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Usufrutto legale, non tutti i redditi dei figli vanno dichiarati dai genitori

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24 Luglio 2026
usufrutto legale
Foto © Investireoggi

Quando un figlio minorenne percepisce un reddito, non è corretto pensare che debba essere sempre inserito nella dichiarazione fiscale dei genitori e diviso automaticamente a metà. La regola cambia in base alla provenienza delle somme e, soprattutto, alla natura dei beni che le hanno generate. Il punto decisivo è capire se tali beni rientrano oppure no nell’usufrutto legale riconosciuto ai genitori. Solo in presenza di questa condizione il reddito del minore viene attribuito fiscalmente alla madre e al padre secondo criteri precisi.

Quando il reddito del minore passa ai genitori

La disciplina di riferimento è contenuta nell’articolo 4, comma 1, lettera c), del Tuir.

La norma stabilisce che i redditi prodotti dai beni appartenenti ai figli minorenni e sottoposti a usufrutto legale sono imputati ai genitori in parti uguali. In una famiglia in cui entrambi esercitano la responsabilità genitoriale, ciascuno dichiara, quindi, il 50% del reddito collegato a quei beni.

La suddivisione, tuttavia, non opera in ogni situazione. Se la responsabilità genitoriale è esercitata da un solo genitore, l’intero importo deve essere indicato nella dichiarazione redditi di quest’ultimo. Lo stesso principio vale quando il diritto di godimento sui beni del figlio spetta esclusivamente alla madre oppure al padre. In questi casi non esiste alcuna ripartizione: il 100% del reddito viene attribuito al soggetto che possiede il diritto previsto dalla legge.

I redditi che restano intestati al figlio

Esistono entrate che non possono essere trasferite fiscalmente ai genitori. Quando derivano da beni o diritti sottratti a questa particolare forma di godimento familiare, devono essere dichiarate direttamente a nome del minorenne. L’adempimento viene materialmente eseguito da uno dei genitori, che agisce come rappresentante legale del figlio.

In questa categoria rientrano, prima di tutto, la pensione di reversibilità spettante al minore. Si tratta di somme riconosciute al figlio in seguito alla morte del titolare della pensione e, proprio perché sono attribuite personalmente al beneficiario, non confluiscono nel reddito dei genitori.

Quali beni sono esclusi dalla regola generale

Tra i beni che restano fuori dall’usufrutto legale figurano quelli ricevuti tramite successione, legato o donazione, quando siano stati accettati nell’interesse del figlio nonostante il dissenso dei genitori. Sono esclusi anche i beni destinati espressamente all’avvio di una carriera oppure allo svolgimento di un’attività artistica o professionale.

Un’altra ipotesi riguarda i beni acquistati dal minorenne usando il denaro ottenuto con il proprio lavoro. Anche in questo caso, gli eventuali proventi devono essere riferiti al figlio e non possono essere sommati alla base imponibile dei genitori.

La stessa tutela vale per i beni lasciati in eredità o donati con una clausola che esclude in modo esplicito il diritto dei genitori, oppure quello di uno soltanto. Fa eccezione ciò che spetta al figlio come quota di legittima: per questa parte, l’esclusione indicata dal disponente non produce gli stessi effetti.

Usufrutto legale: come individuare chi dichiara

La corretta compilazione della dichiarazione redditi dipende, quindi, da una verifica preliminare.

Occorre distinguere tra redditi generati da beni soggetti a usufrutto legale e redditi collegati a beni che la legge mantiene nella disponibilità fiscale del minore. Nel primo caso l’importo viene diviso al 50% tra i genitori, salvo che il diritto o la responsabilità spettino a uno solo. Nel secondo caso la dichiarazione resta intestata al figlio ed è presentata da chi lo rappresenta.

Non basta, dunque, considerare l’età del percettore. Essere minorenni non comporta automaticamente l’inclusione di ogni entrata nelle dichiarazioni dei genitori. La provenienza del reddito, il titolo di acquisto del bene e le eventuali clausole contenute in una donazione o in un testamento sono elementi essenziali per stabilire il trattamento corretto.

Una valutazione accurata della documentazione permette di individuare senza ambiguità il soggetto tenuto all’adempimento fiscale.

Il criterio può essere riassunto in modo semplice: se il bene è sottoposto a usufrutto legale, il reddito segue la posizione fiscale dei genitori; se ne è escluso, resta riferito al figlio. Questa distinzione evita imputazioni errate e consente di rispettare quanto previsto dal Tuir.

Riassumendo

  • L’usufrutto legale determina quando i redditi del minore sono attribuiti ai genitori.
  • I redditi soggetti alla regola sono divisi al 50% tra madre e padre.
  • Un solo genitore dichiara l’intero reddito quando esercita esclusivamente responsabilità o diritto.
  • I redditi esclusi devono essere dichiarati a nome del figlio minorenne.
  • Pensioni di reversibilità e beni acquistati col lavoro restano fiscalmente intestati al minore.
  • Successioni, donazioni e beni professionali possono essere sottratti al godimento dei genitori.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.