Il declino USA? E’ una notizia fortemente esagerata. Anzi, inventata di sana pianta di chi agli USA invidia l’esercizio della leadership con una sfrontatezza mai vista prima. C’è un evento che vale più mille analisi forbite di esperti di varie branchie del sapere. L’attaccante statunitense Folarin Jerry Balogun era stato espulso durante la gara tra Stati Uniti e Bosnia-Erzegovina per l’accesso agli ottavi di finale dei Mondiali di Calcio. Chi segue il pallone, sa che come minimo avrebbe dovuto saltare la gara successiva. Invece, potrà giocare senza un solo turno di squalifica. Il presidente Donald Trump ha alzato la cornetta del telefono, ha chiamato l’amico Gianni Infantino, a capo della FIFA, e gli ha chiesto di sistemare la cosa.
Declino USA fantasia europea
Non sarà la prima volta che la politica interviene nello sport e ottiene favori, alterando le regole del gioco. La “mano de Dios” ci è stata propinata per decenni come un fatto a metà tra revanchismo geopolitico e miracolo divino. E’ stata una pagina buia per la credibilità del calcio mondiale. L’Italia pagò l’uso distorto delle regole nel 2002 contro i padroni di casa della Corea del Nord. L’arbitro Byron Moreno rimane nell’immaginario collettivo un esempio di mortificazione dello sport per ragioni politiche e di business.
Tuttavia, mai era accaduta una violazione delle regole così palese. Un fatto, che per l’ennesima volta smentisce la narrazione di un declino USA in corso. Esiste solo nelle menti di chi proietta verso gli altri la propria crisi esistenziale. Gli USA di questi mesi hanno dimostrato al mondo di essere tutto, fuorché una potenza in caduta. Sono andati a catturare fisicamente il dittatore venezuelano Nicolas Maduro, stanno da mesi isolando Cuba con un embargo senza precedenti per arrivare al collasso definitivo del suo regime comunista, mentre hanno ingaggiato e posto fine alla guerra con l’Iran a fronte di un resto del mondo inerte e balbettante.
Forza USA in cifre
Se tutto questo vi sembra la storia di un declino USA, non osiamo immaginare come sarebbero gli USA da forti. Trump sta potendosi permettere di insultare in ogni modo i suoi stessi alleati senza che nessuno osi reagire più di tanto. La premier Giorgia Meloni ha già destato scalpore nel mondo per avere replicato con un video a muso duro. Gli altri leader non hanno fatto neppure questo, perché temono le conseguente di una arrabbiatura di Washington. Piaccia o meno, gli americani tengono in pugno l’economia mondiale. Con buona pace di chi blatera di dedollarizzazione, secolo cinese e Brics.
Il Pil USA valeva nel 2025 ancora più del 26% dell’intero mondiale contro appena il 4% della popolazione. In calo dal 30,3% dal 2000, ma trattasi di un calo del tutto fisiologico per effetto della crescita di economie come Cina, Brasile, India, ecc. L’Unione Europea è scesa nello stesso periodo dal 23% al 18%. Gli USA spendono per la difesa un terzo dell’intero budget mondiale, mentre la borsa americana vale la metà dell’intera capitalizzazione globale.
L’euro era nato per affrancarsi dal “super dollaro”, ma i tassi di cambio e la composizione delle riserve globali raccontano la storia di sempre: il biglietto verde continua a non avere rivali.
Europa USA-dipendente
Senza gli USA, l’Europa perderebbe il principale mercato di sbocco per le sue merci e il garante della sua sicurezza. La stessa Cina non osa immaginare un confronto militare diretto, consapevole della propria inferiorità. La Russia ha sottovalutato il rischio e si è ritrovata impantanata in una piccola porzione di Ucraina sin dal febbraio del 2022. Decisivo il sostegno di Washington sul piano finanziario, militare e dell’intelligence. Non c’è angolo della Terra in cui gli americani non siano nelle condizioni di fare valere i loro interessi. Nessun altro al mondo può dire lo stesso.
Unico fattore di vulnerabilità sembra essere il debito americano, salito alla soglia dei 40.000 miliardi di dollari per la sola componente federale. Ma anche in questo caso, abbiamo chiarito in un nostro articolo di ieri che la questione vada interpretata secondo canoni differenti dall’ordinario. Senza Treasury, la finanza globale perderebbe l’asset più sicuro e liquido esistente. E a tutti nel mondo conviene che offrano rendimenti accettabili per mettere a frutto le riserve valutarie. Meno agli USA, che quei rendimenti devono pagare.
Declino USA ancora più lontano con IA
Le ambizioni globali della Cina si scontrano con la limitatezza di un sistema dirigista inaffidabile per i capitali stranieri e la dipendenza dalle esportazioni. L’UE non risulta neanche pervenuta sul palcoscenico internazionale, molto più interessata a creare regole sempre più minuziose per imbalsamare le vite dei suoi cittadini e delle sue imprese.
E l’Intelligenza Artificiale non sta che accentuando lo strapotere USA, allontanandone ulteriormente il declino. Il “salto tecnologico” in corso è gestito da poche multinazionali “trilionarie” in borsa e concentrate quasi esclusivamente nella Silicon Valley. Un numero sparuto di protagonisti ultra-ricchi americani decide già le sorti dell’economia mondiale, mentre l’UE non tocca palla. Non ci resta che urlare alla luna, come la UEFA con la FIFA. Segno sì di un declino, ma europeo. Eravamo perlomeno padroni del calcio, ma indipendentemente da chi trionferà a questi mondiali, il suo destino del pallone si è già spostato all’infuori del nostro continente.
Perché il pallone rotola dove c’è business e gli USA stanno occupando spazi un tempo nostri, grazie ad un’economia in continua crescita e ad un potere geopolitico sempre più illimitato. A tutti gli altri non resta che gufare!
giuseppe.timpone@investireoggi.it