La rottamazione delle cartelle esattoriali torna al centro dell’attenzione con l’introduzione della rottamazione quinquies prevista dalla Legge di Bilancio 2026. La misura permette ai contribuenti di estinguere i debiti con il Fisco pagando solo una parte dell’importo dovuto.
Ma aderire conviene sempre? Nel report InvestireOggi analizziamo quando la rottamazione porta davvero a un risparmio e quando invece il rischio è perdere i benefici.
Come funziona la rottamazione delle cartelle
La definizione agevolata consente di pagare il debito eliminando alcune componenti accessorie.
In particolare vengono cancellati:
- sanzioni
- interessi di mora
- aggio di riscossione
Restano invece da pagare:
- il capitale originario
- le spese di notifica
- gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo
Questo meccanismo può ridurre anche del 30-50% l’importo complessivo della cartella nei casi in cui le sanzioni e gli interessi siano elevati.
Simulazione: quanto si può risparmiare
| Debito originario | Importo con sanzioni e interessi | Importo con rottamazione | Risparmio |
|---|---|---|---|
| 3.000 € | 4.200 € | 3.050 € | 1.150 € |
| 6.000 € | 8.700 € | 6.100 € | 2.600 € |
| 12.000 € | 17.000 € | 12.200 € | 4.800 € |
Il vantaggio cresce soprattutto quando la cartella è vecchia e ha accumulato molti interessi.
Le scadenze principali della rottamazione quinquies
La nuova sanatoria segue un calendario preciso:
- 30 aprile 2026: scadenza per presentare la domanda
- 30 giugno 2026: comunicazione dell’importo da pagare da parte dell’Agenzia Entrate Riscossione
- 31 luglio 2026: prima rata o pagamento in unica soluzione
È possibile scegliere un pagamento rateale fino a 54 rate distribuite in circa 9 anni.
Il rischio decadenza: quando si perdono i benefici
Uno dei punti più importanti riguarda la decadenza dalla rottamazione.
Il contribuente perde i benefici se:
- non paga la rata unica entro la scadenza prevista
- salta o paga in ritardo due rate anche non consecutive
- non versa l’ultima rata del piano
In questi casi la definizione agevolata diventa inefficace e i pagamenti effettuati restano semplici acconti sul debito totale, che torna comprensivo di sanzioni e interessi.
Chi può aderire e chi resta escluso
La rottamazione quinquies riguarda i carichi affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
Un punto importante riguarda chi aveva aderito alla precedente rottamazione quater:
- chi è in regola con i pagamenti non può trasferire quei debiti nella quinquies
- chi è decaduto dal piano precedente può invece accedere alla nuova definizione agevolata
La misura quindi offre una seconda possibilità soprattutto a chi non è riuscito a rispettare le rate della precedente sanatoria.
Quando conviene davvero aderire
Dalla nostra analisi emergono tre situazioni in cui la rottamazione è più conveniente:
- cartelle molto vecchie con interessi elevati
- debiti con sanzioni rilevanti
- necessità di rateizzare su un periodo molto lungo
Conviene meno invece quando la cartella è recente e la parte principale del debito è rappresentata dal capitale.
La rottamazione delle cartelle esattoriali rappresenta una possibilità concreta per ridurre il debito fiscale, ma non è automaticamente la soluzione migliore per tutti.
La convenienza dipende da tre fattori: età della cartella, peso di sanzioni e interessi e capacità di rispettare le scadenze del piano di pagamento.