Mancano due giorni alla comunicazione ufficiale del Tesoro circa il tasso minimo garantito per il BTp Italia Sì. Il collocamento si terrà da lunedì 15 a venerdì 19 giugno, salvo chiusura anticipata. Sappiamo che riguarda un bond indicizzato all’indice FOI ex tabacchi con scadenza in data 23 giugno 2031, per cui presenta una durata iniziale di 5 anni. Previsto un premio fedeltà dello 0,6% per i sottoscrittori che manterranno il titolo in portafoglio fino all’ultimo giorno. La cedola semestrale sarà esitata dalla semplice somma tra metà del tasso minimo annuale e incremento dei prezzi al consumo rilevato dal suddetto indice. In ciò si differenzia dal classico BTp Italia, che presenta una maggiore difficoltà di calcolo.
BTp Italia Sì: tutela anche dalla deflazione
E sempre a differenza della serie ordinaria, non ci sarà alcuna sessione riservata agli investitori istituzionali. Un’altra novità positiva per il risparmiatore riguarda la tutela del capitale nel caso di deflazione in un dato semestre. Esso non sarà intaccato, in quanto il Tesoro pagherà il tasso minimo e non tratterrà la differenza al pagamento successivo.
Tasso minimo garantito: previsione alla vigilia
Quale tasso minimo garantito dovremmo attenderci per il BTp Italia Sì? La sua fissazione non avviene a casaccio, ma riflette le aspettative d’inflazione. In pratica, il Tesoro deve considerare che l’investitore può benissimo comprare un suo bond con cedola fissa in scadenza nel 2031. Per questo dovrà offrirli una cedola annuale almeno pari al rendimento nominale che percepirebbe comprando oggi il titolo alternativo. La differenza la farà proprio l’inflazione italiana o meglio il confronto tra il suo andamento futuro effettivo e le attuali previsioni del mercato.
Queste ultime puntano tutte su un’inflazione italiana intorno al 2% per la media dei prossimi 5 anni. E sappiamo che ieri il BTp 2031 con cedola fissa 3,45% (ISIN: IT0005595803) rendeva il 3,25%. Questo significa che per l’investitore sarebbe oggi indifferente puntare su questo bond o sul bond indicizzato, a patto che il secondo offra un tasso reale dell’1,25%. Infatti, la somma tra 2% (inflazione attesa) e tasso minimo garantito (1,25%) fa 3,25%, ossia l’esatto rendimento del bond con cedola fissa.
Stima su indice FOI iniziale
Alle attuali condizioni di mercato, il Tesoro dovrebbe fissare il tasso minimo garantito per il BTp Italia Sì proprio all’1,25%. Può cercare di ingolosire il mercato retail con un tasso più alto, magari fissandolo a 1,40%. Sarebbe un piccolo premio, che andrebbe a sommarsi a quello finale per i sottoscrittori cassettisti. C’è anche l’incognita dell’indice FOI di inizio semestre. Tecnicamente, esso viene fissato in base al suo valore di due mesi prima esatti. Nel nostro caso, al 23 aprile 2026. Il valore mensile è stato già comunicato a 102,50, mentre quello del giorno specifico deve essere ancora reso noto.
Ci aspettiamo che sia intorno a 102,40. Andrà a confrontarsi con il valore dell’indice FOI di 6 mesi più tardi, cioè al 23 ottobre prossimo. E stando alle previsioni ISTAT per un’inflazione media al 2,9% per l’intero 2026, stimiamo che esso possa salire per allora a 103,50-104.
Se così, al tasso minimo garantito e supposto in area 0,65% (semestrale) si sommerebbe una indicizzazione in media di 1,3% per una prima cedola semestrale del 2% in pagamento a dicembre.
giuseppe.timpone@investireoggi.it