E’ proprio il caso di dire che le azioni SpaceX stiano andando a razzo in borsa. In appena quattro sedute, hanno messo a segno un boom del 50% rispetto al prezzo dell’IPO di 135 dollari. Ieri, chiudevano le contrattazioni a 201,80 dollari dopo essere salite fino ad un massimo di 218,76 miliardi. La società di Elon Musk capitalizza ora 2.660 miliardi di dollari, più dei 1.780 miliardi iniziali e quinta a Wall Street davanti ad Amazon, dietro solamente a NVIDIA (5.020 miliardi), Alphabet (4.510 miliardi), Apple (4.400 miliardi) e testa a testa con Microsoft (2.930 miliardi).

Effetto FOMO per azioni SpaceX
Dopo l’esercizio integrale della “greenshoe”, sul mercato vi sono poco meno di 635 milioni di azioni SpaceX e sembra che non bastino per placare la fame degli investitori retail. Nelle prime due sedute di questa settimana, i loro acquisti di questo titolo avevano superato tutti gli acquisti di titoli sul mercato americano effettuati sempre dal retail. E’ quella che gli analisti definiscono FOMO, acronimo per “Fear of Missing Out”, vale a dire la “febbre dal restare esclusi”.
Tutti vogliono comprare un pezzettino della società di Musk per paura di non riuscire ad agganciare il trend.
E’ qualcosa di affascinante e rischioso allo stesso tempo. SpaceX ha chiuso il 2025 con ricavi per soli 18,7 miliardi e una perdita netta di 4,9 miliardi. A causa degli ingenti investimenti necessari, ancora non si vede alcun profitto. Al suo interno, però, la divisione Starlink traina la redditività: 11,4 miliardi di ricavi (61% del totale) e 4,4 miliardi di utile operativo, pari ad un margine del 39%. Ma il confronto con Amazon, dietro nella lista del market cap, appare impietoso. La società di Jeff Bezos ha chiuso l’ultimo esercizio con 717 miliardi di ricavi e 77,7 miliardi di utile netto.
Boom IA trascina società di Musk in borsa
Chi compra le azioni SpaceX oggi, lo fa ad un prezzo multiplo di oltre 140 volte il fatturato societario. Sta confidando nel principale target di Musk di raggiungere i 1.000 miliardi al 2030, implicando una crescita media annua superiore al 120%. Numeri spaventosi, ma c’è da dire che tutte le realtà fortemente innovative e specialmente legate all’Intelligenza Artificiale esibiscono ritmi di crescita così veloci. Molti degli investitori retail neppure sanno quale sia il business effettivo della società. Comprano semplicemente nella convinzione che il prezzo salga per rivenderlo e guadagnare.
SpaceX è diventato il riferimento globale per la potenza di calcolo al servizio dell’IA. La costellazione satellitare Al1 è stata progettata per spedire in orbita data center alimentati ad energia solare e inviare i dati sulla Terra grazie a un raggio laser. Sembra fantascienza, mentre la tecnologia sarebbe già a disposizione di Musk. Per questo le azioni in borsa volano, FOMO a parte. I grandi colossi internazionali, incluso Google, stanno stringendo partnership per accedere proprio alla potenza di calcolo di questa società. E ieri Musk ha annunciato l’acquisizione per 60 miliardi di dollari di Cursor, società che produce software di codifica con l’intento di potenziare la capacità di programmazione di SpaceX.
Borse positive con accordo USA-Iran
Nel pre-market di oggi, le azioni SpaceX già sfiorano i 206 dollari e portano la capitalizzazione sopra 2.700 miliardi. Il clima generale è improntato alla positività con il pre-accordo di pace sottoscritto tra Stati Uniti e Iran. La stessa Piazza Affari è da record sopra 52.500 punti nella mattinata di oggi. Il prezzo del Brent è sceso a 78 dollari al barile, ai minimi dall’inizio della guerra. E anche questo dato sostiene l’umore specifico degli investitori verso il comparto IA, in quanto energivoro. Un costo dell’energia più basso favorisce gli investimenti nei data center.
giuseppe.timpone@investireoggi.it