L’INPS ha comunicato, con il messaggio n. 965 del 19 marzo 2026, che sono disponibili le attestazioni fiscali relative ai pagamenti eseguiti nel 2025 per riscatto, ricongiunzione e rendita. Si tratta di documenti utili in sede di dichiarazione dei redditi, perché riportano gli oneri sostenuti e permettono di capire quale beneficio fiscale spetta in base alla pratica presentata. La novità interessa sia chi ha effettuato il versamento in proprio, sia chi deve controllare la corretta registrazione delle somme pagate.
La presenza online delle attestazioni fiscali semplifica gli adempimenti, perché evita richieste cartacee e consente di recuperare il documento in modo diretto dal portale dell’Istituto.
Il percorso indicato parte dall’area “Pensione e Previdenza” e arriva alla sezione dedicata ai pagamenti già effettuati, dove è presente la funzione per la stampa. Il sistema, quindi, punta a rendere più rapido il recupero della certificazione necessaria per il 730 o per il modello Redditi PF.
Come ottenere l’attestazione fiscale dal portale INPS
Per consultare le attestazioni fiscali, il canale ordinario è il Portale dei Pagamenti dell’INPS. L’accesso cambia in base allo strumento usato. Con codice fiscale e numero pratica si può visualizzare il documento riferito a una sola posizione. Il numero pratica, come precisato dall’Istituto, è formato da 8 cifre. Questa modalità è utile quando occorre recuperare una singola ricevuta fiscale collegata a uno specifico versamento.
Più ampio, invece, è l’accesso con identità digitale. Chi entra con SPID di livello 2, CNS, CIE 3.0 oppure eIDAS può controllare in un’unica area una o più pratiche. In questo modo, la consultazione delle attestazioni fiscali diventa più ordinata, soprattutto nei casi in cui siano presenti più domande di riscatto o ricongiunzione aperte nel tempo.
Dal punto di vista operativo, la procedura è pensata per ridurre errori e perdite di tempo nella fase di ricerca del documento corretto.
Regole fiscali: deduzione o detrazione
Il punto più delicato riguarda il trattamento tributario. Non tutti i versamenti seguono la stessa regola. Il messaggio INPS n. 965/2026 distingue infatti tra le domande più recenti e quelle presentate in passato. Per la cosiddetta pace contributiva, cioè il riscatto di periodi privi di contribuzione, le istanze presentate dal 1° gennaio 2024 dal diretto interessato oppure dai superstiti e dai parenti entro il secondo grado danno diritto alla deduzione dal reddito complessivo. In questo caso, il beneficio riduce la base imponibile.
Diversa la disciplina per le domande presentate entro il 31 dicembre 2021. Qui non opera la deduzione, ma una detrazione d’imposta pari al 50% dell’onere versato. Il vantaggio fiscale non si usa tutto in una volta: viene suddiviso in 5 quote annuali costanti, di identico importo, a partire dall’anno in cui la spesa è stata sostenuta. Le attestazioni fiscali servono proprio a dimostrare l’esborso e a verificare quale regime applicare. In pratica, leggere bene il documento è essenziale per evitare errori nella dichiarazione e per non indicare un’agevolazione diversa da quella spettante.
Casi particolari e attestazioni fiscali per fondi speciali
Non tutte le categorie trovano il documento nello stesso percorso.
Per gli iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo e al Fondo Sportivi, entrambi riconducibili all’area ex ENPALS, può essere necessario richiedere il rilascio tramite posta elettronica se il file non risulta presente online. Si tratta di una gestione particolare che richiede attenzione, perché l’assenza sul portale non significa automaticamente mancanza del diritto al documento.
Situazione diversa anche per i dipendenti pubblici delle gestioni ex INPDAP. Quando i versamenti rateali sono stati effettuati dal datore di lavoro, la certificazione non compare nel portale ordinario, poiché il datore opera come sostituto d’imposta e applica il beneficio direttamente alla fonte. Se, invece, il pagamento è stato eseguito dal lavoratore interessato, la consultazione resta possibile nell’area dedicata alla Gestione Dipendenti Pubblici. In presenza di differenze tra somme pagate e importi riportati, l’INPS invita a rivolgersi alla struttura territoriale competente per la correzione.
In sintesi, le attestazioni fiscali rappresentano un passaggio fondamentale per usare correttamente deduzioni e detrazioni collegate ai versamenti previdenziali. Controllare dati, date della domanda, percentuali spettanti e modalità di accesso permette di evitare contestazioni e di arrivare alla dichiarazione con un quadro più chiaro. Proprio per questo, conservare e verificare con attenzione le attestazioni fiscali è oggi un adempimento da non sottovalutare.
Riassumendo
- Attestazioni fiscali disponibili online per versamenti 2025 su riscatto, ricongiunzione e rendita.
- I documenti servono per la dichiarazione dei redditi e si stampano dal Portale dei Pagamenti.
- Accesso possibile con codice fiscale e numero pratica di 8 cifre.
- Con SPID, CNS, CIE 3.0 o eIDAS si gestiscono più pratiche.
- Domande dal 1° gennaio 2024: deduzione; entro 31 dicembre 2021: detrazione 50%.
- Ex ENPALS ed ex INPDAP seguono regole particolari; possibili rettifiche territoriali.