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Debiti e pensioni: se il creditore è l’INPS cosa succede? ecco come difendersi

Le pensioni messe a rischio dai pignoramenti per dei debiti, ecco cosa sapere, quali sono i limiti e perché a volte si va oltre.
8 Marzo 2026

Capita spesso che pensionati con debiti subiscano il cosiddetto pignoramento presso terzi. In pratica una parte della pensione viene trattenuta direttamente dall’INPS e versata al creditore che vanta il credito.

Naturalmente la procedura deve rispettare precisi limiti di legge, perché al pensionato deve comunque restare una somma minima per vivere. La situazione però cambia quando il creditore è lo stesso INPS, perché in questo caso le regole diventano meno rigide e l’Istituto ha margini di intervento più ampi.

Nella pratica quotidiana di CAF, patronati e sindacati, tuttavia, emergono situazioni ancora più particolari. In alcuni casi infatti l’INPS trattiene somme molto elevate, arrivando talvolta a bloccare anche intere mensilità di pensione o di assegno sociale, soprattutto quando si tratta di recuperare somme considerate indebite.

Trattenute INPS sulle pensioni: quali sono i limiti al pignoramento

Le trattenute sulle pensioni sono una situazione piuttosto diffusa. Basta avere un debito e il creditore può avviare una procedura di pignoramento, che colpisce direttamente la pensione.

La legge però stabilisce dei limiti chiari. L’obiettivo è garantire al pensionato il cosiddetto minimo vitale, cioè la somma necessaria per vivere dignitosamente.

Il procedimento segue una procedura ben precisa:

  • il creditore ottiene dal tribunale un titolo esecutivo
  • viene notificato l’atto di precetto, con cui si chiede al debitore di pagare entro 10 giorni
  • se il pagamento non avviene, si passa al pignoramento presso terzi

Nel caso dei pensionati il “terzo” è proprio l’INPS, che trattiene la quota stabilita dal giudice e la versa al creditore.

La normativa prevede che la parte pignorabile della pensione sia pari a:

un quinto della somma che supera i 1.000 euro circa.

Questo significa che:

  • se la pensione è inferiore ai 1.000 euro, in teoria non dovrebbe essere pignorata
  • se la pensione è superiore, il pignoramento riguarda solo la parte eccedente.

Debiti con l’INPS: cosa cambia e quando può trattenere di più

La situazione cambia quando il creditore è lo stesso INPS, ad esempio per:

  • contributi non versati
  • prestazioni considerate indebite
  • errori nei pagamenti di pensioni o sussidi.

In questi casi l’Istituto può applicare la cosiddetta trattenuta diretta, che è più incisiva rispetto al pignoramento ordinario.

La regola generale è che l’INPS può trattenere:

un quinto dell’intero importo della pensione, purché resti comunque al pensionato almeno il trattamento minimo, che nel 2026 è di circa 611 euro al mese.

Un esempio chiarisce la differenza:

  • pensione di 1.200 euro
  • se il creditore è una finanziaria → pignorabile 1/5 dei 200 euro eccedenti, quindi 40 euro
  • se il creditore è l’INPS → trattenuta possibile 1/5 dell’intera pensione, quindi 240 euro, lasciando comunque almeno il minimo vitale.

Quando l’INPS supera i limiti: cosa può fare il pensionato

Nella pratica, però, non sempre le trattenute rispettano pienamente questi limiti. Ci sono casi in cui l’INPS ha:

  • trattenuto intere mensilità di assegno sociale
  • bloccato arretrati di pensione utilizzandoli come compensazione per debiti considerati indebiti.

Quando accade questo, il pensionato può contestare il provvedimento.

Le possibili azioni sono:

  • presentare ricorso amministrativo all’INPS
  • rivolgersi a CAF o patronato
  • avviare un ricorso giudiziario con un legale.

Molto spesso, quando la trattenuta supera i limiti previsti dalla normativa sul minimo vitale, le possibilità di ottenere ragione davanti al giudice sono piuttosto elevate.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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