Il Tesoro ha appena annunciato il tasso minimo garantito per il BTp Italia Sì con scadenza 23 giugno 2031 e in emissione da lunedì 15 fino a venerdì 19 giugno, salvo chiusura anticipata (ISIN durante il collocamento: IT0005713539). Esso sarà dell’1,60% e al termine del collocamento potrà essere o confermato o rivisto soltanto al rialzo in base alle condizioni di mercato. Ricordiamo che ai sottoscrittori sarà pagato anche un premio fedeltà dello 0,6% alla scadenza, purché mantengano il titolo per l’intera durata.
Tasso garantito 1,60% per BTp Italia Sì
Il rendimento del BTp 2031 con cedola fissa si attesta attualmente in area 3,20%, per cui basterebbe un’inflazione media nel prossimo quinquennio dell’1,60% per il “breakeven”.
In altre parole, all’investitore sarà sufficiente che il tasso d’inflazione risulterà in media dimezzato rispetto al dato di maggio (3,30%) per ricevere un rendimento in linea con quanto offerto oggi dalla cedola fissa.
Le prenotazioni saranno possibili dalle ore 9.00 di lunedì sul Mercato obbligazionario Telematico di Borsa Italiana. L’investitore potrà rivolgersi alla filiale bancaria o postale in cui tiene il conto deposito titoli per impartire l’ordine. In alternativa, può limitarsi di accedere al conto corrente online, se munito delle funzioni di home banking. Il lotto minimo è stato fissato a 1.000 euro e multipli di 1.000 euro.
Come avviene il pagamento della cedola? Ogni sei mesi, il Tesoro verserà all’investitore un importo pari alla somma tra tasso garantito di 0,80% (metà dell’1,60% annuo) e inflazione del periodo. Questa risulterà dalla variazione dell’indice FOI ex tabacchi in termini percentuali. Se il valore a fine semestre risultasse pari o inferiore di quello iniziale, la cedola sarà composta dal solo tasso fisso. Non ci sarà alcun recupero ai danni dell’obbligazionista per i pagamenti successivi, contrariamente a quanto accade con il classico BTp Italia.
Stimando una possibile inflazione semestrale dell’1%, la prima cedola di dicembre risulterebbe all’incirca dell’1,80% lordo, pari a 1,55-1,60% netto.
Bond indicizzato a guerra conclusa
Da notare che l’emissione di questo bond retail arriva a 100 giorni dal precedente collocamento del BTp Valore marzo 2032. Allora, coincise con l’inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran, mentre adesso sta arrivando contestualmente alla sua fine. E questa può sembrare una storia quasi paradossale. Ad inizio marzo, il boom di petrolio e gas preannunciarono la ripresa dell’inflazione e nel frattempo il Tesoro si ritrovò a chiedere alle famiglie di investire in un titolo con cedole fisse, pur crescenti. Al contrario, offre ora un indicizzato quando il rischio di un’esplosione dei prezzi al consumo (si spera) stia riducendosi con lo sgonfiamento dell’energia sui mercati.
giuseppe.timpone@investireoggi.it