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CU 2026, seconda scadenza il 30 aprile: quali inviare e quali no

CU 2026, il 30 aprile è la data da segnare: ecco chi deve inviare la certificazione e quali IVA restano escluse.
14 Aprile 2026
cu 2026 scadenza aprile
Foto © Investireoggi

Nel calendario fiscale del 2026, il 16 marzo ha segnato il primo appuntamento da rispettare per i sostituti d’imposta in materia di CU 2026. Entro questa data dovevano essere trasmesse all’Agenzia delle Entrate le certificazioni relative ai redditi di lavoro dipendente, ai redditi assimilati e ai trattamenti pensionistici riferiti al periodo d’imposta 2025.

La Certificazione Unica svolge un ruolo centrale nel sistema tributario. Da una parte certifica in modo ufficiale i compensi e le somme corrisposte; dall’altra permette al Fisco di acquisire i dati necessari per i controlli. Attraverso queste informazioni, infatti, l’Amministrazione finanziaria può predisporre la dichiarazione precompilata prevista dall’art.

1, D. Lgs. 175/2014.

Si tratta, quindi, di un adempimento che non ha solo valore informativo verso il percettore del reddito, ma anche una precisa utilità ai fini fiscali. I dati contenuti nella certificazione consentono il confronto tra quanto indicato dal contribuente nella dichiarazione e quanto comunicato dal sostituto d’imposta.

Quali dati contiene la CU e perché è così importante

All’interno della certificazione trovano spazio diversi elementi rilevanti per il corretto calcolo delle imposte. Tra questi rientrano i redditi erogati nel corso dell’anno precedente, le ritenute operate, gli eventuali contributi previdenziali versati e le altre informazioni necessarie per la compilazione della dichiarazione dei redditi.

Proprio per questa ragione il documento rappresenta un tassello essenziale del sistema di monitoraggio fiscale. Non si limita a riepilogare le somme pagate, ma fotografa anche il rapporto tra compensi corrisposti e trattenute applicate. In questo modo si rafforza il meccanismo di controllo incrociato utilizzato dall’Agenzia delle Entrate.

Per i datori di lavoro e, più in generale, per i sostituti d’imposta, l’obbligo è doppio: da un lato c’è la consegna della certificazione al percettore delle somme; dall’altro c’è l’invio telematico al Fisco.

Nel caso della CU 2026, la consegna al lavoratore o al collaboratore doveva avvenire comunque entro il 16 marzo 2026, indipendentemente dalla tipologia di reddito certificato. Sul fronte della trasmissione, invece, entro la stessa data rientravano solo le certificazioni relative a lavoro dipendente, redditi assimilati e pensioni.

In ogni caso, per chi non rispetta le scadenze CU 2026 si applicano sanzioni, su cui è possibile fare il ravvedimento operoso.

La scadenza del 30 aprile 2026: focus sui professionisti ed esonero per forfettari

Il passaggio di maggiore interesse dopo il termine di marzo è quello del 30 aprile 2026. Entro questa data devono essere inviate all’Agenzia delle Entrate le certificazioni riguardanti i compensi corrisposti ai professionisti che esercitano abitualmente arti o professioni, quindi ai titolari di partita IVA. È questa la seconda finestra temporale della CU 2026 e riguarda un blocco distinto di certificazioni rispetto a quello già inviato il 16 marzo.

La scadenza di fine aprile assume un rilievo particolare perché coinvolge il lavoro autonomo professionale, ma non in modo indistinto. Esiste, infatti, una rilevante eccezione normativa. Per le CU di soggetti che nel 2025 hanno applicato il regime forfettario oppure il regime di vantaggio, non sussiste più l’obbligo di trasmissione né quello di consegna.

La semplificazione deriva dal D. Lgs. n. 1/2024, che ha eliminato questo adempimento per tali categorie.

La novità non nasce nel 2026, ma prosegue una regola già applicata con le certificazioni riferite al periodo d’imposta 2024. Anche per la CU 2026, quindi, i compensi corrisposti a contribuenti in regime forfettario o di vantaggio restano fuori dall’obbligo di consegna e invio.

Ultimo passaggio della CU 2026: la data del 31 ottobre slitta al 2 novembre

Dopo la scadenza del 30 aprile resta un ultimo termine da ricordare per la CU 2026. Le certificazioni che riportano esclusivamente redditi esenti oppure redditi non rilevanti ai fini della dichiarazione precompilata devono essere trasmesse entro il 31 ottobre 2026. Poiché quella data cade di sabato, il termine effettivo slitta a lunedì 2 novembre 2026.

Questo ultimo invio segue una logica diversa rispetto ai precedenti, perché riguarda dati che non servono per alimentare la precompilata. Proprio per questo la scadenza è più avanti nel calendario. Inoltre, lo stesso termine coincide con quello previsto per il Modello 770/2026, concentrando nello stesso momento due importanti adempimenti fiscali.

 

Riassumendo

  • Nel complesso, il quadro di invio della CU 2026 si articola quindi in tre date.
  • 16 marzo per dipendenti, assimilati e pensionati;
  • 30 aprile per i compensi ai professionisti, con esclusione dei forfettari e dei soggetti in regime di vantaggio;
  • 2 novembre 2026 per le certificazioni relative a redditi esenti o non utili alla precompilata.
  • 16 marzo per consegna a tutti.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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