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Contributi volontari, la strada per la pensione: importi aggiornati al 2026

Cambiano importi dei contributi volontari per la pensione: aggiornamento INPS e convenienza da valutare per chi vuole aumentare l’assegno.
12 Marzo 2026
pensione tagli e redditi
Foto © Investireoggi

Pubblicato l’aggiornamento dell’INPS (Circolare n. 27 dell’11 marzo 2026), il quadro dei versamenti volontari per la previdenza con nuovi parametri economici. L’adeguamento tiene conto della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, cresciuto dell’1,4%. Questa revisione modifica minimali, massimali e classi di reddito utilizzati per determinare i contributi volontari per la pensione, cioè i versamenti che permettono di continuare ad accumulare anzianità assicurativa anche in assenza di lavoro.

La possibilità di proseguire la contribuzione è disciplinata dalla normativa previdenziale generale (L. 155/1981 e successive modifiche) e consente di completare i requisiti necessari per ottenere la pensione oppure di aumentare l’importo del futuro assegno.

Cosa sono i contributi volontari

I contributi volontari per la pensione rappresentano una forma di prosecuzione facoltativa della contribuzione previdenziale. Possono essere utilizzati quando l’attività lavorativa è cessata oppure interrotta.

Il lavoratore che non svolge più un’attività può quindi continuare a versare contributi per raggiungere i requisiti richiesti per la pensione oppure per aumentare l’importo dell’assegno. Questa possibilità consente di non interrompere la carriera contributiva anche nei periodi senza lavoro.

I versamenti volontari possono essere utili sia per il diritto alla pensione sia per il calcolo dell’importo del trattamento. In particolare sono validi per diverse prestazioni previdenziali:

L’autorizzazione al versamento volontario viene concessa dall’INPS su domanda dell’interessato, purché sia già stata maturata una determinata anzianità contributiva minima prevista dalle regole previdenziali vigenti.

Nuovi importi 2026

Nel 2026 cambiano i parametri economici che determinano il costo dei contributi volontari per la pensione.

L’aggiornamento annuale è necessario perché molti valori previdenziali sono collegati all’andamento dell’inflazione.

Per i lavoratori dipendenti iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD) la retribuzione minima settimanale di riferimento è stata fissata a 244,74 euro. Su questo valore si calcola la contribuzione minima da versare.

La prima fascia di retribuzione annua oltre la quale scatta l’aliquota aggiuntiva dell’1% sale invece a 56.224 euro. Inoltre è stato aggiornato anche il massimale contributivo per chi ha iniziato a versare dopo il 1° gennaio 1996 o sceglie il sistema contributivo: il limite annuo raggiunge 122.295 euro.

Le aliquote restano invariate:

  • 33% per i lavoratori autorizzati dopo il 31 dicembre 1995;
  • 27,87% per chi ha ottenuto l’autorizzazione prima di questa data.

Questi valori rappresentano il riferimento per calcolare quanto versare per continuare ad accumulare contributi utili al trattamento pensionistico.

Importi 2026 per dipendenti, autonomi e Gestione separata

Le regole per i contributi volontari per la pensione cambiano a seconda della gestione previdenziale di appartenenza. Per i professionisti iscritti alla Gestione separata INPS, il calcolo della contribuzione si basa sulla media dei compensi percepiti nell’anno precedente alla domanda di autorizzazione. Nel 2026 il minimale di reddito utile per l’accredito contributivo è pari a 18.808 euro.

Applicando le aliquote IVS previste dalla normativa (art. 2, c. 26, L. 335/1995):

  • 25% per i professionisti senza cassa;
  • 33% per collaboratori e figure assimilate.

Ne deriva un importo minimo annuo di:

  • 4.702,08 euro per i professionisti;
  • 6.206,64 euro per i collaboratori.

Per gli artigiani e i commercianti, invece, la contribuzione viene determinata applicando le aliquote obbligatorie al reddito medio individuato tra otto classi di reddito basate sulla media degli ultimi 36 mesi di attività.

Nel 2026 le aliquote sono:

  • 24% per gli artigiani;
  • 24,48% per i commercianti.

Nella prima classe di reddito, fino a 18.808 euro, il contributo mensile è pari a:

  • 376,16 euro per gli artigiani;
  • 383,69 euro per i commercianti.

Nell’ultima classe, oltre 56.224 euro, l’importo mensile sale a:

  • 1.124,48 euro per gli artigiani;
  • 1.146,97 euro per i commercianti.

Quando conviene usare i contributi volontari per la pensione

La scelta di versare contributi volontari per la pensione può risultare utile in diverse situazioni. Ad esempio, quando mancano pochi anni o mesi per raggiungere il requisito contributivo necessario per la pensione di vecchiaia o anticipata.

In altri casi il versamento può servire per evitare vuoti contributivi che ridurrebbero l’importo dell’assegno previdenziale. Ogni settimana di contribuzione aggiuntiva, infatti, può incidere sia sul diritto sia sul calcolo della prestazione.

La convenienza dei contributi volontari per la pensione dipende però da diversi fattori: età anagrafica, anni di contribuzione già maturati e sistema di calcolo applicato (retributivo, misto o contributivo).

Per questo motivo la valutazione economica deve sempre considerare il costo dei versamenti e il possibile aumento della pensione futura. In presenza di pochi anni mancanti alla pensione, la prosecuzione volontaria può rappresentare uno strumento utile per completare il percorso previdenziale e ottenere un trattamento più stabile al termine della vita lavorativa.

Riassumendo

  • Contributi volontari per la pensione aggiornati nel 2026 con nuovi importi legati all’inflazione.
  • Consentono di continuare la contribuzione dopo cessazione o interruzione dell’attività lavorativa.
  • Utili per ottenere pensione di vecchiaia, anticipata, invalidità e prestazioni ai superstiti.
  • Per dipendenti minimale settimanale fissato a 244,74 euro nel 2026.
  • Artigiani e commercianti pagano contributi calcolati su otto classi di reddito.
  • Possono servire a completare requisiti pensionistici e aumentare l’importo dell’assegno futuro.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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