Già in precedenza il Ministero del Lavoro aveva fornito chiarimenti, ma ora tutto viene ufficializzato con la circolare INPS n. 41 del 3 aprile. Alla luce di questo documento, la riforma Fornero fa decisamente meno paura. Il fenomeno degli esodati, almeno secondo quanto emerge, non dovrebbe più ripresentarsi.
Gli aumenti legati alle aspettative di vita saranno infatti assorbiti attraverso un allungamento dei trattamenti di accompagnamento alla pensione. In sostanza, se da un lato le pensioni si allontanano, dall’altro si allungano i prepensionamenti, evitando così che i lavoratori restino senza reddito.
Il caso dei nuovi esodati è subito smontato
Negli ultimi mesi, diversi critici – tra cui i sindacati – avevano lanciato l’allarme.
Con l’aumento dei requisiti pensionistici, si rischiava la nascita di nuovi esodati.
Il timore nasceva dal fatto che lo slittamento in avanti dell’età pensionabile e dei requisiti contributivi avrebbe potuto creare un vuoto tra la fine dei prepensionamenti aziendali e l’accesso effettivo alla pensione.
Strumenti come i contratti di espansione o l’Isopensione, infatti, sono a carico delle aziende e prevedono un accompagnamento fino a una determinata età (tipicamente i 67 anni). Con l’aumento dei requisiti – un mese in più dal 2027 e tre mesi in più dal 2028 – si temeva che i lavoratori potessero trovarsi senza copertura economica per quel periodo aggiuntivo.
In pratica, si ipotizzava una sorta di “finestra vuota” tra la fine del prepensionamento e l’effettivo accesso alla pensione di vecchiaia.
Tuttavia, come chiarito dall’INPS, questo scenario non si verificherà: gli adeguamenti non lasceranno i lavoratori senza tutela.
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La soluzione individuata è chiara.
Gli assegni ponte che accompagnano i lavoratori alla pensione saranno prolungati per coprire gli aumenti dei requisiti legati alla speranza di vita.
In altre parole, i mesi aggiuntivi richiesti per accedere alla pensione saranno compensati da un corrispondente allungamento dei trattamenti di prepensionamento.
Questo meccanismo elimina il rischio di nuovi esodati e garantisce la continuità del reddito fino al momento dell’effettivo pensionamento.
La circolare INPS n. 41 rappresenta quindi un punto fermo. Quanto stabilito è destinato ad applicarsi sia a chi accederà ora agli strumenti di prepensionamento, sia a coloro che ne stanno già beneficiando.
L’aspetto più rilevante è proprio questo: la tutela non riguarda solo i nuovi casi. Ma anche chi è già uscito dal lavoro con assegni di esodo, assicurando a tutti una copertura completa fino alla pensione.