Si terrà venerdì 26 giugno l’asta del Tesoro per l’emissione di titoli di stato a medio-lungo termine. L’obiettivo della raccolta è stato fissato tra un minimo di 7 e un massimo di 9 miliardi di euro. Saranno quattro i bond offerti, tra cui il BTp a 5 anni e scadenza 1 giugno 2031 (ISIN: IT0005707614) per un importo compreso tra 2,5 e 3 miliardi. Le prenotazioni del pubblico saranno possibili fino alla giornata di domani, mentre gli investitori istituzionali avranno tempo fino alle ore 11.00 del venerdì stesso. Nello stesso giorno, poi, si terrà l’asta supplementare riservata agli “Specialisti in titoli di stato” e che vedrà il Tesoro offrire un importo extra fino a 600 milioni di euro per questa tranche.
BTp giugno 2031: cedola e prezzo
Il BTp giugno 2031 stacca cedola annua lorda del 3,15%. Poiché la data di regolamento per le sottoscrizioni è fissata per lunedì 1 luglio, per allora saranno trascorsi 30 giorni dallo stacco della prima cedola corta. Dunque, l’investitore dovrà versare anche un rateo passivo dello 0,25819%: 2,58 euro per un lotto minimo di 1.000 euro. Riceverà in cambio la cedola semestrale piena di 1,575% in data 1 dicembre 2026, pari a 15,75 euro lordi o 13,78 euro netti per un lotto minimo.
Il prezzo di aggiudicazione sarà fissato in asta, ma possiamo monitorare l’andamento del BTp giugno 2031 sul mercato secondario per farci un’idea. Oggi, il titolo si compra intorno a 100,35, appena sopra la pari. Bisogna spendere qualcosa in più dei 1.000 euro per un lotto minimo, cosa che riduce il rendimento a scadenza. Ieri, era al 3,09% a fine seduta. Al netto dell’imposta del 12,50%, poco più del 2,65%. L’investitore sa che deve tenere conto anche dell’imposta di bollo dello 0,20%, che riduce ogni anno ulteriormente il rendimento dei bond.
Confronto con BTp Italia Sì
Proprio nei giorni scorsi, il Tesoro ha concluso con successo il collocamento di un altro BTp a 5 anni, ma indicizzato all’inflazione italiana: il BTp Italia Sì. Da ieri, è negoziato sul Mercato obbligazionario Telematico. Offre una cedola minima dell’1,60% all’anno, per cui è sufficiente che l’inflazione media quinquennale fosse dell’1,50% per raggiungere il rendimento offerto dal bond con cedola fissa. Ricordiamo che a maggio l’inflazione italiana è salita al 3,2%. In teoria, tra le due emissioni potrebbe risultare più conveniente l’indicizzata. Tuttavia, i conti si fanno sempre alla fine e nulla è scontato da qui ai prossimi 5 anni.
Rendimento salito con l’inflazione
Il BTp giugno 2031 è stato emesso alla fine di aprile, cioè meno di un paio di mesi fa e nel mezzo delle tensioni relative alla guerra tra Stati Uniti e Iran. Alla fine di febbraio, prima che essa iniziasse, la scadenza quinquennale offriva un rendimento sotto il 2,60%. E all’apice della crisi, era arrivata ad offrire più del 3,40%. Questo significa che, malgrado l’allentamento delle tensioni, ancora oggi siamo dinnanzi a una risalita di quasi mezzo punto percentuale. E’ il prezzo che lo stato italiano deve pagare a causa delle più alte aspettative d’inflazione.

giuseppe.timpone@investireoggi.it