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Caro energia, pacchetto aiuti 2026: le misure fiscali che aiutano le imprese

Caro energia e aiuti fiscali: nel 2026 le imprese trovano nuovi sostegni tra crediti d’imposta, investimenti agevolati e correttivi tributari
15 Aprile 2026
caro energia
Foto © Investireoggi

Nel 2026 il tema dei costi energetici resta centrale per molte attività produttive. Per questo il legislatore ha costruito un pacchetto che unisce sollievo immediato, leve fiscali e incentivi agli investimenti. Il quadro emerso in sede parlamentare mostra una linea chiara: ridurre l’impatto del caro energia senza perdere di vista conti pubblici, semplificazione e regole Ue sugli aiuti di Stato.

Le misure non riguardano un solo settore. Industria, agricoltura, autotrasporto e pesca rientrano infatti tra gli ambiti toccati dagli interventi. Accanto ai ristori, trovano spazio anche norme che incidono sulla fiscalità d’impresa, con l’obiettivo di rendere più semplice l’uso dei benefici e più stabile la pianificazione aziendale.

In questo schema, il caro energia viene affrontato non soltanto come emergenza, ma come fattore che impone scelte strutturali. E sono proprio gli ultimi interventi messi in campo dal governo il focus dell’audizione parlamentare da parte del direttore dell’Agenzia Entrate, tenutasi oggi presso la 6° Commissione Finanze e Tesoro del Senato, il direttore dell’Agenzia

Caro energia: crediti d’imposta, investimenti e produzione autonoma

Il cuore operativo degli aiuti passa dai crediti d’imposta. Il D.L. n. 42/2026 rafforza il sostegno agli investimenti in beni strumentali, con una rimodulazione al rialzo dell’agevolazione che può arrivare fino all’89,77%. Si tratta di una soglia molto elevata, che punta a favorire l’ammodernamento degli impianti e a sostenere programmi di spesa rinviati proprio per l’aumento dei costi dell’energia.

Un altro tassello importante riguarda l’autoproduzione da fonti rinnovabili. La scelta normativa va nella direzione di premiare chi riduce la dipendenza dal mercato esterno e costruisce una maggiore autonomia energetica.

Sul fronte del caro energia, questo punto ha un valore doppio: alleggerisce i costi nel breve periodo e rende le imprese meno esposte a nuove tensioni dei prezzi nel medio termine.

Da segnalare anche il credito d’imposta fino al 20% riconosciuto alle imprese agricole per l’acquisto di gasolio e benzina riferito al mese di marzo 2026. La misura guarda a un comparto che risente in modo diretto dei rincari dei carburanti, con effetti immediati sulla produzione e sulla distribuzione. Dentro il pacchetto contro il caro energia, l’agricoltura riceve quindi una tutela specifica, calibrata su esigenze molto concrete. Il beneficio si affianca ai bonus (crediti d’imposta) per imprese autotrasporto e pesa del primo decreto carbiranti.

Regole fiscali, Pex e correttivi IVA

Oltre agli incentivi, il D.L. n. 38/2026 interviene su vari profili tributari. Tra i passaggi più rilevanti c’è la nuova disciplina IVA per le operazioni permutative, applicabile ai contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026, con una clausola di salvaguardia per i comportamenti già tenuti. È un correttivo che mira a ridurre incertezza e contenzioso in un’area delicata per molte imprese.

Importante anche il chiarimento sul regime degli impatriati, con il divieto di cumulo con quello dei neo-residenti previsto dall’art. 24-bis Tuir, operante dal 2027. Sul piano delle operazioni straordinarie, viene poi prevista la rateazione quinquennale della tassazione dell’avviamento negativo nelle acquisizioni che assicurano continuità produttiva e occupazionale.

Si tratta di una scelta che prova a non ostacolare i passaggi aziendali utili alla tenuta del sistema economico.

C’è poi il ripristino integrale del regime Pex, con esclusione dei dividendi e cancellazione retroattiva, dal 1° gennaio 2026, dei requisiti dimensionali introdotti dalla legge di bilancio. La correzione interessa imprese individuali e soggetti Ires e punta a restituire certezza a un istituto essenziale per la fiscalità societaria. Nello stesso provvedimento compare anche il rafforzamento del credito d’imposta “Transizione 5.0”, utilizzabile in compensazione entro il 2026, insieme alla rimozione del vincolo di origine Ue o See per accedere all’iperammortamento dei beni strumentali.

Prospettive del caro energia tra sostegni e vincoli europei

L’impianto complessivo cerca dunque di tenere insieme tre obiettivi: aiuto rapido alle imprese, alleggerimento di alcuni nodi fiscali e rispetto degli equilibri di bilancio. Anche per questo il caro energia viene trattato con una logica selettiva: sostegno dove l’urgenza è maggiore, ma anche incentivi mirati per spingere investimenti, innovazione e produzione da rinnovabili.

Resta però evidente che nessuna agevolazione, da sola, può risolvere in modo definitivo il problema. I crediti d’imposta offrono ossigeno, ma il vero passaggio decisivo sarà la capacità del sistema produttivo di ridurre consumi, migliorare l’efficienza e diversificare le fonti. In questa prospettiva, il caro energia diventa un banco di prova per la politica industriale oltre che per quella fiscale.

Il messaggio che emerge dalle norme del 2026 è netto: il sostegno pubblico c’è, ma viene accompagnato da una richiesta di trasformazione. Le imprese che sapranno usare bene questi strumenti potranno contenere meglio gli effetti del caro energia e rafforzare la propria competitività in un contesto ancora instabile.

Riassumendo

  • Caro energia: nel 2026 arrivano aiuti fiscali e incentivi per sostenere le imprese.
  • Il D.L. n. 42/2026 rafforza i crediti d’imposta sugli investimenti in beni strumentali.
  • Previsti contributi per autoproduzione da rinnovabili e maggiore autonomia energetica aziendale.
  • L’agricoltura ottiene un credito fino al 20% per gasolio e benzina.
  • Il Decreto Legislativo n. 38/2026 disciplina l’IVA, gli espatriati, la PEX e le operazioni straordinarie.
  • Obiettivo finale: contenere i costi, favorire investimenti e rispettare i vincoli europei.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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