura vantaggiosa, ma soltanto se ogni passaggio viene eseguito in modo corretto.

Riassumendo

  • La detrazione impianti fotovoltaici spetta per pannelli solari e sistemi di accumulo.
  • I dati dei lavori vanno inviati all’Enea entro 90 giorni.
  • Per gli accumuli, l’obbligo Enea vale dai lavori conclusi dal 1° gennaio 2019.
  • Nel 2025 e 2026, bonus al 50% sull’abitazione principale.
  • Negli altri casi, la detrazione scende al 36%, fino a 96.000 euro.
  • Il pagamento richiede bonifico parlante, anche tramite società finanziaria.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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