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Oggi: 19 Giu, 2026

Pensioni a rischio, il pignoramento è più facile adesso? Ecco la verità e cosa cambia

Come funziona per davvero la novità della digitalizzazione dei pignoramenti presso i terzi delle pensioni dei debitori.
19 Giugno 2026
pignoramento pensioni
Foto © Pixabay

Grazie alla completa digitalizzazione delle procedure esecutive relative ai pignoramenti, la pensione degli italiani sarebbe ora più esposta al rischio di aggressione da parte dei creditori. È questo l’allarme che sta circolando tra milioni di pensionati, sulla base delle notizie diffuse in questi giorni sul Web.

Ma cosa cambia davvero? E quali sono le novità che hanno fatto scattare questo allarme? Prima di preoccuparsi, gridare allo scandalo o perdere il sonno, per il pensionato che ha dei debiti è bene capire con precisione di cosa si tratta.

Sulle pensioni è vero che da adesso i pignoramenti sono più facili?

Partiamo subito da un punto fondamentale: i limiti, le tutele e le salvaguardie previste per i pignoramenti delle pensioni restano pienamente in vigore.

Non sono certo venute meno con l’introduzione delle nuove procedure digitali.

Le pensioni continuano infatti a godere di specifiche protezioni. Tuttavia, è vero che la digitalizzazione rende oggi molto più semplice individuare le somme percepite dai debitori e, quindi, anche le pensioni potenzialmente aggredibili dai creditori.

Prima dell’era digitale e dell’incrocio delle banche dati, le procedure erano più lunghe, complesse e farraginose. Oggi, invece, risalire alla pensione percepita da un contribuente indebitato è molto più rapido.

La maggiore automatizzazione delle procedure favorisce quindi chi deve individuare beni o redditi da sottoporre a esecuzione forzata. Proprio il lancio di una nuova piattaforma telematica, pensata per agevolare questi passaggi, ha fatto scattare l’allerta.

Cosa cambia per davvero?

A dire il vero, dal punto di vista sostanziale cambia relativamente poco. Tuttavia, la nuova piattaforma finirà per ridurre i tempi e semplificare l’iter burocratico che, fino a oggi, rallentava le procedure di esecuzione forzata nei confronti dei pensionati debitori.

Adesso un creditore potrà ottenere in tempi più rapidi i dati relativi alla pensione percepita dal debitore, così da trasmetterli ai soggetti incaricati di avviare la procedura esecutiva.

Si tratta di informazioni fondamentali per procedere con il pignoramento presso terzi, cioè quella forma di pignoramento che coinvolge direttamente il soggetto che eroga le somme al debitore, come l’INPS nel caso delle pensioni.

Limiti, salvaguardie e vincoli ai pignoramenti delle pensioni

Dal punto di vista normativo, però, nulla cambia.

La pensione resta protetta da specifici limiti al pignoramento. Il cosiddetto minimo vitale, la quota eccedente tale limite e la regola del quinto pignorabile restano pienamente applicabili, indipendentemente dall’introduzione della nuova piattaforma.

Molto dipende dalla tipologia di pensione percepita, dal suo importo e dalla natura del debito.

Una parte della pensione, pari al doppio dell’assegno sociale, è impignorabile. Si tratta appunto del minimo vitale.

Considerando un assegno sociale pari a 546,24 euro, la soglia impignorabile è pari a 1.092,48 euro.

Solo la parte eccedente questo importo può essere aggredita, nei limiti previsti dalla legge.

Molto dipende dalla pensione, dall’importo e dalla tipologia di debito

Le percentuali di pignoramento variano in base alla natura del creditore e all’importo del debito.

Se il debito riguarda una cartella esattoriale e il creditore è quindi l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, si applicano regole specifiche:

  • per debiti fino a 2.500 euro, il pignoramento può arrivare a un decimo della parte eccedente il minimo vitale;
  • per debiti superiori a 2.500 euro e fino a 5.000 euro, si passa a un settimo dell’eccedenza;
  • per debiti di importo superiore, il pignoramento può arrivare a un quinto della parte eccedente.

Se invece i creditori sono banche, intermediari finanziari o soggetti privati, il pignoramento può arrivare fino al 20% della parte eccedente il minimo vitale.

Nel caso di assegni di mantenimento non versati al coniuge, la soglia può salire fino al 50% dell’eccedenza.

Queste sono le regole generali, che tuttavia possono essere valutate e applicate in modo diverso dai giudici, soprattutto nei casi di contenzioso.

In conclusione, la nuova piattaforma non elimina le tutele previste per i pensionati, ma rende più rapide e semplici le procedure per individuare le pensioni pignorabili. Il rischio, quindi, non nasce da nuove regole più severe, ma dalla maggiore efficienza degli strumenti a disposizione dei creditori.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.