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Oggi: 01 Lug, 2026

Avvisi bonari di luglio, il calendario fa il regalo: pagamenti rinviati fino a ottobre

Avvisi bonari di luglio, l’estate ferma il calendario: tra 60 giorni e sospensione, il pagamento può slittare fino a ottobre.
1 Luglio 2026
avvisi bonari
Foto © Investireoggi

La pausa estiva incide in modo concreto sugli avvisi bonari, cioè sulle comunicazioni con cui l’Agenzia delle Entrate segnala anomalie emerse dai controlli sulle dichiarazioni fiscali.

Nel 2026 il calendario può allungare parecchio i tempi a disposizione per regolarizzare la posizione o per presentare chiarimenti, soprattutto quando la comunicazione arriva nel mese di luglio. Il punto centrale è capire come si sommano il nuovo termine ordinario di 60 giorni e la sospensione feriale prevista tra agosto e inizio settembre.

Avvisi bonari: che cosa sono e quali scelte comportano

Gli avvisi bonari non sono atti esecutivi immediati, ma comunicazioni preventive con cui il Fisco informa il contribuente della presenza di possibili errori, omissioni o incongruenze nella dichiarazione.

Dopo la ricezione, sono possibili due comportamenti: versare le somme indicate oppure trasmettere elementi utili a dimostrare che la richiesta non è dovuta, in tutto o in parte.

Dal 2025 il tempo ordinario per agire è stato ampliato. Non si parla più, di regola, di 30 giorni, ma di 60 giorni dalla comunicazione. Il periodo diventa ancora più ampio, pari a 120 giorni, quando la segnalazione viene inviata in via telematica all’intermediario che ha trasmesso la dichiarazione per conto del contribuente.

Questo cambiamento pesa molto nei mesi estivi, perché il termine più lungo può incrociarsi con la sospensione di agosto. Il risultato è un calendario meno immediato rispetto al passato e, in diversi casi, una scadenza finale spostata verso la seconda metà di settembre.

Lo stop agli invii in agosto e dicembre

Dal 2024 è previsto anche un blocco periodico all’invio di alcune comunicazioni fiscali. Il riferimento è il D. Lgs. n. 1/2024, noto come decreto Adempimenti, che stabilisce una pausa per l’invio delle comunicazioni nei mesi di agosto e dicembre di ogni anno.

La regola riguarda avvisi bonari e anche le lettere di compliance, cioè gli inviti con cui l’Amministrazione finanziaria segnala possibili irregolarità prima di avviare controlli più incisivi. La finalità è alleggerire due periodi dell’anno tradizionalmente delicati: agosto, per la chiusura estiva di molti uffici e studi professionali, e dicembre, per la concentrazione di scadenze e festività.

Il blocco, però, non vale in modo assoluto. Lo stesso D. Lgs. n. 1/2024 ammette eccezioni in presenza di indifferibilità e urgenza. La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 8/E del 2024 ha fornito chiarimenti, indicando casi esemplificativi. Tra questi rientrano le situazioni in cui il mancato invio potrebbe mettere a rischio il diritto dell’Erario alla riscossione del tributo.

La sospensione feriale dal 1° agosto al 4 settembre

Accanto allo stop agli invii, esiste una regola diversa ma collegata: la sospensione feriale dei termini. L’art. 37 del decreto-legge n. 223 del 2006 stabilisce che dal 1° agosto al 4 settembre di ogni anno restano sospesi i termini per trasmettere documenti e informazioni richiesti dall’Agenzia delle Entrate o da altri enti impositori.

La stessa sospensione riguarda anche i termini di pagamento. In pratica, i giorni compresi tra il 1° agosto e il 4 settembre non si contano. Il conteggio si arresta il 31 luglio e riparte il 5 settembre.

Un esempio chiarisce il meccanismo. Se l’avviso arriva il 16 luglio 2026, i 60 giorni iniziano a decorrere da quella data. Dal 16 al 31 luglio maturano 16 giorni, contando anche il giorno iniziale. Restano, quindi, 44 giorni. Il calendario si ferma dal 1° agosto al 4 settembre e ricomincia il 5 settembre. Aggiungendo i 44 giorni residui dal 5 settembre, la scadenza cadrebbe il 18 ottobre 2026.

Avvisi bonari e scadenze 2026: altro esempio pratico

Per gli avvisi bonari ricevuti a luglio 2026, l’effetto combinato tra termine di 60 giorni e sospensione feriale può produrre, dunque, scadenze molto più avanti rispetto a quanto accadeva in passato.

Si consideri una comunicazione notificata il 1° luglio 2026. Dal 1° luglio al 31 luglio trascorrono 31 giorni utili. Poiché il termine complessivo è di 60 giorni, ne restano 29. Dal 1° agosto al 4 settembre il conteggio resta bloccato. La ripresa avviene il 5 settembre. Sommando i 29 giorni residui dal 5 settembre, la scadenza arriva al 3 ottobre 2026.

Il confronto con il passato mostra il cambio di passo. Con il vecchio termine di 30 giorni, una comunicazione arrivata il 1° luglio avrebbe portato alla chiusura del termine entro fine luglio. Con il nuovo periodo di 60 giorni, invece, il pagamento o l’invio dei chiarimenti può spostarsi ben oltre l’estate.

Riassumendo

  • Gli avvisi bonari segnalano anomalie fiscali rilevate nelle dichiarazioni dei redditi.
  • Dal 2025 il termine ordinario per rispondere/pagare passa a 60 giorni.
  • Il termine sale a 120 giorni se la comunicazione arriva all’intermediario.
  • Agosto e dicembre prevedono uno stop agli invii, salvo urgenze.
  • Dal 1° agosto al 4 settembre si sospendono pagamenti e risposte.
  • Per comunicazioni di luglio 2026, le scadenze possono arrivare a ottobre.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.