Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 09 Giu, 2026

BTp 2031 al 6%: record lontano, ma bilancio positivo dall’emissione

Il BTp 2031 con cedola 6% (ISIN: IT0001444378) è crollato dai record di prezzo del passato, ma il bilancio dall'emissione resta positivo.
9 Giugno 2026
BTp 2031 cedola 6%
BTp 2031 cedola 6% © Licenza Creative Commons

Se sei alla ricerca di un titolo di stato con cedola alta e rendimento soddisfacente, date un’occhiata al BTp 1 maggio 2031 al 6% (ISIN: IT0001444378). Il tasso molto generoso si deve alla data di emissione dell’1 novembre 1999. C’era ancora la lira italiana in circolazione, anche se formalmente era già nato l’euro. Sarebbe entrato nelle tasche dei cittadini dell’Eurozona solamente dall’1 gennaio del 2002.

BTp 2031 cedola 6%, ma prezzo alto

Il BTp 2031 con cedola 6% fa gola a chi si limita a guardare il tasso annuo, ma l’investitore deve fare i conti con un prezzo di acquisto molto alto: circa 112,70 nella seduta di ieri.

Equivale a sborsare 1.127 euro per ogni lotto minimo di 1.000 euro. In pratica, un sovrapprezzo di 127 euro, che finisce per deprimere il guadagno. E non è neppure il prezzo più alto segnato da questo bond nel corso della sua vita. Pensate che nella seduta del 12 marzo 2015 schizzò al massimo storico di poco superiore a 166. Quel giorno, si arrivò a spendere 1.666 euro per inserire in portafoglio appena 1.000 euro di capitale nominale. Un sovrapprezzo di ben 660 euro.

Da allora, il BTp 2031 con cedola 6% perde circa un terzo del suo valore di mercato e vede salire il rendimento da un minimo dello 0,60% all’attuale 3,20%. E tutto questo con una durata residua ridottasi nel frattempo da oltre 16 a meno di 5 anni. Nel marzo 2015, però, la Banca Centrale Europea di Mario Draghi iniziò ad acquistare i bond con il Quantitative Easing. Il solo effetto annuncio aveva provocato nelle settimane precedenti un crollo dei rendimenti e il boom dei prezzi.

Cedola netta effettiva appetibile

Chi oggi acquista il BTp 2031 al tasso del 6%, può confidare su una cedola netta effettiva del 4,66%.

Essa si ottiene rapportando la cedola netta alla quotazione di mercato. E’ un rendimento immediato più che soddisfacente, ma a causa della del sovrapprezzo di cui sopra, l’investitore accuserebbe una minusvalenza netta di circa l’11,25%. Gli occorrerebbero quasi due anni e mezzo solamente per coprire tale perdita. Prezzi sopra la pari scoraggiano il mercato retail, specialmente se molto alti e in un contesto tendenzialmente ribassista. Dall’inizio della guerra in Iran, la quotazione ha perso il 3,2%.

Rendimento dall’emissione

Cos’è accaduto ad un ipotetico investitore della prima ora in termini di rendimento? L’emissione avvenne ad un prezzo di 102,40. Da allora le cedole lorde incassate e maturate fino alla giornata di ieri sono ammontate a quasi il 156% del capitale effettivamente sborsato. Al netto delle imposte, più del 136%. E rivendendo oggi il titolo, maturerebbe anche una plusvalenza netta di quasi il 9%. Rendimento totale: 145%. L’inflazione italiana in tutti questi anni è stata di circa il 67%. Pertanto, il rendimento netto effettivo risulta essere stato del 78%. C’è da considerare l’imposta di bollo dal 2012 in avanti. Poca roba rispetto al rendimento, che resta di gran lunga positivo in termini reali.

Ancora meglio è andata a coloro che hanno rivenduto ai massimi del 2015.

Plusvalenza netta del 54% più cedole nette per poco meno dell’84%. E a fronte di un’inflazione di neppure il 34%. Rendimento netto effettivo sopra il 100% e in 16 anni e poco più. Avrà oggi tutt’altra impressione chi acquistò il BTp 2031 ai massimi di prezzo, magari attratto dalla maxi-cedola del 6%, e avesse il titolo ancora in portafoglio. Non solo accuserebbe perdite nette in conto capitale per quasi un terzo, ma nel frattempo avrebbe accusato un’inflazione del 25%. Le cedole a stento hanno coperto il segno meno. Si morderà le mani nel non avere approfittato del rimbalzo durante la pandemia per minimizzare le minusvalenze e disinvestire con a bilancio un attivo maggiore di oggi.

giuseppe.timpone@investireoggi.it

 

 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
Il suo motto è “Il lettore al centro grazie a una corretta informazione”; ogni suo articolo si pone la finalità di accrescerne le informazioni, affinché possa farsi un'idea dell'argomento trattato in piena autonomia.

sul tema OBBLIGAZIONI

quattordicesima su pensione
Articolo precedente

Quattordicesima sulla pensione 2026, il bonus che salva l’estate: importi e requisiti per averla a luglio