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Oggi: 18 Giu, 2026

Pensioni per le lavoratrici, tutti i vantaggi del dopo Opzione Donna

Come si sfruttano i vari vantaggi per le pensioni delle donne nonostante la chiusura definitiva di Opzione Donna.
18 Giugno 2026
pensione donne
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Per Opzione Donna l’addio appare ormai definitivo. La misura, infatti, non è stata confermata dalla Legge di Bilancio 2026 del governo Meloni e, salvo improbabili ripensamenti nella prossima manovra finanziaria, si può considerare conclusa l’esperienza di uno strumento nato nel lontano 2004 e prorogato anno dopo anno senza mai diventare strutturale.

Questo, però, non significa che siano venute meno le agevolazioni previdenziali per le lavoratrici. Al contrario, il sistema pensionistico continua a prevedere diversi vantaggi, soprattutto per le donne che hanno avuto figli.

Pensioni per le lavoratrici: tutti i vantaggi dopo Opzione Donna

Nonostante la scomparsa di Opzione Donna, le lavoratrici continuano a beneficiare di alcune misure favorevoli.

Il primo vantaggio riguarda la pensione anticipata ordinaria, introdotta dalla riforma Fornero nel 2012 in sostituzione delle vecchie pensioni di anzianità.

Si tratta di una misura che non prevede alcun requisito anagrafico e che consente l’accesso alla pensione esclusivamente sulla base della contribuzione maturata.

Nel 2026 gli uomini possono accedere alla pensione anticipata ordinaria con 42 anni e 10 mesi di contributi, mentre per le donne è previsto uno sconto di un anno. Alle lavoratrici, infatti, bastano 41 anni e 10 mesi di versamenti.

La misura è strutturale e continuerà a essere disponibile anche negli anni successivi. Tuttavia, dal 2027 entreranno in vigore gli adeguamenti legati all’aspettativa di vita:

  • 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini nel 2027;
  • 43 anni e 1 mese nel 2028.

Anche in questo caso, però, le donne continueranno a beneficiare di un requisito contributivo inferiore di un anno rispetto a quello previsto per gli uomini.

Pensione anticipata contributiva: vantaggi importanti per le madri

Anche la pensione anticipata contributiva, destinata ai cosiddetti contributivi puri, cioè a chi ha il primo contributo versato dopo il 31 dicembre 1995, prevede specifiche agevolazioni per le lavoratrici.

In questo caso il requisito contributivo resta identico per uomini e donne:

  • almeno 20 anni di contributi;
  • almeno 64 anni di età.

Il vantaggio riguarda però proprio il requisito anagrafico.

Le lavoratrici madri possono infatti ottenere uno sconto di 4 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 16 mesi per chi ha avuto quattro o più figli.

Di conseguenza, una lavoratrice con almeno quattro figli può accedere alla pensione anticipata contributiva già a 62 anni e 8 mesi.

Lo stesso meccanismo si applica anche alla pensione di vecchiaia contributiva.

In pratica:

  • con un figlio l’età si riduce a 66 anni e 8 mesi;
  • con due figli a 66 anni e 4 mesi;
  • con tre figli a 66 anni;
  • con quattro o più figli a 65 anni e 8 mesi.

Altri vantaggi per le lavoratrici

Restando nell’ambito della pensione anticipata contributiva, è importante ricordare che questa misura richiede anche il raggiungimento di un importo minimo della pensione.

Per gli uomini la soglia è pari a 3 volte l’assegno sociale.

Per le lavoratrici madri, invece, il requisito è più favorevole:

  • 2,8 volte l’assegno sociale con un figlio;
  • 2,6 volte l’assegno sociale con due o più figli.

Non cambiano invece le regole della pensione di vecchiaia contributiva. In questo caso, per uomini e donne, la pensione deve comunque raggiungere un importo almeno pari all’assegno sociale, indipendentemente dal numero di figli avuti.

Pensioni più alte per le donne: quando è possibile

Le agevolazioni per le lavoratrici non si limitano all’anticipo dell’uscita.

Le donne che hanno avuto figli possono infatti scegliere, in alternativa allo sconto sull’età pensionabile, un calcolo più favorevole della pensione.

Nel sistema contributivo, infatti, l’importo della pensione viene determinato applicando al montante contributivo i cosiddetti coefficienti di trasformazione, che aumentano al crescere dell’età di pensionamento.

Le lavoratrici possono beneficiare di coefficienti più favorevoli rispetto alla loro età effettiva.

In particolare:

  • con uno o due figli, la pensione di vecchiaia liquidata a 67 anni viene calcolata utilizzando il coefficiente previsto per i 68 anni;
  • con tre o più figli, viene applicato il coefficiente dei 69 anni.

Lo stesso vantaggio è previsto per la pensione anticipata contributiva:

  • con uno o due figli, l’assegno liquidato a 64 anni si calcola con il coefficiente dei 65 anni;
  • con tre o più figli, si utilizza il coefficiente dei 66 anni.

Si tratta di un beneficio che può tradursi in un assegno pensionistico più elevato e che rappresenta un’alternativa allo sconto sull’età pensionabile previsto per le lavoratrici madri.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.