La finestra decisiva per entrare nella definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) si chiude il 30 aprile 2026: entro questa data va presentata l’istanza, con modalità solo telematiche, secondo le istruzioni pubblicate dall’Agenzia delle entrate-Riscossione.
Durante Telefisco 2026 è stato chiarito un passaggio pratico importante: entro lo stesso 30 aprile 2026 è possibile revocare una richiesta già inviata. La revoca non è per forza “tutto o niente”: può riguardare anche solo alcune cartelle inserite nella domanda, lasciando confermata l’adesione per le altre posizioni. In altre parole, la rottamazione quinquies diventa una scelta modulabile, utile quando emergono elementi nuovi o quando, rileggendo i carichi selezionati, si preferisce ridurre il perimetro della sanatoria.
Sul piano operativo, la domanda può essere trasmessa in area riservata (con SPID, CIE, CNS e, per professionisti/imprese, anche credenziali dell’Agenzia delle Entrate). In alternativa c’è l’area pubblica, ossia senza autenticazione tramite form con allegato un documento di riconoscimento; in entrambi i casi serve indicare un indirizzo e-mail ordinario (non PEC) per ricevere la ricevuta.
Quali debiti entrano nella rottamazione quinquies e quali restano fuori
Per capire se confermare o rivedere l’istanza, è essenziale distinguere i carichi “definibili”. La misura riguarda i carichi affidati all’Agenzia Entrate Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Ma ma solo se derivano da specifiche tipologie di omissioni: imposte emerse dai controlli automatici o formali sulle dichiarazioni (artt. 36-bis e 36-ter DPR 600/1973; artt. 54-bis e 54-ter DPR 633/1972), contributi INPS (esclusi quelli da accertamento) e sanzioni per violazioni del Codice della strada irrogate dalle Prefetture (Dlgs 285/1992).
Rientrano anche carichi già coinvolti in precedenti definizioni agevolate “saltate” (prime rottamazioni o saldo e stralcio) e quelli collegati a rottamazione-quater/riammissione, quando al 30 settembre 2025 risultano persi i benefici per rate non versate regolarmente.
Al contrario, restano fuori i debiti diversi dalle fattispecie indicate. In particolare, alcuni casi ricorrenti: ad esempio, entrate locali e regionali (come Tari o bollo auto) non rientrano nella rottamazione quinquies.
Inoltre non sono compresi i carichi da attività di accertamento, perché la norma limita l’accesso ai debiti da omesso versamento risultanti dai controlli automatizzati/formali.
Perché valutare la revoca totale o parziale della domanda
La possibilità di revocare entro il 30 aprile 2026 può servire quando, dopo l’invio, emerge che nell’istanza sono finite posizioni “miste” o semplicemente non convenienti. Un primo motivo è correggere la selezione. In area riservata compaiono solo carichi definibili, ma in area pubblica si inseriscono documenti che contengono almeno un carico definibile, e questo può generare scelte da rivedere con maggiore calma.
Un secondo motivo riguarda i contenziosi. L’adesione è possibile anche in presenza di liti, ma nella domanda per la rottamazione quinquies va indicata la rinuncia alle controversie legate alle cartelle inserite.
Se, dopo l’invio, diventa strategico proseguire una causa solo per alcune partite, la revoca parziale consente di “sfilare” quelle cartelle e mantenere la definizione agevolata sulle altre. In questa logica, la rottamazione quinquies può essere mantenuta dove il vantaggio economico è più netto e ridotta dove ci sono profili di incertezza o contestazioni forti.
Conta anche il tema della liquidità. Dopo l’adesione, l’Agenzia Entrate Riscossione invierà entro il 30 giugno 2026 una comunicazione con l’importo dovuto, le scadenze in base alla scelta tra unica soluzione o rate, e i moduli di pagamento; in caso di diniego saranno indicate le motivazioni.
Sapere che la prima scadenza “vera” è più avanti non elimina la necessità di programmare i flussi di cassa; se nel frattempo cambiano entrate o priorità, può diventare ragionevole ridimensionare la domanda.
Rottamazione quinquies: cosa cambia dopo la scelta
Una volta inviata l’istanza (e, se del caso, definito l’eventuale perimetro con la revoca), scattano effetti concreti sui carichi definibili: l’Agente della riscossione non avvia nuove procedure cautelari o esecutive e, salvo specifiche eccezioni, non prosegue quelle già iniziate; restano però fermi e ipoteche già iscritti. Inoltre, per i debiti definibili, il contribuente non è considerato inadempiente ai fini degli artt. 28-ter e 48-bis DPR 602/1973 e per il rilascio del DURC.
Sul “quanto si paga”, la regola è chiara: si versano capitale, spese per procedure esecutive e diritti di notifica, mentre non si pagano interessi a ruolo, sanzioni, interessi di mora e aggio; per le multe stradali delle Prefetture la definizione opera sugli interessi (comunque denominati) e sulle somme maturate a titolo di aggio.
Il pagamento può avvenire in unica soluzione entro 31 luglio 2026 oppure fino a 54 rate bimestrali (9 anni). Con rata minima di 100 euro e interessi al 3% annuo dal 1° agosto 2026. La decadenza dalla quinta edizione della sanatoria cartelle scatta, tra l’altro, se manca o è insufficiente l’unica rata o se, nel piano rateale, risultano non versate due rate (anche non consecutive) o l’ultima rata.
Infine, un nodo utile per chi arriva da vecchie dilazioni: presentata la domanda, per i debiti definibili si sospendono fino al 31 luglio 2026 gli obblighi di pagamento delle rateizzazioni pregresse e, a quella data, le dilazioni relative ai debiti accolti risultano revocate automaticamente. Se nello stesso piano ci sono debiti non rottamabili, i pagamenti di quelle rate possono proseguire con i canali indicati dall’Agente della riscossione.
In sintesi: entro il 30 aprile 2026 la scelta va costruita con attenzione, perché la revoca (anche parziale) consente di correggere il tiro e confermare la sanatoria solo dove conviene davvero, mantenendo la rottamazione quinquies come strumento flessibile e non come decisione irreversibile.
Riassumendo
- Domanda per la rottamazione quinquies entro il 30 aprile 2026.
- Possibile revoca totale o parziale entro la stessa scadenza.
- Ammessi solo specifici carichi affidati tra 2000 e 2023.
- Esclusi tributi locali e debiti da accertamento.
- Stop a nuove azioni esecutive dopo l’adesione.
- Pagamento in unica soluzione o fino a 54 rate.