Dal 1° marzo 2026 la riforma dell’accertamento della condizione di disabilità entra in una nuova fase di sperimentazione, con l’estensione a 40 ulteriori province. Il percorso nasce dal D. Lgs. 62/2024 e punta a un obiettivo chiaro: dal 1° gennaio 2027 l’INPS gestirà l’accertamento in via esclusiva, superando il modello precedente e rendendo più uniforme la procedura sul territorio.
In questa fase assume un ruolo centrale il certificato medico introduttivo, cioè il documento che avvia la valutazione di base. La compilazione e l’invio avvengono solo online, tramite il servizio INPS dedicato “Certificato medico introduttivo – Invalidità civile”, dove sono disponibili anche materiali di supporto.
In altre parole, la prima “porta” del procedimento è il certificato, e la sua correttezza diventa decisiva per evitare blocchi o richieste di integrazione.
Nel quadro operativo, i medici certificatori sono chiamati a muoversi con attenzione su due piani: quello sanitario (completezza clinica e coerenza dei dati) e quello amministrativo (abilitazione, strumenti digitali e requisiti dichiarativi). Anche per i medici certificatori già abituati a procedure telematiche, la nuova sperimentazione richiede di verificare che profilo e abilitazioni siano corretti rispetto ai territori coinvolti.
Chi può rilasciare il certificato e quali territori sono coinvolti
Il certificato medico introduttivo può essere rilasciato da diverse figure professionali. Tra queste rientrano: medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali del SSN, medici ospedalieri, medici operanti in strutture private accreditate e medici in quiescenza iscritti all’albo. La logica è ampliare il perimetro dei professionisti abilitati, mantenendo però regole uniformi per l’accesso al servizio e per la tracciabilità dell’invio.
Sul piano territoriale, la riforma viene testata progressivamente.
Dal 1° marzo 2026 parte la terza fase della riforma disabilità con l’allargamento a 40 province che serve a “stressare” il sistema prima dell’avvio generalizzato. Fa eccezione la Provincia autonoma di Bolzano, esclusa dalle nuove modalità perché l’INPS, in quel contesto, non è coinvolto nella gestione dell’accertamento della disabilità. È un dettaglio importante: la sperimentazione non è identica ovunque e la verifica del territorio di competenza resta un passaggio essenziale.
Profilazione INPS e modulo AP110: cosa prevede il messaggio 639/2026
Le indicazioni operative per l’abilitazione e la profilazione dei medici certificatori derivano dal Messaggio INPS 23 febbraio 2026, n. 639. In sintesi, viene distinta la posizione di chi accede per la prima volta e quella di chi è già abilitato.
Per i professionisti che si profilano la prima volta, è previsto l’invio del modulo “AP110” (in formato PDF editabile) tramite PEC alla struttura INPS competente per territorio. L’uso della PEC è coerente con l’esigenza di identificazione certa e con l’archiviazione formale della richiesta.
Per chi risulta già abilitato, la procedura è più snella: il profilo esistente può essere utilizzato anche nei nuovi territori inclusi nella sperimentazione, senza ripetere da zero l’iter. In questo passaggio i medici certificatori devono comunque controllare che le credenziali e l’abilitazione siano operative e coerenti con l’attività svolta. Inoltre, per i medici certificatori che operano in modalità non dipendente dal SSN (ad esempio liberi professionisti o medici in quiescenza) si aggiunge un pacchetto di requisiti specifici legati a formazione e strumenti digitali.
Requisiti aggiuntivi e assistenza: medici certificatori e strumenti digitali
Per i professionisti non dipendenti SSN, oltre alla profilazione, è richiesta una dichiarazione di responsabilità che attesti la realizzazione, o l’avvio di realizzazione, del dossier formativo di gruppo FNOMCeO relativo al triennio 2023-2025. A questo si affianca il possesso della firma digitale, ormai elemento chiave per garantire integrità e validità delle trasmissioni.
Questo passaggio evidenzia l’impostazione della riforma: non basta conoscere la parte clinica, serve anche un set minimo di requisiti organizzativi e digitali. L’obiettivo è rendere il flusso più rapido e controllabile, riducendo difformità tra territori e tra canali.
Per dubbi tecnici o procedurali è disponibile un contatto dedicato: sperimentazionedisabilita@inps.it. In un contesto di sperimentazione, il canale di assistenza diventa utile soprattutto quando emergono problemi di accesso, profilazione o trasmissione del certificato.
In prospettiva 2027, l’attenzione ai dettagli (profilo corretto, invio telematico, requisiti formativi e firma digitale) è ciò che permette alla riforma di funzionare davvero. È su questa base che i medici certificatori potranno operare con continuità nelle nuove procedure e contribuire a un accertamento più omogeneo e tracciabile.
Riassumendo
- Dal 1° marzo 2026 parte l’estensione della riforma disabilità.
- L’INPS gestirà in via esclusiva l’accertamento dal 1° gennaio 2027.
- Centrale il certificato medico introduttivo inviato solo online all’INPS.
- Coinvolti medici di base, specialisti, ospedalieri, accreditati e pensionati.
- Messaggio INPS 639/2026 disciplina profilazione e modulo AP110 via PEC.
- Richiesti firma digitale e dossier formativo FNOMCeO 2023-2025.