Il bollo auto è una tassa dovuta per tutti i veicoli intestati a un contribuente fino a quando questi risultano iscritti a suo nome nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Da diversi anni il bollo auto è una tassa di proprietà e non più una tassa di circolazione. Ciò significa che il proprietario è tenuto a versarlo anche se il veicolo non viene utilizzato.
Ma cosa succede quando il proprietario dell’auto muore? E, soprattutto, che fine fanno i bolli auto non pagati?
«Buonasera, mi chiamo Stefania e avrei un quesito da proporvi. Mio padre è venuto a mancare a dicembre dello scorso anno e sto sistemando tutta la situazione burocratica anche per conto dei miei fratelli, che sono eredi come me.
Mi sono accorta che mio padre aveva quattro bolli auto non pagati e diverse altre cartelle esattoriali a suo carico. In particolare, dal 2019 al 2021 non ha versato la tassa automobilistica. Ora mi recherò presso una delegazione ACI per verificare se risultano insoluti anche bolli più recenti.
Vorrei capire se questi bolli auto non pagati ricadono su noi eredi, perché dobbiamo valutare se accettare o meno l’eredità. Inoltre, vorrei sapere se possiamo vendere o rottamare l’auto di mio padre nonostante i bolli arretrati e quali sono le procedure da seguire in questi casi.»
Bollo auto e decesso del proprietario: ecco le opzioni per gli eredi
Come anticipato, il bollo auto è dovuto fino a quando il veicolo risulta intestato a un determinato soggetto. Alla morte del proprietario, gli eventuali debiti tributari, compresi quelli relativi alla tassa automobilistica, si trasferiscono agli eredi, ma soltanto se questi accettano l’eredità.
In caso di rinuncia, infatti, nessun pagamento può essere richiesto nei loro confronti.
Occorre però distinguere tra il tributo e le relative sanzioni. Gli eredi sono tenuti a versare l’importo del bollo auto non pagato dal defunto, mentre le sanzioni amministrative non si trasmettono perché hanno carattere personale. Diverso è il discorso per gli interessi, che seguono il debito tributario secondo le regole previste dalla normativa vigente.
Sanzioni, interessi, tassa evasa e poi?
In concreto, il bollo auto non versato dal defunto entra a far parte dei debiti ereditari. Gli eredi che accettano l’eredità rispondono di tali debiti in proporzione alla rispettiva quota ereditaria. Ad esempio, chi eredita il 50% del patrimonio sarà tenuto a rispondere del 50% dei debiti, compresi quelli relativi alla tassa automobilistica.
Anche il bollo auto che scade dopo il decesso può essere a carico degli eredi, qualora alla data di scadenza il veicolo risulti ancora intestato al defunto e non sia stato ancora perfezionato il trasferimento di proprietà al PRA, né sia stata completata la vendita o la rottamazione del mezzo.
Bollo auto del defunto: cosa succede all’auto?
La presenza di bolli auto arretrati non impedisce né la vendita né la rottamazione del veicolo. È però necessario regolarizzare prima la situazione della proprietà attraverso le procedure previste dal PRA.
In caso di vendita, gli eredi devono innanzitutto effettuare il trasferimento del veicolo dal defunto agli aventi diritto e, successivamente, procedere alla vendita a un terzo.
Se, invece, uno degli eredi intende mantenere il veicolo, sarà necessario completare il trasferimento della proprietà a suo favore con il consenso degli altri coeredi. In questa ipotesi si rendono normalmente necessari due passaggi: il primo dal defunto a tutti gli eredi e il secondo da tutti gli eredi a quello che diventerà l’unico intestatario dell’auto.
Per quanto riguarda il bollo auto, resta valida la regola generale: è tenuto al pagamento il soggetto che risulta proprietario del veicolo al PRA alla data di scadenza della tassa. Se, alla scadenza, l’auto è ancora intestata al defunto, il pagamento spetta agli eredi che hanno accettato l’eredità. Se, invece, il trasferimento di proprietà è già stato completato, sia a favore di uno degli eredi sia di un acquirente, l’obbligo di versare il bollo ricade sul nuovo intestatario del veicolo.