Siamo nel pieno della bella stagione e molti italiani attendono questa parte dell’anno per concedersi un periodo di vacanza e staccare con la routine quotidiana. Il 72% per Ipsos Future4Tourism prevede di partire, mentre il 13% dichiara che non lo farà e il 15% si mostra indeciso. Quello che molte famiglie non immaginano è che le spese in estate per loro aumenteranno anche restando a casa. Nella maggior parte dei casi, se ne accorgeranno a settembre, quando il conto corrente parlerà chiaramente. Un paradosso: tu pensi di risparmiare rinunciando ad una partenza, mentre alla fine sosterrai lo stesso costi superiori a quelli degli altri mesi.
Spese nascoste in estate
Com’è possibile tutto questo? E’ quella che definiremmo “inflazione comportamentale”. Il costo della vita in estate sale, non solo perché alcuni prezzi possono lievitare, ma anche perché sosteniamo spese non previste in altri periodi dell’anno. E spesso, senza neanche che ce ne accorgiamo. La causa è il tempo libero. Tra luglio e agosto, in particolare, si lavora di meno. La stragrande maggioranza degli italiani concentra le ferie proprio in questi mesi. Alcune categorie, come gli insegnanti, possono fruirne esclusivamente in questa parte dell’anno.
Cosa succede quando hai più tempo libero? Grazie anche alle giornate più lunghe, la voglia di uscire di casa è forte. E qui si commette l’errore di pensare che, se non vai da qualche parte, in fondo non stai spendendo. Le piccole spese in estate sono quelle che fregano il nostro portafogli. Dal gelato all’aperitivo con gli amici, dai sandali per scendere in spiaggia, passando per le creme solari e magari una sdraio per stare comodi, la lista è più lunga di quanto crediamo.
E cosa dire della benzina? Si gira di più in macchina e, inevitabilmente, il caro carburante grava sulle nostre tasche.
Tra condizionatore e ombrellone, costi inevitabili
E poi ci sono spese irrinunciabili, come il condizionatore in estate che salva le nostre giornate dall’afa. Così come in inverno mettiamo in conto di consumare gas per riscaldarci, lo stesso accade con il caldo. Un discorso che sta risultando quasi nuovo in alcune aree del Nord Italia, mentre nel Sud è assodato da molti anni. Ad esempio, in Sicilia circa 3 case su 4 sono dotate di condizionatori, ben sopra la media nazionale del 56% e contro appena il 6,6% in Valle d’Aosta.
Come sempre, c’è il famoso caro ombrellone a rovinare l’umore di molti vacanzieri e non. Altroconsumo e Federconsumatori hanno stimato il rincaro medio del 6% per quest’anno a un prezzo di 225 euro alla settimana per 2 lettini. Forse non è stato un caso che l’anno scorso molti lidi siano rimasti semi-vuoti, mentre il turismo ha registrato un boom altrove, specie in montagna e nelle città d’arte. Ma questo, in fondo, fa parte delle spese d’estate che preventiviamo più o meno di sostenere se partiamo o anche solo se restiamo nei pressi di casa.
Tempo libero costoso
Il discorso è un altro: anche non fare niente costa. Può risultare una novità per chi non ha studiato corsi di microeconomia, essendo già noti gli effetti dell’alternativa tra lavoro e tempo libero. Il secondo non comporta soltanto la rinuncia ad ore di retribuzione, ma anche il sostenimento diretto di spese, che in estate come in altri periodi dell’anno sfuggono spesso al nostro controllo. Chissà come mai, però, a settembre ci sentiamo tendenzialmente più poveri e chi può di noi si ributta sul lavoro per cercare di recuperare le uscite impreviste. E’ la vita, ossia la continua ricerca di un equilibrio quasi impossibile tra dovere e piacere.
giuseppe.timpone@investireoggi.it



