Hai perso il lavoro a 60 anni e sei ancora lontano dalla pensione? Non è una situazione rara, e proprio per questo esiste una misura che può offrire un sostegno concreto. L’INPS, infatti, prevede un sussidio che può arrivare fino a 845 euro al mese per chi si trova senza occupazione e con redditi e patrimoni contenuti.
La risposta, in questi casi, è rappresentata dall’Assegno di Inclusione (ADI): una prestazione accessibile anche a chi ha compiuto 60 anni, senza la necessità di essere invalido o di avere familiari disabili a carico. Ciò che conta davvero è il rispetto dei requisiti economici, in particolare quelli legati all’ISEE.
Assegno di Inclusione 2026, limiti di reddito, di patrimonio e ISEE, ecco per gli over 60 cosa serve
Perdere il lavoro a 60 anni è ben diverso rispetto a quanto accade a 40: le possibilità di reinserimento sono più limitate, anche alla luce di politiche occupazionali spesso orientate verso i lavoratori più giovani. Allo stesso tempo, aver maturato una carriera contributiva tale da accedere alla pensione a questa età è tutt’altro che scontato.
In questo scenario, l’Assegno di Inclusione rappresenta il principale strumento di sostegno contro la povertà, destinato a categorie considerate fragili, tra cui rientrano anche gli over 60.
Per accedere all’ADI nel 2026 è necessario disporre di un ISEE in corso di validità, riferito quindi a redditi e patrimoni del 2024. Il valore non deve superare 10.140 euro.
Oltre all’ISEE, occorre rispettare ulteriori limiti:
- reddito familiare non superiore a 6.500 euro, da moltiplicare per la scala di equivalenza legata alla composizione del nucleo;
- patrimonio immobiliare fino a 30.000 euro, escludendo la prima casa (a meno che non superi i 150.000 euro di valore);
- patrimonio mobiliare (risparmi, conti correnti) entro 6.000 euro, con soglie più alte in base alla composizione familiare (incrementi per componenti aggiuntivi, minorenni e persone con disabilità).
ADI, tutti i requisiti da rispettare
Una volta rispettati i requisiti, anche un over 60 senza lavoro può ottenere un sostegno economico significativo. L’importo massimo può arrivare fino a 845 euro mensili, ma solo in presenza di condizioni molto specifiche: ISEE pari a zero, reddito familiare nullo e, soprattutto, un contratto di affitto regolarmente registrato.
L’ADI, infatti, è una misura di integrazione al reddito: ogni euro percepito riduce proporzionalmente l’importo del sussidio.
Chi non vive in affitto può arrivare a percepire circa 541 euro al mese, sempre in assenza di redditi. Le cifre indicate si riferiscono a un singolo beneficiario. In presenza di un nucleo familiare più ampio, gli importi possono aumentare grazie alla scala di equivalenza.
È importante ricordare che l’Assegno di Inclusione non è una somma liberamente utilizzabile. Infatti non può essere interamente prelevato in contanti, ma deve essere impiegato per l’acquisto di beni e servizi essenziali.
In definitiva, per chi si trova a 60 anni senza lavoro e senza pensione, l’ADI rappresenta una rete di sicurezza fondamentale. E capace di garantire un sostegno economico, seppur vincolato, in una fase particolarmente delicata della vita.