Il decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 giugno, su proposta della presidente Giorgia Meloni e dei ministri Andrea Abodi, Guido Crosetto e Matteo Piantedosi, nasce con misure urgenti in materia di sport e grandi eventi. Dentro il provvedimento, però, trova spazio anche una novità pratica per milioni di cittadini: la carta identità cartacea non uscirà di scena in modo immediato per tutti. Il Governo ha previsto una fase transitoria per evitare blocchi nei rapporti con uffici pubblici, gestori di servizi e soggetti che richiedono un documento valido.
Carta identità cartacea, validità confermata fino alla scadenza
La regola principale stabilita dal nuovo decreto è chiara: i documenti in formato tradizionale già rilasciati restano utilizzabili fino alla loro naturale scadenza.
La precedente prospettiva indicava il superamento del vecchio formato carta di identità dal 3 agosto 2026, con sostituzione tramite carta d’identità elettronica (CIE). Ora, invece, la carta identità cartacea mantiene efficacia, salvo un limite finale fissato al 31 gennaio 2027.
Questo significa che non viene imposto un rinnovo anticipato generalizzato. Il cittadino in possesso di un documento non ancora scaduto non deve necessariamente affrettarsi a richiedere la versione elettronica solo per continuare a svolgere attività ordinarie. La misura serve soprattutto a evitare code e pressioni eccessive sugli uffici comunali, già interessati da un forte aumento delle domande in vista della precedente scadenza estiva.
Rapporti con pubblica amministrazione e servizi essenziali
Un punto rilevante riguarda i rapporti già in essere alla data del 3 agosto. Il decreto tutela i contratti e le relazioni amministrative avviate prima di quel momento, riconoscendo la validità del documento sino al termine originario previsto.
Non è quindi richiesto un aggiornamento immediato del documento per continuare a interagire con la pubblica amministrazione o con i soggetti che gestiscono servizi pubblici.
La carta identità cartacea ancora valida potrà essere usata, ad esempio, nelle pratiche con uffici pubblici, poste, banche e uffici finanziari, oltre che nelle attività legate alla ricezione di raccomandate o atti giudiziari. La finalità dichiarata è impedire che il passaggio al digitale crei ostacoli nell’accesso a prestazioni essenziali, soprattutto quando la carta elettronica non viene rilasciata in tempo utile.
La scelta risponde anche a un’esigenza sociale. Le difficoltà non riguardano tutti allo stesso modo: anziani e persone fragili possono incontrare maggiori problemi nel prenotare appuntamenti, raggiungere gli uffici o completare la procedura di rilascio. La fase transitoria intende ridurre il rischio di esclusioni pratiche.
Documento provvisorio nei casi urgenti
Il provvedimento introduce anche una soluzione temporanea per le situazioni di urgenza. Fino a tutto il 2027, i sindaci potranno rilasciare un documento d’identità provvisorio, con durata massima di sei mesi e senza possibilità di rinnovo. Tale documento avrà la funzione di coprire il periodo necessario all’emissione della carta d’identità elettronica destinata a sostituirlo.
La previsione è pensata per i casi in cui il cittadino abbia necessità immediata di identificarsi e non possa attendere i tempi ordinari della CIE. La durata limitata e il divieto di rinnovo confermano il carattere eccezionale dello strumento: non si tratta di un ritorno stabile al vecchio sistema, ma di una valvola di sicurezza per evitare vuoti documentali.
In questo quadro, la carta identità cartacea continua ad avere un ruolo solo durante il periodo di passaggio, mentre la prospettiva finale resta la diffusione della carta elettronica.
Carta identità cartacea e viaggi all’estero: cosa cambia
La proroga prevista dal decreto Sport non opera allo stesso modo per l’espatrio. Per i viaggi oltre confine resta centrale la carta d’identità elettronica, in linea con quanto richiesto dal Regolamento Ue 2025/1208, approvato nel giugno 2025. La disciplina europea incide quindi sulla possibilità di usare il vecchio formato nei contesti internazionali.
Nel decreto viene inoltre richiamato il tema dei documenti provvisori con validità fino a sei mesi, esclusi dall’obbligo europeo secondo la disciplina indicata. Resta comunque necessario distinguere tra uso interno del documento e uso per l’espatrio, perché la proroga è stata pensata principalmente per garantire continuità nei rapporti quotidiani con amministrazioni, servizi pubblici e operatori essenziali.
La carta identità cartacea non scompare, dunque, da un giorno all’altro, ma entra in una fase conclusiva regolata. Il termine generale del 31 gennaio 2027 segna il punto di arrivo del vecchio formato, mentre il periodo transitorio serve a rendere il passaggio alla CIE meno brusco e più sostenibile per cittadini e Comuni.
Riassumendo
- La carta identità cartacea resta valida fino alla scadenza, entro il 31 gennaio 2027.
- Non serve il rinnovo anticipato per i rapporti già in corso.
- Il documento vale ancora con pubbliche amministrazioni e gestori di servizi pubblici.
- Nei casi urgenti i sindaci potranno rilasciare documenti provvisori semestrali.
- Per l’espatrio resta necessaria la carta d’identità elettronica.
- La fase transitoria tutela soprattutto anziani, fragili e Comuni sotto pressione.