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Bond Barclays a 10 anni con cedola 7% legata al BTp: ecco il vero rischio per l’investitore

Barclays ha emesso un bond con cedola 7% e legato all'andamento del BTp a 10 anni. Dal primo anno può scattare l'autocall.
7 Luglio 2026
Bond Barclays con cedola 7%
Bond Barclays con cedola 7% © Investireoggi.it

I rendimenti dei titoli di stato stanno scendendo, pur non drasticamente, ma Barclays ha appena emesso un bond con cedola lorda annuale del 7% (ISIN: XS3183913600) e legato all’andamento del bond del Tesoro italiano decennale tramite il Solactive BTP 10Y Annual Compounded Yield Index. Vediamo come funziona.

Bond Barclays con cedola 7%

Il bond Barclays, già quotato all’EuroTLX di Borsa Italiana e con scadenza 2 luglio 2036, paga ogni anno all’investitore una cedola del 7% corrisposta su base semestrale (3,5% ogni 6 mesi). Su un capitale nominale di 1.000 euro, l’obbligazionista riceverà ben 70 euro all’anno. Considerate che il BTp a 10 anni offre in queste ultime sedute anche meno del 3,70% lordo.

Anche a fronte di una maggiore imposizione fiscale, l’obbligazione rende all’emissione il 5,18% netto.

Tuttavia, il pagamento della cedola scatta solo se alle date di osservazione semestrali il BTp a 10 anni offre un rendimento non superiore al 4,10%. Superata tale barriera, l’investitore non si vedrà corrisposta la cedola. L’effetto memoria consente il recupero alle successive date di pagamento nel caso in cui il rendimento del BTp a 10 anni scendesse di nuovo al 4,10% o sotto.

Rischio autocall dopo un anno

Di recente, soltanto alla fine di marzo e per un brevissimo momento il BTp a 10 anni ha offerto il 4,10% o poco più. Considerate, anzi, che alla fine di febbraio il rendimento risultava sceso sotto il 3,30%. La guerra in Iran ha innalzato i rendimenti sovrani e corporate per via del “surriscaldamento” delle aspettative d’inflazione. Ora che lo Stretto di Hormuz è stato riaperto alla navigazione delle petroliere, queste si sono nuovamente “raffreddate” e i rendimenti stanno scendendo un po’ ovunque nel mondo.

Rendimento del BTp a 10 anni
Rendimento del BTp a 10 anni © Licenza Creative Commons

Resta il fatto che da qui a 10 anni risulta impossibile prevedere cosa accadrà al mercato obbligazionario italiano. Una risalita, anche temporanea e persino improvvisa, dei rendimenti non va mai esclusa tra tensioni commerciali, geopolitiche e specificamente legate al nostro debito pubblico. Ma il vero rischio per l’investitore forse è un altro: il bond Barclays e la cedola del 7% possono restare un sogno dopo il primo anno. A partire dalla fine di giugno del 2027, infatti, l’emittente provvederà all’autocall, cioè al rimborso automatico del capitale e dell’ultima cedola maturata (più eventualmente quella in memoria) se il BTp a 10 anni scende al o sotto il 3,40%.c

Occhi puntati su inflazione europea

Dunque, ci sono due trigger a cui prestare attenzione: 4,10% e 3,40%. Superato il primo, il bond sospende il pagamento delle cedole fino a quando il rendimento del BTp a 10 anni non tornerà al o sotto il 4,10%. Superato al ribasso il secondo, dopo il primo anno il bond Barclays viene automaticamente rimborsato. Questo significherebbe per l’investitore la perdita della cedola annua al 7% che sperava di incassare per un intero decennio.

Quante probabilità ci sono che si verifichi il secondo evento? Come spiegato sopra, a fine febbraio già il BTp a 10 anni offriva meno del 3,30%.

Per quanto un ritorno a quel livello di rendimento non sia né certo e né immediato, se l’inflazione europea proseguirà la discesa dopo il ripiegamento di giugno, probabile che il mercato inizierà a scontare la fine della stretta monetaria nell’Eurozona e minori rendimenti lungo la curva delle scadenze. E l’investitore rischierebbe di incassare la cedola del 7% per massimo un anno. E non sarebbe in sé così male, se pensate che il Bot a 12 mesi offre meno del 2,60%. Ma è bene sapere che l’investimento può durare molto meno dei 10 anni ufficiali.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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