E’ andata anche meglio del previsto la prima emissione obbligazionaria di SpaceX, che ha riguardato un bond senior unsecured suddiviso in 5 tranche. A fronte di un’offerta iniziale fissata in 20 miliardi di dollari, l’importo è salito a 25 miliardi e attirando ordini per 89 miliardi, cioè oltre il triplo. Le scadenze erano di 5, 7, 10, 20 e 30 anni. Ad essersi occupate dell’operazione sono state Bank of America, Citigroup, JP Morgan, Goldman Sachs e Morgan Stanley.
Bond SpaceX: risultati emissione per tranche
La società aveva comunicato che i proventi raccolti saranno utilizzati per scopi aziendali generali, incluso il pagamento del prestito-ponte da 20 miliardi di dollari contratto nel marzo di quest’anno. Le agenzie internazionali hanno assegnato tutti rating “investment grade” al bond di SpaceX, cosa che ha contribuito a tenere alta la domanda. I giudizi sono BBB per S&P, BBB+ per Fitch e Baa1 per Moody’s.
Ecco l’esito dell’emissione per ciascuna tranche:
| Tranche (Scadenza) | Volume emesso | Cedola annua | Rendimento / Prezzo di emissione |
|---|---|---|---|
| 5 anni (giu 2031) | 7 miliardi $ | 5,35% | Emesso alla pari (premio di circa 1,4% sui Treasury USA) |
| 7 anni (giu 2033) | 6 miliardi $ | 5,65% | Emesso alla pari |
| 10 anni (giu 2036) | 6 miliardi $ | 5,875% | Spread di +1,40% rispetto ai Treasury USA |
| 20 anni (giu 2046) | 2,5 miliardi $ | 6,60% | Emesso alla pari |
| 30 anni (giu 2056) | 3,5 miliardi $ | 6,65% | Spread di +1,75% rispetto ai Treasury USA |
Premio medio elevato
Come potete notare, l’offerta si è concentrata sulle scadenze più brevi, che sono state anche quelle che hanno ricevuto maggiori ordini. Per attirare gli investitori, il bond di SpaceX ha dovuto offrire rendimenti più elevati rispetto alla media delle emissioni di pari rating. Si stima un premio medio in eccesso sui Treasuries nell’ordine dello 0,40%.
La cedola media ponderata è stata del 5,855%, più alta del tasso al 4,58% a cui era stato acceso il prestito-ponte di appena tre mesi fa.
Dunque, il bond di SpaceX si può considerare un successo, specie dopo i crolli patiti ieri nelle borse mondiali dal comparto dell’Intelligenza Artificiale. Gli investitori hanno confermato la loro fiducia nel progetto di Elon Musk a meno di due settimane dall’IPO con cui egli ha raccolto proventi record per quasi 86 miliardi. Restano alcune domande circa il significato di questa operazione. La società ha reso noto da pochi giorni di disporre di liquidità per 100,8 miliardi. Qual è il senso di indebitarsi sul mercato per altri 25 miliardi, quando non si ha bisogno di denaro?
Liquidità elevata per garantire gli azionisti
L’obiettivo di Musk, evidentemente, non è stato di mettere in cassa altra liquidità, bensì di preservare quella esistente man mano che saranno portati avanti i nuovi investimenti. Un segnale di fiducia per il mercato, il quale ad oggi non può confidare su bilanci in attivo. Anzi, dalla sua fondazione nel 2002 SpaceX ha accumulato perdite stimate in 41,3 miliardi. Solo Starlink per il momento riesce a produrre profitti. Ricordiamo che la società al NASDAQ capitalizza già sopra 2.000 miliardi ed è arrivata subito dopo l’IPO a superare Amazon. Il bond è debito, ma nell’immediato accresce le disponibilità di cassa e serve anche a rassicurare gli azionisti. Positivo che in concomitanza all’emissione, il titolo in borsa ieri sia salito dell’1% dopo il -16,4% accusato nella seduta di lunedì.
Bond SpaceX aumenta costo del debito
Quanto alle tranche, come abbiamo visto vanno dai 5 fino ai 30 anni. Oltre i tre quarti dell’emissione si concentra sulle scadenze fino ai 10 anni. Questo significa che il bond SpaceX mira a finanziare le esigenze a medio-lungo termine per la stragrande parte, mentre per una parte non marginale guarda ad un orizzonte temporale lunghissimo (20-30 anni). Se vogliamo, questa seconda constatazione segnala agli investitori che l’emittente è ottimista sulla profittabilità del suo business nei decenni futuri.
Infine, il costo. Non è altissimo per una società appena quotata in borsa, ma neppure basso in assoluto. SpaceX pagherà ai possessori del bond più di 1,46 miliardi di cedole ogni anno. Tanta roba per una società in perdita per 4,9 miliardi nel 2025. Anche tenendo conto dell’estinzione del prestito-ponte, essendo questi stato contratto a tassi inferiori e per un importo inferiore, persiste un aggravio netto di oltre mezzo miliardo all’anno.
giuseppe.timpone@investireoggi.it