Il Modello RED 2023 riguarda il controllo dei redditi 2022 dei pensionati che ricevono somme legate alla situazione economica personale o familiare. La comunicazione consente all’INPS di verificare se tali importi spettano ancora e in quale misura.
Una lettrice espone un caso delicato.
Percepisco una integrazione alla pensione mensile di 92 euro, non ho trasmesso i dati richiesti dal Modello RED 2023 (anno d’imposta 2022) perché ritenevo sufficiente la dichiarazione fiscale di mio marito e non ho visto ad oggi riduzioni sul cedolino pensione. Nel frattempo, il reddito familiare è anche diminuito. Chiedo, quindi, se l’importo molto basso della pensione mi protegga dalla eventuale revoca dei 92 euro mensili e se con la situazione economica attuale possa evitare il recupero delle somme riferite al 2022 per omesso Modello RED.
Modello RED 2023: perché l’assenza della trattenuta non significa esonero
Il primo punto da chiarire è la differenza tra misura temporanea e perdita del beneficio.
Per alcune pensioni non superiori a 100 euro mensili non viene applicata la decurtazione cautelare prevista sui ratei di agosto e settembre 2026. Questa esclusione, però, riguarda soltanto il prelievo provvisorio.
Non elimina l’obbligo di comunicare i dati né blocca le conseguenze successive. Un cedolino rimasto invariato non dimostra, dunque, che la posizione sia regolare. La pensionata può non subire il prelievo estivo e, nello stesso tempo, restare esposta alla cancellazione della quota collegata al reddito.
L’INPS ha avviato queste operazioni con il messaggio n. 2394 del 17 luglio 2026, rivolto ai residenti in Italia che non hanno completato l’adempimento relativo ai redditi 2022.
Dichiarazione dei redditi del coniuge: quando non basta
L’articolo 35, comma 10-bis, del decreto-legge n.
207 del 2008, convertito dalla legge n. 14 del 2009, impone la comunicazione all’INPS quando le informazioni necessarie non risultano già disponibili in modo completo presso l’Amministrazione finanziaria.
Il punto critico è proprio la completezza. La presenza di una dichiarazione fiscale del coniuge non garantisce, da sola, che l’Istituto possieda tutti gli elementi utili per controllare la prestazione. Alcuni redditi possono non comparire nella dichiarazione ordinaria oppure possono essere richiesti attraverso canali specifici.
Nel caso esaminato, il mancato invio del Modello RED 2023 non può, quindi, essere giustificato automaticamente dalla dichiarazione presentata dal marito. Occorre controllare l’avviso ricevuto e individuare quali informazioni risultino mancanti.
Come rimediare prima della revoca definitiva
La regolarizzazione passa attraverso una domanda di ricostituzione reddituale collegata alla sospensione prevista dall’articolo 35, comma 10-bis. La pratica può essere inoltrata online con identità digitale oppure attraverso un patronato.
Il termine indicato dall’INPS è il 15 settembre 2026. Entro questa data devono essere trasmessi i redditi mancanti relativi al 2022. Il mancato intervento può portare alla revoca della prestazione riferita a quell’anno e al recupero degli importi pagati in assenza della necessaria verifica.
Il reddito familiare oggi più basso non sostituisce i dati richiesti per il periodo controllato. Potrà incidere sulle annualità successive o su una nuova ricostituzione, ma non cancella l’omissione già commessa. Anche per questo il Modello RED 2023 deve essere regolarizzato con la procedura prevista, non con una semplice comunicazione informale.
Modello RED 2023: la risposta al caso della pensione minima
La prestazione di 92 euro non mette al riparo dalla revoca. L’esclusione prevista per gli importi di pensione fino a 100 euro riguarda soltanto la trattenuta cautelare e non la perdita definitiva della componente economica legata al reddito.
La lettrice deve, quindi, presentare la ricostituzione entro il termine fissato, indicando correttamente i dati economici del 2022. La riduzione del reddito avvenuta dopo quell’anno non impedisce il recupero di eventuali somme che, sulla base dei controlli, risultassero non spettanti.
La soluzione pratica consiste nel verificare subito l’avviso presente nell’area personale INPS e nel trasmettere la domanda. L’assistenza di un patronato appare particolarmente utile quando la composizione dei redditi familiari è complessa. Solo una regolarizzazione tempestiva permette all’Istituto di riesaminare il diritto ed evitare che la mancanza delle informazioni richieste determini la revoca definitiva.

