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Scadenza imposte 2026: saldo, acconto e rate

La scadenza imposte nel 2026 impone attenzione a date, acconti e rate: ecco cosa sapere per evitare errori nei versamenti.
17 Aprile 2026
scadenza imposte 2026
Foto © Investireoggi

Quando si presenta la dichiarazione dei redditi, le somme dovute non riguardano solo l’anno già chiuso, ma anche quello in corso. Questo meccanismo vale per l’Irpef, per la cedolare secca e per le altre imposte che nascono dal modello dichiarativo, comprese le imposte sostitutive.

In pratica, il pagamento si divide tra saldo, riferito al periodo d’imposta oggetto della dichiarazione, e acconto, riferito all’anno in corso. Proprio da questo schema dipende la scadenza imposte nel 2026, tema centrale per contribuenti, lavoratori e pensionati.

Scadenza imposte nel 2026: come funzionano saldo e acconto

Le somme dovute in dichiarazione si pagano in due momenti diversi.

Da una parte c’è il saldo, che chiude i conti dell’anno d’imposta precedente; dall’altra c’è l’acconto per l’anno in corso. L’acconto non è sempre uguale nella forma: può essere versato in un’unica soluzione oppure diviso in due quote, cioè primo e secondo acconto. La distinzione dipende dall’importo riportato nel rigo “Differenza” del modello dichiarativo.

Per il 2026, il calendario segue le regole ordinarie. Il saldo 2025 e il primo acconto 2026 devono essere pagati entro il 30 giugno 2026. È comunque ammesso il versamento nei 30 giorni successivi, applicando però una maggiorazione dello 0,40%. Il secondo acconto, oppure l’acconto in unica soluzione, deve invece essere pagato entro il 30 novembre 2026. Questa è la regola base sulla scadenza imposte nel 2026, salvo i casi in cui il pagamento avvenga tramite trattenuta diretta (come vedremo a seguire).

Le date da segnare per i versamenti del 2026

Dunque, le scadenze da ricordare sono due. La prima riguarda saldo 2025 e primo acconto 2026: il termine ordinario è il 30 giugno 2026.

Se il pagamento non viene effettuato entro quella data, resta possibile versare entro il 30 luglio, ma con la citata maggiorazione dello 0,40%. La seconda data da segnare è il 30 novembre 2026, giorno entro il quale deve essere versato il secondo acconto o l’acconto unico.

Questa impostazione vale per le imposte risultanti dalla dichiarazione, quindi non solo per l’Irpef, ma anche per cedolare secca e tributi sostitutivi collegati al modello Redditi.

Diverso è il caso di chi presenta il Modello 730/2026 con indicazione del sostituto d’imposta. In questa situazione non si applicano i versamenti con le ordinarie scadenze tramite pagamento diretto, perché gli importi dovuti vengono trattenuti in busta paga o sul cedolino pensione. Per saldo e primo acconto, la trattenuta parte da luglio 2026 per i lavoratori dipendenti, mentre per i pensionati avviene da agosto o settembre 2026. Il secondo o unico acconto 2026 viene, invece, trattenuto sulla retribuzione o sulla pensione del mese di novembre. Anche sotto questo profilo, la scadenza imposte nel 2026 cambia nella modalità pratica, pur restando fermo il periodo di riferimento.

Rateizzazione: quando è ammessa e quali limiti ci sono

Il sistema consente di diluire il pagamento del saldo e del primo acconto. Tutti i contribuenti, con o senza partita Iva, possono scegliere la rateizzazione, fino a un numero massimo di rate che arrivi a dicembre. Le rate successive alla prima scadono al giorno 16 di ciascun mese.

Su ogni rata dopo la prima si applicano gli interessi. Inoltre, se la scadenza cade di sabato, domenica o in un giorno festivo, il pagamento slitta al primo giorno lavorativo successivo. Resta poi la particolarità del mese di agosto: la scadenza del 16 agosto può essere rinviata al 20 agosto per effetto della sospensione feriale.

C’è anche un altro elemento da considerare. Se il pagamento inizia dal 30 luglio, prima di procedere alla rateazione occorre aumentare l’importo dovuto dello 0,40%. Si tratta di un passaggio importante per evitare errori nel calcolo delle somme complessive. In questo senso, la scadenza imposte nel 2026 non riguarda solo la data finale, ma anche il corretto importo da versare in caso di differimento.

La rateizzazione può riguardare sia il saldo sia il primo acconto, oppure soltanto uno dei due. Il contribuente mantiene, quindi, una certa libertà organizzativa. Non può, invece, essere rateizzato il secondo acconto, o l’acconto unico, in scadenza a novembre.

Scadenza imposte nel 2026: i casi particolari da non trascurare

Per gestire correttamente la scadenza imposte nel 2026 occorre, dunque, distinguere tra pagamento diretto e trattenuta tramite sostituto d’imposta, tra termine ordinario e termine con maggiorazione, e tra somme rateizzabili e somme da pagare in unica soluzione. In sintesi, saldo 2025 e primo acconto 2026 scadono il 30 giugno 2026, con possibilità di versare nei 30 giorni successivi con aumento dello 0,40%; secondo o unico acconto 2026 scade invece il 30 novembre 2026.

Chi utilizza il 730/2026 con sostituto d’imposta non segue queste scadenze con pagamento autonomo, perché le somme vengono trattenute direttamente su stipendio o pensione. Per tutti gli altri resta possibile suddividere saldo e primo acconto in rate mensili, entro novembre, con interessi sulle rate successive alla prima. Il secondo acconto resta escluso dalla dilazione. Conoscere bene la scadenza imposte nel 2026 permette quindi di evitare errori, ritardi e maggiorazioni non necessarie.

Riassumendo

  • Scadenza imposte nel 2026: saldo 2025 e primo acconto entro il 30 giugno.
  • Pagamento possibile entro 30 giorni in più con maggiorazione dello 0,40%.
  • Secondo o unico acconto 2026 da versare entro il 30 novembre.
  • Con 730 e sostituto, trattenute dirette su stipendio o pensione.
  • Saldo e primo acconto possono essere rateizzati fino a novembre.
  • Il secondo acconto di novembre non può essere pagato a rate.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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