Pensioni troppo basse o beneficiari di assegno sociale rappresentano una realtà diffusa nel sistema previdenziale italiano. In molti casi, gli importi percepiti sono talmente ridotti da rientrare nella cosiddetta no tax area, cioè quella fascia di reddito che non è soggetta a imposizione fiscale.
Questo significa che tanti pensionati non sono nemmeno obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi, così come non lo sono i titolari di assegno sociale, se non possiedono altri redditi.
Tuttavia, proprio l’incrocio tra previdenza e fiscalità può generare situazioni paradossali e penalizzanti, come dimostra il caso concreto di molti contribuenti che, pur sostenendo spese importanti, non riescono a recuperare nulla.
Beffa per alcuni pensionati: spese sanitarie e altre detrazioni non si possono recuperare
La situazione descritta è tutt’altro che rara. Molti contribuenti, in particolare pensionati con assegni bassi, si trovano nell’impossibilità di sfruttare le detrazioni fiscali, anche quando hanno sostenuto spese rilevanti, come quelle sanitarie.
Il motivo è semplice: le detrazioni non sono un beneficio diretto, ma uno sgravio fiscale. In altre parole, permettono di recuperare parte delle imposte già pagate.
Chi rientra nella no tax area, però, non paga IRPEF o ne paga una quantità minima. Di conseguenza, non ha nulla da recuperare.
Ecco perché anche spese consistenti – come interventi dentistici, farmaci o visite specialistiche – non producono alcun rimborso nel modello 730 per questi contribuenti.
Il problema degli incapienti e di cosa si tratta
I soggetti che si trovano in questa condizione vengono definiti incapienti. Si tratta di contribuenti con un reddito talmente basso da non generare imposta IRPEF, o da generarne una quantità insufficiente per sfruttare le detrazioni.
La soglia di riferimento per la no tax area è pari a circa 8.500 euro annui. Al di sotto di questo limite:
- non si paga IRPEF;
- non si può beneficiare delle detrazioni fiscali.
Questo comporta un evidente svantaggio. Anche in presenza di:
- spese sanitarie elevate;
- interventi di ristrutturazione;
- spese funebri o altre voci detraibili;
il contribuente incapiente non recupera nulla.
Una possibile soluzione, quando è ancora possibile intervenire, è quella di intestare le spese a un familiare fiscalmente capiente, in grado cioè di beneficiare delle detrazioni. Tuttavia, questa scelta deve essere fatta al momento del pagamento: a posteriori, come nel caso delle spese già sostenute nel 2025, non è più possibile rimediare.
Il risultato è una vera e propria doppia penalizzazione: da un lato un reddito insufficiente per vivere serenamente, dall’altro l’impossibilità di recuperare parte delle spese sostenute, anche quando si tratta di costi essenziali per la salute.