I possessori del BTp Green 30 aprile 2046 (ISIN: IT0005631608) riceveranno in queste ore il pagamento della cedola semestrale pari al 2,05% del capitale nominale. L’accredito sul conto deposito titoli sarà di 20,50 euro lordi su un lotto minimo di 1.000 euro, pari a 17,94 euro al netto dell’imposta del 12,50%. Chi acquista oggi il bond, lo inserisce in portafoglio senza dovere pagare al venditore alcun rateo passivo. Dovrà attendere 6 mesi esatti per la successiva cedola. L’altra notizia positiva è che questo titolo tratta sul mercato secondario ben sotto la pari, cioè a sconto sul suo valore nominale.
Cedola BTp Green 2046 allettante
Nella seduta di ieri, il BTp Green 2046 si acquistava per circa 95,70 centesimi.
Alla fine di febbraio, immediatamente prima della guerra in Iran, aveva toccato il massimo recente di 102,65. In un paio di mesi, perde il 6,75%. Una cattiva notizia per chi possedeva già allora il bond, ma positiva per chi sta entrando adesso sul mercato. Può ottenere un rendimento a scadenza in area 4,50% contro il 3,91% di fine febbraio. Nell’arco di un ventennio, un maggiore rendimento lordo cumulato attorno al 12%.
Il BTp Green 2046 venne emesso agli inizi dello scorso anno con una cedola allettante del 4,10%. I proventi raccolti sono destinati a finanziare la transizione energetica secondo i criteri indicati dal Ministero di economia e finanze. Rapportata alla quotazione di mercato, la cedola netta oggi vale il 3,75%. Spendi 100 e ricevi ogni anno 3,75. Anche con un’inflazione italiana in rialzo per effetto del caro energia, il rendimento si mostra soddisfacente.
Scadenza lunga, alta volatilità del bond
E la scadenza lunga consente anche di speculare sui prezzi per realizzare possibili guadagni in conto capitale.
Con una “duration” modificata di 13,12 anni, il BTp Green 2046 si apprezza di oltre il 13% nel caso in cui il rendimento scende dell’1%. Chiaramente, avviene il contrario nel caso in cui il rendimento sale. L’alta cedola non deve essere l’unico parametro per investire. Il bond si mostra molto volatile e questo può creare problemi in fase di disinvestimento anticipato. Più tranquilla la situazione per gli investitori “cassettisti”, anche se per 20 anni resteranno in balia dell’andamento dell’inflazione. Inoltre, l’aumento dei rendimenti rappresenterebbe anche per loro un costo opportunità.
giuseppe.timpone@investireoggi.it