La Dichiarazione redditi precompilata permette di trovare online molti dati fiscali già inseriti, come redditi, spese sanitarie e alcuni oneri detraibili. Il sistema può essere usato anche da chi agisce per conto di un’altra persona, ma solo dopo una specifica autorizzazione.
Un lettore ha sottoposto alla redazione questo caso:
Nel 2025 un padre ha presentato online la dichiarazione del figlio minorenne, dopo aver ottenuto l’abilitazione dell’Agenzia delle Entrate. Nel 2026 il ragazzo ha compiuto 18 anni a maggio, prima dell’invio del nuovo modello dichiarativo. Il genitore può continuare a operare grazie all’autorizzazione dell’anno precedente oppure deve fermarsi? E cosa accade se il figlio, pur maggiorenne, non è ancora pratico dei servizi digitali?.
Dichiarazione redditi precompilata: quando il figlio diventa maggiorenne
Il punto decisivo non è l’età posseduta nell’anno d’imposta, ma la condizione esistente quando si accede al servizio e si presenta il modello.
Finché il contribuente è minorenne, il genitore che esercita la responsabilità genitoriale può chiedere di operare per suo conto.
Per ottenere l’abilitazione occorre trasmettere il modulo previsto, insieme alla copia del documento del minore. La domanda può essere inoltrata tramite il servizio telematico dedicato alla consegna di documenti, con posta elettronica certificata, mediante videoappuntamento oppure presso un ufficio territoriale, di regola su prenotazione.
Perché l’autorizzazione del genitore non prosegue automaticamente
La regola agevolata vale soltanto quando ricorrono entrambe le condizioni: il genitore ha già utilizzato il servizio nell’anno precedente e il figlio è ancora minorenne. Se nel frattempo sono stati compiuti 18 anni, viene meno il presupposto che consentiva al padre o alla madre di agire come rappresentante legale.
Di conseguenza, l’accesso ottenuto per la Dichiarazione redditi precompilata del periodo precedente non può essere considerato un lasciapassare permanente. La maggiore età rende il figlio pienamente capace di gestire direttamente i propri adempimenti fiscali. Non conta che resti fiscalmente a carico della famiglia, che viva ancora con i genitori o che non possieda redditi elevati: questi elementi non mantengono in vita la rappresentanza collegata alla minore età.
L’abilitazione, inoltre, ha una durata limitata. Può arrivare fino al 31 dicembre dell’anno indicato nel modulo, ma non oltre il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di attivazione. Se manca una data finale, cessa il 31 dicembre dell’anno in cui è stata concessa.
Quale strada resta dopo i 18 anni
Dopo il compleanno, il ragazzo deve accedere con le proprie credenziali ammesse, come Spid, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi, e controllare i dati presenti. Può poi accettare, correggere o integrare il modello e procedere con l’invio.
Se non è in grado di gestire da solo la procedura, il genitore non può continuare semplicemente selezionando il vecchio ruolo. Occorre una diversa autorizzazione, costruita non più sul rapporto genitore-figlio minorenne, ma sulla figura della persona di fiducia (c.d. delega a persona di fiducia). Si tratta di un titolo distinto, che deve risultare valido prima dell’accesso.
Per tutori, curatori speciali e amministratori di sostegno resta, invece, necessaria la prova della nomina. La richiesta segue le modalità stabilite dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 332731 del 22 settembre 2023. In alcuni casi può essere presentata anche una dichiarazione sostitutiva ai sensi del Dpr 445/2000, fermo restando il successivo controllo dell’amministrazione.
Dichiarazione redditi precompilata: la risposta al caso
Nel caso descritto, il padre non può utilizzare automaticamente l’abilitazione dell’anno precedente dopo che il figlio ha raggiunto la maggiore età. Il rinnovo semplificato opera soltanto se il giovane è ancora minorenne.
La soluzione corretta è, quindi, questa: il figlio accede personalmente e presenta il modello; in alternativa, può attivare una specifica delega come persona di fiducia. Fino a quando tale nuova autorizzazione non risulta efficace, il genitore deve evitare di operare nella posizione fiscale del ragazzo.
La Dichiarazione redditi precompilata distingue con precisione tra rappresentanza legale e semplice assistenza familiare. Anche quando il supporto del genitore resta utile, dopo i 18 anni serve un titolo nuovo e autonomo.


