Una novità molto importante sul fronte pensioni, ormai praticamente confermata dal governo e con elevate possibilità di diventare effettiva, riguarda l’estensione della possibilità di uscita dal lavoro a partire dai 60 anni anche nel triennio 2027-2029.
Parliamo della conferma del vantaggio dei 7 anni di anticipo previsto dall’Isopensione, introdotto nel 2018 e in scadenza il 31 dicembre 2026. Una misura che, sulla carta, avrebbe dovuto tornare alle regole originarie, cioè ai quattro anni di anticipo previsti al momento della sua nascita nel 2013 e rimasti in vigore fino al 2017.
Il governo, invece, sembra intenzionato a prorogare per altri tre anni il vantaggio esteso. Una conferma che appare molto probabile, anche perché si tratta di una misura completamente a carico delle aziende: lo Stato, infatti, non sostiene alcun costo diretto per favorire questi pensionamenti anticipati.
La notizia ha suscitato grande interesse ma anche diversi dubbi, soprattutto riguardo al possibile aumento dei requisiti per la pensione di vecchiaia e per quella anticipata dal 2027. Un incremento che, inevitabilmente, avrebbe effetti anche sull’Isopensione.
“Buongiorno, sono un lavoratore che nel 2027 compirà 60 anni. Ho letto con interesse alcuni vostri articoli sull’Isopensione e vorrei capire se nel 2027 sarà ancora possibile sfruttare questa misura. Lo chiedo perché l’azienda in cui lavoro parla già da inizio anno della possibilità di attivare questo progetto. Ho anche parlato con il mio rappresentante sindacale, che mi ha confermato come sia possibile che nel 2027 venga avviata l’Isopensione nella nostra azienda. Mi chiedevo però se i miei 60 anni di età sarebbero sufficienti oppure se cambieranno i requisiti per questa misura. Grazie.”
Pensioni 2027 a partire dai 60 anni e un mese di età? Ecco le novità sugli scivoli
L’Isopensione non è altro che un grande incentivo all’esodo.
Uno strumento che le aziende con almeno 15 dipendenti possono utilizzare fin dall’entrata in vigore della riforma Fornero.
Si tratta di una misura utile soprattutto alle aziende interessate a una riorganizzazione produttiva con riduzione del personale, perché consente di accompagnare alla pensione i lavoratori più vicini alla quiescenza, evitando così il ricorso a licenziamenti diretti, spesso molto più problematici sul piano sociale e sindacale.
Come detto, l’Isopensione nacque con la riforma Fornero per consentire il prepensionamento dei dipendenti delle aziende con almeno 15 addetti che si trovavano a non più di quattro anni dalla pensione anticipata o dalla pensione di vecchiaia.
Nel 2018, però, la misura venne potenziata: il margine di anticipo passò da quattro a sette anni. In pratica, grazie all’Isopensione, nel 2026 sarà possibile andare in pensione già a partire dai 60 anni di età.
Oppure una volta raggiunti 35 anni e 10 mesi di contributi. In sostanza, potranno uscire dal lavoro coloro che si trovano a sette anni di distanza dalle ordinarie soglie pensionistiche.
Ecco le modifiche all’Isopensione a partire dal 2027
Secondo le indicazioni del governo Meloni, il vantaggio dei 7 anni di anticipo dovrebbe restare in vigore anche nel 2027. E continuare così fino al 2029.
Come sempre, però, non può essere il lavoratore ad avviare il procedimento.
È infatti l’azienda che deve chiedere all’INPS l’attivazione della misura.
Prima, tuttavia, la stessa azienda deve confrontarsi con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative al proprio interno. Ciò, dal momento che è necessario sottoscrivere un accordo contenente anche l’indicazione dei lavoratori interessati dal prepensionamento.
I sette anni di anticipo, però, dal 2027 non saranno più calcolati sulle regole attuali. Se infatti dovessero aumentare sia l’età pensionabile sia i requisiti contributivi per la pensione anticipata, slitterebbe automaticamente anche l’accesso all’Isopensione.
Se, per esempio, l’età pensionabile dovesse salire a 67 anni e un mese nel 2027, poi a 67 anni e 3 mesi nel 2028 e infine a 67 anni e 5 o 6 mesi nel 2029, è evidente che anche i lavoratori interessati all’Isopensione dovrebbero tenere conto di questi incrementi.
Ipotizzando, in attesa delle conferme ufficiali, che tali aumenti vengano effettivamente applicati, nel 2027 potrebbero accedere al prepensionamento con Isopensione i lavoratori con almeno 60 anni e un mese di età. E il requisito continuerebbe poi a crescere gradualmente nel 2028 e nel 2029, seguendo l’adeguamento dei requisiti pensionistici legati alle aspettative di vita.
