Se anche piattaforme social per professionisti come LinkedIn sono terreno fertile per la circolazione di bufale senza alcun fondamento, abbiamo un grosso problema. Una persistente da anni riguarda la presunta truffa subita dall’Italia con l’ingresso nell’euro, a causa del cambio tra lira e marco tedesco. Farneticazioni che mescolano alcune considerazioni persino condivisibili con numeri del tutto inventati di sana pianta.
Cambio lira euro, bufala del web
La storia è questa. L’1 gennaio del 1999 l’Italia insieme ad altri 11 Paesi europei smisero di usare le loro monete nazionali per aderire all’euro. Fisicamente, la moneta unica sarebbe entrata in circolazione tre anni più tardi, cioè a partire dall’1 gennaio del 2002.
Chiaramente, dal momento in cui nacque l’euro sul mercato valutario cessarono le fluttuazioni tra i tassi di cambio tra le valute aderenti e queste vennero fissate definitivamente le une con le altre e verso l’euro stesso.
Il rapporto irreversibile per l’Italia fu di 1.936,27 lire per 1 euro. Non fu fissato a casaccio, bensì sulla base della media dei tassi di cambio negli ultimi 6 mesi. Lo stesso avvenne per le altre 11 valute europee. La bufala che circola dice questo: in Italia dal 1999 ci servirono circa 2.000 lire per acquistare 1 euro, mentre fino al giorno prima bastavano 1.000 lire per 1 marco tedesco. La Germania, invece, passò all’euro con un cambio di 1:1, cioè di 1 marco per 1 euro. Dunque, da un giorno all’altro raddoppiò per noi il costo per comprare marchi. Ciò equivale a ipotizzare una svalutazione della lira del 50% verso l’euro-marco.
Vero rapporto tra lira ed euro-marco
Quando una cosa vi sembra troppo grossa per risultare vera, il più delle volte (per non dire sempre) è falsa.
Grazie a internet è facile al giorno d’oggi verificare un dato, anche se non si è esperti della materia. Ma la critica facile – si sa – piace di più anche di un piccolo approfondimento. E la politica ci ha abituati a tollerare le “fake news”, anzi a coltivarle per poter urlare in faccia agli altri anche quando non si hanno argomenti convincenti. Il brutto è che una bufala, una volta che circola, diventa difficile da smentire e chi lo fa viene tacciato di volere coprire la “verità”, chissà per quali presunte ragioni.
La verità indiscussa, invece, è la seguente: la Germania entrò nell’euro con un cambio di 1 marco tedesco contro 0,511292 euro. In pratica, un marco valse circa la metà di un euro. E a quante lire? La conversione è facile: 0,511292 x 1.936,27 = 990. Ed è esattamente il tasso di cambio tra marco tedesco e lira alla fine del 1998, cioè alla vigilia della nascita dell’euro. Nessuna svalutazione della lira per rendere più “pesante” il marco. Ma il bello di questa bufala è persino un’altra: mentre si tenta di spiegare che l’Italia sarebbe stata dissanguata per rafforzare la Germania, si dice anche che la lira fu resa meno competitiva di quanto sarebbe dovuta essere (secondo quali parametri?) per non danneggiare l’industria tedesca.

Nessuna svalutazione del cambio
Due messaggi opposti con una sola bufala: il cambio tra lira ed euro fu eccessivamente forte, ma allo stesso tempo il cambio con il marco tedesco eccessivamente debole. Delle due l’una. La cosa persino divertente è che il dibattito di quei mesi verteva proprio attorno alla debolezza della lira. Paesi come la Germania non erano entusiasti che l’Italia sarebbe entrata nell’euro con una valuta che era stata svalutata fino a poco tempo prima. Altro che pretenderne un’ulteriore svalutazione del 50%!
Perché bufale come queste fanno male? Si può essere critici verso l’attuale unione monetaria, così come verso qualsiasi istituzione umana. L’atteggiamento sacerdotale di chi non ammette dubbi sulla bontà di un progetto come l’euro è da considerarsi ideologico e per questo persino, a tratti, imbarazzante. Ma non è con invenzioni di sana pianta sul cambio tra lira, marco ed euro che si può mettere in discussione l’attuale impianto. Così come non è pubblicando lo scontrino di un gelato acquistato 30 o 40 anni fa che si può dimostrare che il costo della vita ai tempi della lira fosse più basso; un’altra menzogna di chi non conosce il significato del termine inflazione.
Cambio lira euro: storia di un disagio diffuso
Bufale come queste ci raccontano tanto di chi le posta. La smania di apparire più scaltri degli altri smascherando presunte verità nascoste dai “poteri forti” è diventato il grande male moderno. L’uomo della strada pensa di sfruttare i social per trasformarsi in un Robin Hood de noantri, ma il più delle volte si rivela vittima di un circolo (e annesso business) della disinformazione più grande di lui. Il vittimismo e il complottismo facile svelano la frustrazione diffusa di tanti italiani, che sfogano spesso il loro disagio per la mancata realizzazione di sé con narrazioni talmente grottesche da non meritare neppure una risata sotto forma di emoticon.
giuseppe.timpone@investireoggi.it