Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 01 Lug, 2026

Bonus IRPEF badanti: 1.200 euro da recuperare, ecco gli esempi e i veri importi

Come funziona il bonus IRPEF per le badanti e per tutti gli altri lavoratori domestici nel modello 730 del 2026.
1 Luglio 2026
Bonus IRPEF badanti
Foto © Investireoggi

Recuperare il bonus IRPEF da 1.200 euro è un’opportunità che anche badanti, colf e lavoratori domestici possono sfruttare, ma esclusivamente tramite la dichiarazione dei redditi.

A differenza degli altri lavoratori dipendenti, infatti, per badanti, colf, baby sitter, cuochi e tutti gli altri lavoratori domestici non esistono trattenute IRPEF, bonus in busta paga o conguagli fiscali effettuati dal datore di lavoro.

Il motivo è semplice: la famiglia presso cui si lavora, oppure la persona assistita nel caso delle badanti, è a tutti gli effetti un datore di lavoro, ma non svolge il ruolo di sostituto d’imposta.

Di conseguenza, il pagamento delle imposte e il recupero delle detrazioni avvengono esclusivamente attraverso il modello 730 o il modello Redditi.

Tra le agevolazioni fiscali più importanti rientra il cosiddetto bonus Renzi, oggi denominato trattamento integrativo, che può arrivare fino a 1.200 euro l’anno. Anche i lavoratori domestici ne hanno diritto, ma devono recuperarlo tramite la dichiarazione dei redditi.

Molti, però, si aspettano di ricevere automaticamente 1.200 euro di rimborso e restano delusi quando scoprono di ottenere una cifra inferiore oppure, in alcuni casi, di dover addirittura versare dell’IRPEF.

Bonus IRPEF badanti: 1.200 euro da recuperare, ecco gli esempi e i veri importi

Per ogni lavoratore dipendente il meccanismo fiscale segue regole precise.

Il reddito prodotto è soggetto a IRPEF, con le aliquote oggi previste:

  • 23% fino a 28.000 euro;
  • 33% sulla quota compresa tra 28.000 e 50.000 euro;
  • 43% oltre 50.000 euro.

Fino alla soglia della no tax area, invece, l’imposta non è dovuta grazie alle detrazioni per lavoro dipendente.

Il trattamento integrativo può arrivare a 100 euro al mese, per un massimo di 1.200 euro annui, ma non spetta automaticamente a tutti.

Per la generalità dei lavoratori dipendenti il bonus può essere riconosciuto direttamente in busta paga dal datore di lavoro oppure recuperato con il conguaglio di fine anno. Chi preferisce può anche rinunciarvi e recuperarlo successivamente con il modello 730.

Per badanti e colf, invece, questa scelta non esiste: non avendo un sostituto d’imposta, il trattamento integrativo viene riconosciuto esclusivamente in sede di dichiarazione dei redditi.

Sulla carta il rimborso può arrivare fino a 1.200 euro, ma il risultato finale dipende dalla posizione fiscale complessiva del contribuente. È quindi possibile che il bonus venga riconosciuto ma che, contemporaneamente, dalla dichiarazione emerga comunque un debito d’imposta.

Ecco quando il trattamento integrativo spetta e quando invece no

Può sembrare un paradosso, ma una badante può avere diritto ai 1.200 euro di trattamento integrativo e, nello stesso tempo, dover versare dell’IRPEF.

Tutto dipende dal reddito complessivo e dalle detrazioni spettanti.

Facciamo un esempio.

Una badante con un reddito annuo di 16.000 euro ha un’IRPEF lorda di 3.680 euro. Dall’imposta si sottraggono le detrazioni per lavoro dipendente, ottenendo così l’IRPEF netta.

Poiché risultano soddisfatti i requisiti previsti dalla normativa, il trattamento integrativo viene riconosciuto per intero, cioè 1.200 euro.

Questo non significa però che il contribuente riceverà automaticamente 1.200 euro sul conto corrente. Se, dopo tutti i calcoli, resta comunque un’imposta da pagare, il bonus andrà semplicemente a ridurre il debito fiscale.

Alla fine della dichiarazione potrebbe quindi emergere ancora un importo da versare, oltre alle eventuali addizionali regionali e comunali e agli eventuali acconti IRPEF.

Bonus IRPEF anche alla badante, ma attenzione alle regole

Prendiamo ora il caso di una lavoratrice domestica con un reddito di 10.000 euro.

L’IRPEF lorda risulta decisamente più bassa rispetto all’esempio precedente e, dopo l’applicazione delle detrazioni per lavoro dipendente, il debito fiscale residuo si riduce sensibilmente.

In questa situazione il trattamento integrativo può produrre un rimborso effettivo, sempre tenendo conto delle addizionali e degli eventuali acconti.

Diverso è invece il caso di chi percepisce un reddito che rientra nella no tax area.

Quando le detrazioni per lavoro dipendente azzerano completamente l’IRPEF, infatti, il trattamento integrativo non spetta, perché uno dei requisiti fondamentali è proprio l’esistenza di un’imposta sulla quale il beneficio possa operare.

Per questo motivo non sempre il cosiddetto bonus IRPEF da 1.200 euro è riconosciuto integralmente e, in alcuni casi, può addirittura non spettare affatto.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.