In passato il lavoro svolto dalle casalinghe e, sempre più spesso, anche dai casalinghi, è stato frequentemente sottovalutato e non gli è stata riconosciuta l’importanza che merita. Oggi, però, questo ruolo assume un valore sempre maggiore.
Lo dimostrano anche le evoluzioni della normativa, che negli ultimi anni ha introdotto agevolazioni, tutele e strumenti previdenziali dedicati a chi si occupa della cura della casa e della famiglia. Ecco un vademecum delle principali opportunità oggi previste dalla legislazione vigente.
Agevolazioni casalinghe e casalinghi, non solo pensione, ecco cosa offre la normativa
Dedicarsi alla famiglia, ai figli e alla cura della casa rappresenta un’attività sempre più rilevante anche dal punto di vista sociale. I legislatori, infatti, stanno progressivamente riconoscendo l’importanza del cosiddetto lavoro di cura, introducendo strumenti di tutela specifici.
Presso l’INPS è attivo il Fondo Casalinghe e Casalinghi, una particolare forma di previdenza alla quale possono iscriversi sia uomini sia donne che svolgono attività domestiche senza vincolo di subordinazione e senza percepire alcuna retribuzione.
Si tratta di un fondo previdenziale che consente di costruire una posizione contributiva e di maturare, nel tempo, il diritto a una pensione, evitando che chi si dedica esclusivamente alla famiglia resti completamente privo di tutela previdenziale.
Il fondo casalinghe INPS, pensione e agevolazioni in materia previdenziale
Per aderire al Fondo Casalinghe e Casalinghi è sufficiente presentare apposita domanda all’INPS. Una volta accolta l’istanza, l’interessato può iniziare a versare liberamente i contributi.
I versamenti non hanno scadenze obbligatorie e possono essere effettuati in base alle proprie disponibilità economiche. Per ottenere un mese pieno di contribuzione è necessario versare almeno 25,82 euro.
Attraverso il fondo è possibile accedere a due diverse prestazioni previdenziali.
La prima è la pensione di vecchiaia, ottenibile a partire dai 57 anni di età. Purché l’importo maturato sia almeno pari a 1,2 volte l’Assegno Sociale (circa 655 euro mensili secondo le stime per il 2026). In alternativa, la pensione può essere richiesta al compimento dei 65 anni, anche se l’importo maturato è inferiore a tale soglia.
La seconda prestazione è la pensione di inabilità, richiedibile senza limiti di età, a condizione che risultino versati almeno cinque anni di contributi al fondo.
Assicurazione e corsi di formazione
Per chi svolge attività domestiche non esiste soltanto la possibilità di costruire una futura pensione.
Lo Stato, infatti, finanzia anche corsi di formazione, destinati a migliorare le competenze delle casalinghe e dei casalinghi, con particolare attenzione alle competenze digitali. I finanziamenti pubblici vengono destinati agli enti che organizzano i percorsi formativi e non costituiscono un contributo economico diretto ai partecipanti.
Un’altra importante tutela riguarda gli infortuni domestici.
Chi svolge abitualmente lavori in casa, infatti, può iscriversi all’assicurazione contro gli infortuni domestici, ottenendo una copertura assicurativa a fronte di un premio annuale di 24 euro.
In alcuni casi l’assicurazione è addirittura gratuita. L’esonero dal pagamento del premio è previsto quando il reddito personale dell’interessato non supera 4.648,11 euro annui, offrendo così una tutela anche alle persone economicamente più fragili.
