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A 64 anni in pensione, cosa devi fare per riuscirci?

La pensione a 64 anni di età è possibile ma per riuscire da anticipare di 3 anni il pensionamento, ecco le regole da rispettare.
6 Aprile 2026
pensione a 64 anni
Foto © Licenza Creative Commons

Trovarsi ad aver maturato almeno 20 anni di contributi è il primo requisito per accedere alla pensione a 64 anni nel 2026. Ma solo a condizione che l’inizio della contribuzione sia successivo al 31 dicembre 1995.

È sufficiente questo? Naturalmente no. Non basta rispettare il requisito contributivo e quello legato alla data di iscrizione. La pensione anticipata contributiva prevede infatti anche un vincolo fondamentale legato all’importo della pensione: se non si raggiunge una soglia minima, il pensionamento non è possibile.

A 64 anni in pensione, cosa devi fare per riuscirci?

Il punto centrale è proprio l’importo minimo da raggiungere. La normativa stabilisce che la pensione non possa essere inferiore a 3 volte l’assegno sociale.

Nel 2026, considerando un assegno sociale di circa 546 euro mensili, significa dover raggiungere almeno circa 1.638 euro al mese.

Per le donne sono previste soglie leggermente più basse: 2,8 volte l’assegno sociale per chi ha un figlio e 2,6 volte per chi ha più figli.

Tra metodo retributivo e metodo contributivo, ecco cosa cambia

L’elemento decisivo è quindi l’importo della pensione. Trattandosi di una prestazione interamente contributiva, per raggiungere livelli adeguati servono redditi elevati e, di conseguenza, contributi consistenti.

Può sembrare una contraddizione parlare di retribuzioni nel sistema contributivo, introdotto con la riforma Dini del 1996 proprio per superare il metodo retributivo. In realtà, però, le retribuzioni continuano a essere determinanti.

Nel sistema contributivo, infatti, non incidono solo sull’importo della pensione, ma anche sul diritto stesso alla prestazione, come nel caso della soglia minima richiesta per l’accesso a 64 anni.

Inoltre, una pensione interamente contributiva non può essere integrata con strumenti come integrazioni al minimo o maggiorazioni sociali, previsti invece per le pensioni retributive o miste.

Non esistono scorciatoie: per aumentare l’importo, servono solo più contributi.

A 64 anni si può andare in pensione, ma con che montante contributivo?

Nel sistema retributivo erano soprattutto gli ultimi anni di carriera a determinare l’importo della pensione: più elevata era la retribuzione finale, maggiore risultava l’assegno.

Nel sistema contributivo, invece, contano tutti gli anni di lavoro. Ogni retribuzione contribuisce a formare il montante contributivo, cioè la base su cui si calcola la pensione.

Per chiarire, si può pensare a due lavoratori con percorsi diversi: nel sistema retributivo, chi guadagna di più negli ultimi anni ottiene un vantaggio significativo. Nel sistema contributivo, invece, ciò che conta è la somma complessiva dei contributi versati lungo tutta la carriera.

La pensione a 64 anni di età ma solo con stipendio lordo elevato

Nel sistema contributivo, un lavoratore dipendente versa circa il 9,19% della retribuzione, mentre il datore di lavoro contribuisce fino a raggiungere un’aliquota complessiva intorno al 33%.

Questi contributi, accumulati anno dopo anno, determinano il montante da cui deriva la pensione. Di conseguenza, più elevato è lo stipendio, maggiore sarà il montante e più facile sarà raggiungere la soglia minima richiesta.

In concreto, per accedere alla pensione anticipata contributiva con soli 20 anni di carriera, è necessario aver percepito uno stipendio medio lordo molto elevato, indicativamente vicino ai 70.000 euro annui.

Solo così si può costruire un montante sufficiente a garantire una pensione pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale, cioè il requisito chiave per uscire dal lavoro già a 64 anni.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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