Nella giornata di giovedì 9 aprile, Banca Unicredit ha collocato un bond Senior Non Preferred della durata massima di 6 anni, per cui con scadenza nell’aprile del 2032. L’importo offerto è stato di 1 miliardo di euro e le richieste sono arrivate a 3,7 miliardi da parte di 170 investitori istituzionali di tutto il mondo. L’emittente è stato l’unico global coordinator dell’operazione, affiancato dai seguenti joint bookrunner: Abn Amro, Bnp Paribas, JP Morgan, Mediobanca, RC Capital Markets e Santander. Sono attesi i rating BBB di S&P, BBB+ di Fitch e Baa2 di Moody’s.
Bond Unicredit: call aprile 2031
Il rendimento del nuovo bond Unicredit è stato fissato a +95 punti base (+0,95%) sopra il tasso mid-swap a 5 anni, meno dei +125 attesi all’inizio del collocamento. Nel dettaglio, il prezzo di emissione e di re-offer è stato di 100 (alla pari) con una cedola fissa annuale lorda del 3,776%. Tuttavia, l’emittente si riserva la facoltà di procedere al rimborso del capitale in una sola occasione, ossia nell’aprile del 2031 e con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale.
Nel caso in cui l’esercizio della call non avvenisse, Unicredit pagherebbe per il restante anno sul suo bond cedole variabili e pari all’Euribor a 3 mesi più lo spread iniziale dei suddetti 95 punti base. Dunque, l’obbligazionista si espone al rischio tassi, pur limitatamente al sesto e ultimo anno e sempre che il capitale non gli sia stato rimborsato al termine del quinto anno.
Possibili cedole variabili fino al 4%
Siamo in grado di capire quale possa essere per allora l’Euribor a 3 mesi? La risposta ce la offre il mercato con la curva forward, vale a dire attraverso una sua previsione circa l’andamento dei tassi di mercato per i prossimi anni.
Per aprile 2031 è atteso un Euribor al 2,88%, mentre per i trimestri successivi ci sarebbe una lieve crescita fino a sfiorare il 3%. Questo porterebbe la cedola annualizzata del bond Unicredit fino a un massimo prossimo al 4%, non distante dal tasso fisso garantito per i primi 5 anni.
Cautela sulle previsioni
Ripetiamo che si tratta di semplici previsioni, le quali sono mutate drasticamente nelle ultime settimane a causa della guerra in Iran. Solamente a fine febbraio, ad esempio, l’Euribor a 3 mesi era atteso stabile ancora per i prossimi 2 anni. Eventi di natura geopolitica e/o economica incidono sui tassi forward, che vanno presi con le pinze quando si tratta di farvi affidamento per un investimento come per il bond Unicredit.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
