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Decreto flussi 2026-2028: ecco la ripartizione delle quote non stagionali 2026

Ripartite le quote 2026 per lavoro non stagionale: regioni, numeri e regole al centro del click day decreto flussi 2026-2028
18 Febbraio 2026
decreto flussi 2026-2028
Foto © Investireoggi

Il 2026 apre un nuovo ciclo di programmazione degli ingressi per lavoro dall’estero. Nel quadro del triennio 2026-2028, il Ministero del Lavoro ha diffuso una ripartizione territoriale delle quote dedicate al lavoro subordinato non stagionale per l’annualità 2026, in attuazione del D.P.C.M. 2 ottobre 2025 (cd. Decreto Flussi 2026-2028). Il tema diventa centrale perché, con il click day decreto flussi 2026-2028, le domande si concentrano in tempi brevi e il numero di posti disponibili, provincia per provincia, può fare la differenza nell’esito della richiesta.

Le quote 2026: numeri totali e categorie previste dal D.P.C.M.

Per il lavoro subordinato non stagionale del 2026 le quote complessive assegnate sono 43.300 unità.

Il dato non è unico e indistinto: il D.P.C.M. prevede canali diversi, collegati anche ai rapporti di cooperazione con i Paesi di origine e a tutele specifiche.

La ripartizione indicata dal Ministero del Lavoro (nota della Direzione Generale per le politiche migratorie e per l’inserimento sociale e lavorativo dei migranti n. 531 del 16 febbraio 2026) distingue tre blocchi principali:

  • 25.000 quote per cittadini di Paesi individuati dall’art. 6, co. 2, lett. a) del D.P.C.M.;
  • 18.000 quote per cittadini di Paesi con cui entrano in vigore accordi di cooperazione migratoria, ai sensi dell’art. 6, co. 2, lett. b);
  • 300 quote riservate ad apolidi e rifugiati riconosciuti, richiamati dall’art. 6, co. 3, lett. b).

In vista del click day decreto flussi 2026-2028, questa distinzione conta: la categoria di accesso incide sul “contenitore” di quote su cui viene imputata la domanda, e quindi sulla disponibilità effettiva.

Ripartizione territoriale: perché regione e provincia pesano nelle domande

La ripartizione non è nazionale “a pacchetto unico”.

Le quote vengono distribuite su base regionale e provinciale, tenendo conto del fabbisogno di manodopera e delle istanze già emerse. In pratica, l’allocazione cerca di seguire i poli produttivi e le aree dove la richiesta di lavoro è più alta.

Tra le regioni con un numero di quote più rilevante (per il canale richiamato dall’art. 6, co. 2, lett. a) risultano:

  • Lombardia: 7.126 quote
  • Campania: 3.546 quote
  • Lazio: 2.268 quote
  • Veneto: 2.134 quote
  • Emilia-Romagna: 1.998 quote

Questi numeri aiutano a capire dove la pressione può essere maggiore e dove, al contrario, potrebbero esserci spazi più ampi. Nel click day decreto flussi 2026-2028 il dettaglio territoriale diventa un elemento operativo: le domande vengono imputate alle quote attribuite a quell’area e, quando il plafond locale si esaurisce, il rischio di stop aumenta.

Click day decreto flussi 2026-2028 e possibili redistribuzioni: la regola dei 50 giorni

Un passaggio spesso trascurato riguarda la possibilità di “rimettere in circolo” quote non utilizzate. La nota ministeriale richiama l’art. 9, co. 3 del D.P.C.M.: trascorsi 50 giorni dall’imputazione delle quote, il Ministero può procedere a una diversa redistribuzione se emergono quote rimaste inutilizzate.

Questo significa che il risultato del click day decreto flussi 2026-2028 non è l’unico momento decisivo: dopo la prima fase, può aprirsi una finestra di riequilibrio tra territori, utile quando alcune aree saturano subito e altre, invece, non impiegano tutte le disponibilità.

In termini pratici, la regola dei 50 giorni funziona come correttivo amministrativo per ridurre sprechi di quota e allineare l’offerta ai fabbisogni reali.

Sul piano degli atti, la ripartizione territoriale 2026 è stata trasmessa con nota della Direzione Generale competente n. 531 del 16 febbraio 2026, sempre nell’alveo del D.P.C.M. 2 ottobre 2025. Per imprese e consulenti il punto chiave resta la coerenza tra canale di ingresso, territorio e disponibilità residua: nel click day decreto flussi 2026-2028 ogni domanda “consuma” quota nel proprio perimetro e la pianificazione preventiva diventa decisiva.

Riassumendo

  • Il Decreto Flussi 2026-2028 fissa 43.300 quote non stagionali per il 2026.
  • Le quote sono suddivise tra Paesi prioritari, accordi cooperazione e 300 riservate.
  • Ripartizione territoriale su base regionale e provinciale secondo fabbisogni locali.
  • Lombardia, Campania e Lazio tra le regioni con più disponibilità.
  • Domande concentrate nel click day decreto flussi 2026-2028.
  • Dopo 50 giorni possibile redistribuzione delle quote inutilizzate.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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