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Assegno unico 2026, nuovi importi e accrediti in arrivo: le date da segnare per marzo

A marzo tornano i pagamenti dell’assegno unico: nuove date, importi aggiornati e Isee 2026 possono cambiare le somme per molte famiglie.
10 Marzo 2026
assegno unico pagamento
Foto © Investireoggi

Nel mese di marzo tornano gli accrediti dell’assegno unico destinato alle famiglie con figli a carico. Come avviene ogni anno, questo periodo rappresenta anche un momento di aggiornamento per gli importi del contributo, perché entrano in vigore i nuovi valori calcolati sulla base dell’Isee 2026 e dell’adeguamento all’inflazione. Ricordiamo che l’assegno unico va da marzo a febbraio dell’anno dopo.

L’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) provvederà ai pagamenti nella seconda metà del mese. Tuttavia, non tutte le famiglie riceveranno l’accredito negli stessi giorni: la data varia, infatti, in base alla situazione della domanda e all’eventuale aggiornamento dei dati del nucleo familiare.

Assegno unico: le date dei pagamenti di marzo 2026

Per chi percepiva già l’assegno unico nei mesi precedenti e non ha comunicato modifiche alla composizione del nucleo familiare, il pagamento dovrebbe arrivare tra il 19 e il 20 marzo 2026. In questi casi il calendario segue lo schema abituale utilizzato dall’Inps per questa prestazione.

La situazione cambia, invece, per chi ha presentato la domanda più di recente. Le famiglie che hanno fatto domanda soltanto nel mese di febbraio, oppure che hanno segnalato variazioni riguardanti il numero dei componenti o altri dati anagrafici, potrebbero ricevere il pagamento con qualche giorno di ritardo.

In queste circostanze l’Istituto deve ricalcolare il beneficio, verificando le informazioni comunicate all’Agenzia delle Entrate e i dati presenti nelle banche dati pubbliche. Per questo motivo l’accredito potrebbe arrivare anche verso la fine del mese, ma comunque entro il 31 marzo.

Rivalutazione degli importi e inflazione

Il mese di marzo rappresenta anche il primo momento del 2026 in cui entrano in vigore i nuovi importi aggiornati del sostegno per le famiglie.

L’Inps ha, infatti, applicato la rivalutazione annuale prevista dalla normativa che disciplina la misura, cioè il D. Lgs. n. 230/2021, che ha istituito il contributo universale per i figli.

L’aggiornamento è stato calcolato utilizzando i dati sull’inflazione del 2025 pubblicati dall’Istat. In base a queste rilevazioni, tutte le somme riconosciute sono aumentate dell’1,4%.

L’obiettivo dell’adeguamento è evitare che il valore reale del contributo si riduca a causa dell’aumento dei prezzi. In altre parole, la rivalutazione consente all’assegno unico di mantenere nel tempo lo stesso potere d’acquisto per le famiglie beneficiarie.

L’incremento riguarda tutte le fasce di reddito e tutte le tipologie di nuclei familiari, ma l’importo finale dipende sempre dall’indicatore della situazione economica equivalente.

Il ruolo dell’Isee 2026 nel calcolo del beneficio

Oltre alla rivalutazione, da marzo entra in vigore anche la Dsu relativa all’Isee 2026, che fotografa la situazione economica aggiornata delle famiglie. Questo indicatore ha un ruolo decisivo nel determinare l’importo dell’assegno unico. L’importo dell’assegno unico è legato al valore ISEE del nucleo familiare: Il meccanismo è semplice:

  • con Isee più basso si riceve un contributo più elevato;
  • con Isee più alto l’importo riconosciuto diminuisce.

Tra le novità ISEE previste per il 2026 vi sono anche alcune esclusioni nel calcolo del patrimonio.

In particolare:

  • la prima casa non viene considerata fino a un valore catastale di 91.500 euro;
  • è rafforzata la c.d. scala di equivalenza utilizzata per il calcolo.

Queste modifiche incidono sul livello dell’indicatore economico e, quindi, sull’importo finale dell’assegno unico riconosciuto dall’Inps.

Assegno unico: cosa succede senza Isee aggiornato

Per ottenere il calcolo corretto del contributo era necessario presentare la Dsu entro il 28 febbraio 2026. In mancanza di questo documento l’Inps non dispone delle informazioni economiche aggiornate e applica automaticamente gli importi minimi previsti dalla normativa. In assenza dell’Isee valido, l’assegno unico viene quindi riconosciuto con le seguenti cifre:

  • 58,30 euro al mese per ogni figlio minorenne;
  • 29,10 euro per ogni figlio maggiorenne fino a 21 anni.

Questo non significa che tali importi rimarranno invariati per tutto l’anno. La normativa consente, infatti, di presentare la dichiarazione anche successivamente alla scadenza. Chi non ha inviato la Dsu entro febbraio può comunque regolarizzare la propria posizione fino al 30 giugno 2026. Dopo la presentazione del nuovo Isee, l’Inps ricalcolerà l’assegno unico sulla base della reale situazione economica del nucleo familiare (saranno conguagliati anche gli arretrati da marzo).

Gli importi corretti verranno, quindi, applicati nei mesi successivi, adeguando il sostegno spettante alle condizioni reddituali effettive. In questo modo il sistema dell’assegno unico continua a garantire un aiuto proporzionato alle risorse delle famiglie con figli a carico. Per chi invece non aggiorna l’ISEE entro il 30 giugno 2026, si perderanno gli arretrati e l’INPS pagherà l’importo minimo fino a quando non sarà aggiornato l’ISEE.

Riassumendo

  • Assegno unico in pagamento a marzo 2026 con nuove date e importi aggiornati.
  • Accrediti previsti tra 19 e 20 marzo per chi già riceveva il beneficio.
  • Nuove domande o variazioni familiari possono far slittare il pagamento fino al 31 marzo.
  • Importi rivalutati dell’1,4% secondo inflazione 2025 comunicata dall’Istat.
  • Isee 2026 determina l’importo: indicatore più basso significa contributo più alto.
  • Senza Isee entro 28 febbraio si ricevono importi minimi fino alla nuova Dsu.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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