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Bond in allarme: New York volta le spalle al ‘tax and spend’ di Mamdani

E' scattato l'allarme per i bond di New York City con il mercato indispettito dalle politiche fiscali lassiste del sindaco Mamdani.
1 Aprile 2026
Allarme bond per sindaco di New York, Mamdani
Allarme bond per sindaco di New York, Mamdani © Investireoggi.it

E’ uno scricchiolio che sta facendo notizia, anche perché un episodio di questo genere non si era verificato neanche ai tempi della crisi fiscale negli anni ’70. In settimana, il municipio di New York City, retto da pochi mesi dal nuovo sindaco Zohran Mamdani, aveva offerto sul mercato bond per 2,6 miliardi di dollari sotto forma di cosiddetti “General obligations”. La domanda è stata inferiore all’ammontare massimo e per questo l’emissione è stata tagliata a 2,3 miliardi. Finora era sempre accaduto che, anche in tempi relativamente avversi, gli ordini superassero l’offerta.

Bond a New York lanciano allarme Mamdani

Alla fine, è stato spacciato per successo un bond a 10 anni, scadenza agosto 2036, con cedola al 5% e spread di 48 punti base (0,48%) sul rendimento medio dei titoli americani con rating AAA.

Solamente nell’ottobre scorso, prima che s’insediasse Mamdani, lo spread era stato di 35 punti. Di recente, alcune agenzie internazionali tra cui Moody’s e Fitch hanno tagliato l’outlook dei bond di New York da “stabile” a “negativo”.

Budget e imposte in aumento

C’entrano le finanze comunali al collasso. Il precedente sindaco democratico Eric Adams ha lasciato per il 2026 e 2027 un “buco” stimato nell’ordine dei 12 miliardi. Il problema è che l’agenda di Mamdani risulta ancora più lassista. Egli ha promesso in campagna elettorale più spesa assistenziale finanziata aumentando le imposte sui contribuenti più ricchi. Il budget salirà a 127 miliardi dai 118 del 2025. In cambio, il sindaco vuole stangare i redditi dei milionari con un’aliquota più alta del 2% e aumentare l’imposta sugli immobili del 9,6% se lo stato di New York non aumenterà gli stanziamenti a favore del comune.

Allo scopo, Mamdani ha già fatto ricorso a 980 milioni del fondo di emergenza, che se da un lato allevia il problema del deficit, dall’altro espone le finanze locali a rischi maggiori per il prossimo futuro. Il 35-enne di origini pachistane lamenta che lo stato di New York versi alla città meno di quanto riceva da essa: 68,8 miliardi contro 47,6 miliardi nel 2022. Dietro a queste dichiarazioni si cela uno scontro tutto all’interno del Partito Democratico con la governatrice Kathy Hochul, che quest’anno corre per un secondo mandato e si mostra contraria all’aumento della pressione fiscale.

Scontro nel Partito Democratico USA

La donna fu nel 2020 al centro di dichiarazioni a sua volta controverse, attaccando i residenti più ricchi dello stato e invitandoli a trasferirsi altrove. Peccato che l’abbiano presa in parola, aggravando la crisi dei conti pubblici. Le mete preferite dai contribuenti più benestanti sono diventate da anni Florida e Texas, stati guidati da amministrazione repubblicani e con tassazione leggera. New York City ha perso 400.000 abitanti dal 2020, anche se formalmente il numero dei milionari risulta salito a 384.500. Lo 0,9% dei contribuenti con redditi di almeno 1 milione di dollari dichiarati ogni anno partecipava nel 2024 al 44,6% del gettito derivante dall’imposta personale. Con Adams, lamenta lo stesso sindaco attuale, i programmi di assistenza venivano stimati solamente per la metà della spesa effettiva per mascherare il loro sotto-finanziamento.

Mamdani se la sta prendendo con la parte sbagliata. Coloro che attacca, pagano già tante imposte, dietro solo a California e Hawaii, altri due stati a ferma guida democratica. E se l’allarme sui bond a New York non è scattato in maniera chiara, è solo grazie al Financial Emergency Act del 1975. Questa legge assegna ai creditori obbligazionari il diritto di prelazione sulle entrate comunali; un vantaggio rispetto agli altri creditori. Ciò tiene alta la fiducia sulla riscossione del capitale e delle stesse cedole, quale che sia la politica fiscale dell’amministrazione cittadina.

Bond di New York segnalano timori su Mamdani

Tuttavia, tra conti in rosso e programmi insostenibili, molti investitori a questo giro si sono tenuti in disparte. Mamdani, oltre ad essere di inclinazioni socialiste nella città simbolo del capitalismo mondiale, è anche privo di competenza. E questo è forse il vero, grande guaio di questa vicenda. I dati parlano chiaro: nello stato ogni contribuente dovrebbe versare 8.400 dollari solo per ripagare i debiti contratti, mentre in Florida riceverebbe indietro 2.900 dollari. E il problema non sta certo nella bassa tassazione, bensì nell’altissima spesa pubblica: a Miami il budget statale nel 2025 era di 117,4 miliardi contro un importo più che doppio ad Albany, a fronte di una popolazione di 23 contro 20 milioni di abitanti.

giuseppe.timpone@investireoggi.it

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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