Il Tesoro torna a rifinanziarsi sui mercati nella giornata di domani con una ricca asta di Bot a 3 e 12 mesi. L’obiettivo della raccolta è stato fissato in 10 miliardi di euro, a cui si sommerà fino ad un altro miliardo con l’asta supplementare di giorno 10 aprile. Il totale potrà arrivare, quindi, a 11 miliardi contro Bot annuali in scadenza per soli 7,7 miliardi. Numeri, che probabilmente riflettono il fabbisogno di liquidità in questa fase atteso dal governo per fronteggiare misure emergenziali legate al caro energia. La buona notizia è arrivata nelle scorse ore con la tregua siglata da USA e Iran per due settimane.
Petrolio e gas in picchiata e borse in forte rialzo.
Asta Bot 12 mesi
Dicevamo che l’asta prevede l’emissione di un Bot a 12 mesi per 7,5 miliardi (ISIN: IT0005704447) con scadenza in data 14 aprile 2027. Poiché la data di regolamento per entrambe le tranche è fissata per il prossimo 14 aprile, la durata esatta di questo titolo sarà di 365 giorni. A quale prezzo potrebbe essere collocato sul mercato? La scorsa operazione di marzo esitò un rendimento del 2,373% con prezzo di aggiudicazione di 97,658 centesimi. Una netta risalita dal 2,068% di febbraio, cioè prima della guerra in Iran.
Monitorando l’andamento del tratto corto della curva in queste ore, notiamo che la scadenza annuale offre intorno al 2,55%. Può sembrare un paradosso, ma il Tesoro domani è probabile che venderà i suoi titoli a prezzi inferiori (e rendimenti maggiori) di un mese fa. Non perché la tregua non stia avendo effetti sulle negoziazioni, anzi. Il fatto è che ieri il rendimento annuale sfiorava il 2,75%. Dunque, rispetto all’ultima asta di marzo il Bot a 12 mesi era continuato a salire di rendimento insieme alle preoccupazioni per il conflitto.
Tranche a 3 mesi
Quanto alla tranche a 3 mesi, l’emissione sarà di 2,5 miliardi (ISIN: IT0005704454). Scadenza fissata per il 14 luglio 2026, per cui la durata risulta di 91 giorni. Nei mesi scorsi non ci sono state emissioni di questa durata. C’è stato un semestrale a fine marzo e che ha esitato il 2,482% dal 2,038% di febbraio, quando si era trattato, tuttavia, di una ulteriore tranche con durata residua di 5 mesi. In queste ore, il rendimento per questo tratto della curva viaggia tra 2,10% e 2,15%.
Grosso modo, ci attendiamo che il prezzo di aggiudicazione di questa tranche più corta si attesti poco sotto i 99,50 centesimi. Tradotto: investo circa 995 euro per comprare un lotto minimo di 1.000 euro nominali e dopo un trimestre ottengo un rendimento attorno allo 0,50%, che fa più del 2,10% annualizzato.
Rendimenti corti sotto pressione
La parte breve della curva resterà sotto pressione ancora per diverso tempo, anche con la tregua. Il mercato sconta un paio di rialzi ai tassi di interesse nell’Eurozona entro fine anno. E sebbene il rischio di inflazione sia parzialmente venuto meno in queste ore, difficile che scompaia e che la Banca Centrale Europea non prenda provvedimenti. Ciò sostiene i rendimenti dei Bot in asta, direttamente influenzati dalle decisioni di politica monetaria.
Una buona occasione per chi vuole impiegare la liquidità per poco tempo, anziché lasciarla infruttifera su un qualche conto bancario.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
